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Codice penale aggiornato  al  13 Feb 2015
 
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Art. 625 codice penale: Circostanze aggravanti

La pena per il fatto previsto dall’art. 624 è della reclusione da uno a sei anni e della multa da centotre euro a milletrentadue euro:
[1) se il colpevole, per commettere il fatto, si introduce o si trattiene in un edificio o in un altro luogo destinato ad abitazione;
2) se il colpevole usa violenza sulle cose o si vale di un qualsiasi mezzo fraudolento;
3) se il colpevole porta indosso armi o narcotici, senza farne uso;
4) se il fatto è commesso con destrezza, [ovvero strappando la cosa di mano, o di dosso alla persona];
5) se il fatto è commesso da tre o più persone, ovvero anche da una sola, che sia travisata o simuli la qualità di pubblico ufficiale o d’incaricato di un pubblico servizio;
6) se il fatto è commesso sul bagaglio dei viaggiatori in ogni specie di veicoli, nelle stazioni, negli scali o banchine, negli alberghi o in altri esercizi ove si somministrano cibi o bevande;
7) se il fatto è commesso su cose esistenti in uffici o stabilimenti pubblici, o sottoposte a sequestro o a pignoramento, o esposte per necessità o per consuetudine o per destinazione alla pubblica fede, o destinate a pubblico servizio o a pubblica utilità, difesa o reverenza;
7-bis) se il fatto è commesso su componenti metalliche o altro materiale sottratto ad infrastrutture destinate all’erogazione di energia, di servizi di trasporto, di telecomunicazioni o di altri servizi pubblici e gestite da soggetti pubblici o da privati in regime di concessione pubblica;
8) se il fatto è commesso su tre o più capi di bestiame raccolti in gregge o in mandria, ovvero su animali bovini o equini, anche non raccolti in mandria.
8 bis) se il fatto è commesso all’interno di mezzi di pubblico trasporto;
8 ter) se il fatto è commesso nei confronti di persona che si trovi nell’atto di fruire ovvero che abbia appena fruito dei servizi di istituti di credito, uffici postali o sportelli automatici adibiti al prelievo di denaro.
Se concorrono due o più delle circostanze prevedute dai numeri precedenti, ovvero se una di tali circostanze concorre con altra fra quelle indicate nell’articolo 61, la pena è della reclusione da tre a dieci anni e della multa da duecentosei euro a millecinquecentoquarantanove euro.


Giurisprudenza annotata

Aggravanti

Nel concetto di destrezza è sussumibile qualsiasi modalità dell'azione furtiva che, seppure non connotata da particolare abilità, si sostanza nell'approfittamento di una situazione idonea ad attenuare la normale attenzione della parte offesa (riconosciuta, nella specie, la sussistenza dell'aggravante di cui all'art. 625, comma 1, n. 4 c.p. nella condotta dell'imputato che aveva inserito nel carrello del supermercato il proprio carrello privato per infilarvi i beni da sottrarre per oltrepassare le casse senza pagarli, trattandosi di condotta oggettivamente diretta ad eludere la normale vigilanza).

Cassazione penale sez. IV  27 gennaio 2015 n. 5406  

 

Sussiste la circostanza aggravante della destrezza, qualora la condotta di sottrazione e di impossessamento del bene si realizzi approfittando delle condizioni più favorevoli per cogliere l'attimo del momentaneo distacco del proprietario della cosa e, dunque, di una condizione di attenuata difesa (riconosciuta, nella specie, l'aggravante de quo nella condotta dell'imputato che si era impossessato del portafoglio della persona offesa, dopo essersi introdotto nel negozio di quest'ultima e avere approfittato del temporaneo allontanamento di questa, provocato dall'esistenza di alcuni rumori per strada).

Cassazione penale sez. V  17 dicembre 2014 n. 7321  

 

Tra la fattispecie di furto aggravato di una bicicletta ex art. 624 e 625 n. 7 c.p., e quella di porto di coltello fuori della propria abitazione ex art. 4 della legge 110/75, non è ravvisabile alcun nesso di natura finalistica e, pertanto, non essendo configurabile nella commissione di tali reati un medesimo disegno criminoso, la pena per gli stessi va applicata in regime di cumulo materiale.

Tribunale La Spezia  27 settembre 2014 n. 837  

 

In tema di furto, sussiste l’aggravante di cui all’art. 625 comma 1 n.8 bis c.p. quando il fatto delittuoso venga posto in essere su un mezzo di trasporto.

Tribunale La Spezia  23 settembre 2014 n. 862  

 

La cd. "piazzola ecologica", seppur gestita da privati, rientra nella nozione di stabilimento pubblico. La gestione dei rifiuti costituisce, infatti, attività di pubblico interesse, minuziosamente regolamentata dalla legge in considerazione dei rilevanti interessi pubblici coinvolti e dei molteplici riflessi che essa ha sull'ambiente, sulla pubblica salute, sul decoro urbano e, non ultimo, sull'economia. Pertanto, i luoghi e gli edifici destinati allo stoccaggio e al trattamento dei rifiuti, quali componenti essenziali del ciclo di smaltimento, sono "stabilimenti" rilevanti ai sensi dell'art. 625, comma 1, n. 7 c.p..

Cassazione penale sez. V  27 giugno 2014 n. 42822  

 

In tema di furto, ai fini della integrazione della circostanza aggravante di cui all'art. 625, comma primo, n. 7, cod. pen. deve ritenersi "stabilimento pubblico" la piazzola ecologica destinata alla raccolta o allo stoccaggio dei rifiuti, la quale, seppur gestita da privati, costituisce attività di pubblico interesse per i rilevanti interessi ambientali coinvolti, riguardanti il decoro urbano, la salute pubblica e l'economia. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto applicabile la circostanza aggravante in relazione al tentativo di furto di materiale ferroso stoccato all'interno di una piazzola ecologica). (Annulla con rinvio, App. Brescia, 11/07/2013 )

Cassazione penale sez. V  27 giugno 2014 n. 42822  

 

Integra il reato di furto aggravato ai sensi dell'art. 625, comma primo, n. 6 cod. pen. (fatto commesso sul bagaglio dei viaggiatori), la condotta di colui che si impossessi della borsa contenente documenti e valori collocata dalla persona offesa a bordo della propria autovettura, considerato che quest'ultima si qualifica viaggiatore anche se utilizzi per gli spostamenti il proprio veicolo - essendo, a tal fine, rilevante non già l'entità della distanza percorsa o le ragioni del percorso ma lo 'spostamentò in sé - e che anche, in tal caso, l'attenzione alle implicazioni del viaggio allenta il controllo sul proprio bagaglio che può ben consistere in una borsa che contenga documenti o valori, dovendosi intendere per 'bagagliò le cose che il viaggiatore porta per le proprie necessità, comodità o utilità personali o, comunque, attinenti alla propria attività lavorativa o alla finalità del viaggio. (Rigetta, App. Bologna, 29/01/2013 )

Cassazione penale sez. V  12 maggio 2014 n. 44820  

 

Restituzione al rimettente degli atti relativi alla q.l.c. dell'art. 656, comma 9, lett. a), c.p.p., come modificato dall'art. 2, comma 1, lett. m) d.l. n. 92 del 2008, conv., con modif., in l. n. 125 del 2008, censurato, in riferimento agli art. 3 e 27 cost., nella parte in cui stabilisce che la sospensione dell'esecuzione, anche qualora la pena detentiva non sia superiore a tre anni, non può essere disposta nei confronti dei condannati per il delitto di furto (art. 624 c.p.) pluriaggravato dalla ricorrenza di due o più circostanze tra quelle indicate dall'art. 625 c.p. Successivamente all'ordinanza di rimessione, è entrato in vigore il d.l. n. 78 del 2013, conv., con modif., in l. n. 94 del 2013, il quale ha modificato la censurata disposizione, escludendo dall'elenco dei reati per i quali l'esecuzione della condanna, ancorché a pena detentiva inferiore ai tre anni, non può essere sospesa, il delitto di furto aggravato da due o più circostanze tra quelle indicate dall'art. 625 c.p., sicché si rende necessaria una nuova valutazione circa la perdurante rilevanza e la non manifesta infondatezza della questione sollevata (ordd. n. 296 del 2011, 316 del 2012, 35 del 2013).

Corte Costituzionale  02 aprile 2014 n. 75  



 
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