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Art. 63 codice penale: Applicazione degli aumenti o delle diminuzioni di pena

Quando la legge dispone che la pena sia aumentata o diminuita entro limiti determinati, l’aumento o la diminuzione si opera sulla quantità di essa, che il giudice applicherebbe al colpevole qualora non concorresse la circostanza che la fa aumentare o diminuire.

Se concorrono più circostanze aggravanti, ovvero più circostanze attenuanti, l’aumento o la diminuzione di pena si opera sulla quantità di essa risultante dall’aumento o dalla diminuzione precedente.

Quando per una circostanza la legge stabilisce una pena di specie diversa da quella ordinaria del reato o si tratta di circostanza ad effetto speciale, l’aumento o la diminuzione per le altre circostanze non opera sulla pena ordinaria del reato, ma sulla pena stabilita per la circostanza anzidetta. Sono circostanze ad effetto speciale quelle che importano un aumento o una diminuzione della pena superiore ad un terzo (1).

Se concorrono più circostanze aggravanti tra quelle indicate nel secondo capoverso di questo articolo, si applica soltanto la pena stabilita per la circostanza più grave; ma il giudice può aumentarla.

Se concorrono più circostanze attenuanti tra quelle indicate nel secondo capoverso di questo articolo, si applica soltanto la pena meno grave stabilita per le predette circostanze; ma il giudice può diminuirla.

(1) Comma così modificato dalla L. 31 luglio 1984, n. 400.


Giurisprudenza annotata

Aumenti o diminuzioni di pena

Anche in sede cautelare, nell'ipotesi di concorso tra le circostanze aggravanti ad effetto speciale previste per il delitto di partecipazione ad associazione di tipo mafioso dall'art. 416 bis commi 4 e 6, cod. pen., ai fini del calcolo degli aumenti di pena irrogabili, non si applica la regola generale prevista dall'art. 63, comma quarto, cod. pen., bensì l'autonoma disciplina derogatoria di cui all'art. 416 bis, comma sesto, cod. pen., che prevede l'aumento da un terzo alla metà della pena già aggravata. (Rigetta, Trib. lib. Reggio Calabria, 16/04/2014 )

Cassazione penale sez. V  30 settembre 2014 n. 52094  

 

Ai fini della determinazione del tempo necessario a prescrivere, deve aversi riguardo, in caso di concorso fra circostanze ad effetto speciale, all'aumento di pena massimo previsto dall'art. 63, comma 4, c.p., per il concorso di circostanze della stessa specie. (Nella specie la pena prevista per il reato di cui all'art. 640 comma 2 c.p. è stata aumentata per la recidiva nella misura massima di un terzo). (Rigetta, App. Torino, 25/10/2013 )

Cassazione penale sez. II  15 luglio 2014 n. 32656  

 

In tema di reati di guida in stato di ebbrezza alcolica, ove le circostanze aggravanti di cui rispettivamente ai commi 2-bis e 2-sexies dell'art. 186 c.d.s. concorrano con l'ipotesi di cui al comma 3 dell'art. 186-bis, c.d.s., in applicazione di quanto previsto dall'art. 63, comma 4 c.p., dovrà essere inflitta il doppio della pena prevista dall'art. 186-bis, comma 3, c.d.s., al quale il giudice può apportare un aumento sino ad un terzo.

Cassazione penale sez. IV  07 marzo 2014 n. 17805  

 

In tema di concorso di circostanze aggravanti per le quali la legge stabilisce una pena di specie diversa da quella ordinaria del reato o di circostanze ad effetto speciale, incombe uno specifico dovere di motivazione al giudice che, dopo aver quantificato la pena relativa alla circostanza più grave, ritenga di procedere ad un ulteriore aumento nella misura massima consentita dall'art. 63, comma 4, c.p. (Rigetta in parte, App. Napoli, 24/10/2012 )

Cassazione penale sez. VI  05 febbraio 2014 n. 18748  

 

In tema di guida in stato di ebbrezza, qualora concorrano le circostanze ad effetto speciale di aver provocato un incidente (art. 186 comma 2 bis c. strad.) e di aver commesso il fatto in orario notturno (art. 186 comma 2 sexies c. strad.), gli aumenti di pena devono essere effettuati secondo il criterio stabilito dall'art. 63 comma 4 c.p. (Annulla senza rinvio, G.u.p. Trib. L'Aquila, 28/11/2012 )

Cassazione penale sez. IV  13 dicembre 2013 n. 17821

 

Ai fini della determinazione del tempo necessario a prescrivere, deve aversi riguardo, in caso di concorso fra circostanze ad effetto speciale, all'aumento di pena massimo previsto dall'art. 63 comma 4 c.p., per il concorso di circostanze della stessa specie. (Fattispecie in cui è stata esclusa la prescrizione del reato di tentata estorsione essendo stato ritenuto il concorso fra l'aggravante del numero di persone e quella dell'uso di arma). Rigetta, App. Messina, 17/10/2011

Cassazione penale sez. II  03 ottobre 2013 n. 47028  

 

Non viola il divieto della "reformatio in peius" la sentenza di appello che, su impugnazione dell'imputato, dia al fatto una definizione giuridica più grave. (Fattispecie in cui la corte di appello aveva riformato, in assenza di impugnazione del p.m., la decisione di primo grado che aveva considerato la qualità di capo di un'associazione mafiosa come un'aggravante, ritenendola, invece, un reato autonomo ed aveva, quindi, respinto l'appello dell'imputato con cui si chiedeva di applicarsi il criterio moderatore di cui all'art. 63 comma 4 c.p.). Annulla in parte con rinvio, App. Napoli, 27/02/2012

Cassazione penale sez. II  19 settembre 2013 n. 41142  

 

L'applicazione degli istituti di cui agli articoli 63, comma 4, e 99, comma 6, c.p., può essere operata anche d'ufficio dal giudice d'appello, rispondendo, gli stessi, ad un'irrinunciabile esigenza di integrazione dell'odierno sistema processuale penale.

Corte appello Napoli sez. II  23 novembre 2012 n. 5220  

 

In tema di concorso di circostanze aggravanti per le quali la legge stabilisce una pena di specie diversa da quella ordinaria del reato o di circostanze ad effetto speciale (art. 63, comma quarto, cod.pen.), è richiesto al giudice uno specifico dovere di motivazione sia ove egli escluda la rilevanza della circostanza concorrente meno grave, sia ove la ritenga, ed in quest'ultimo caso sarà necessario indicare le ragioni che hanno indotto alla quantificazione dell'aumento. Annulla in parte con rinvio, App. Catania, 13/12/2011

Cassazione penale sez. II  22 novembre 2012 n. 5911  

 



 
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