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Art. 632 codice penale: Deviazione di acque e modificazione dello stato dei luoghi

Chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, devia acque, ovvero immuta nell’altrui proprietà lo stato dei luoghi, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a duecentosei euro.


Giurisprudenza annotata

Deviazione di acque e modificazione dello stato dei luoghi

Il delitto di cui all'art. 632 c.p. è di regola reato istantaneo, perché si consuma nel momento stesso in cui si modifica lo stato dei luoghi; tuttavia può assumere carattere permanente qualora necessiti, perché perdurino gli effetti della modifica, di un' attività continua o ininterrotta dell'agente.

Cassazione penale sez. II  20 maggio 2014 n. 37671  

 

Il delitto di deviazione di acque e modificazione dello stato dei luoghi è di regola un reato istantaneo, perché si consuma nel momento stesso in cui si verifica la modifica dello stato dei luoghi, anche se può assumere carattere permanente qualora necessiti, perché perdurino gli effetti della modifica, di un'attività continua o ininterrotta dell'agente. (Fattispecie nella quale l'imputato per conservare l'uso esclusivo di una scala condominiale, ne impediva abusivamente l'accesso agli aventi diritto tramite un cancello chiuso a chiave). (Dichiara inammissibile, Giud.pace Rutigliano, 08/11/2012 )

Cassazione penale sez. II  20 maggio 2014 n. 37671  

 

 

Per integrare la modificazione dello stato dei luoghi è necessario che vi sia stata un'apprezzabile modificazione dello stato dei luoghi. In particolare non è stata ritenuta tale la sostituzione di un muro di confine con altro posizionato in sede più avanzata con conseguente sconfinamento nell'altrui proprietà per circa 50 cm., dal momento che il reato si consuma con il radicale mutamento della fisionomia del luogo o comunque con una tale alterazione che faccia assumere a quel luogo forma e condizioni diverse da quelle originarie.

Tribunale Trento  11 febbraio 2013 n. 34  

 

Il delitto di cui all'art. 632 c.p. si configura non soltanto in presenza di un radicale mutamento della fisionomia dei luoghi, ma anche di un'alterazione del loro stato in conseguenza della quale essi vengano ad assumere forme e condizioni diverse da quelle originarie ed idonee a determinare conseguenze dannose sull'integrità dell'immobile e sull'accertamento dei relativi diritti. Annulla con rinvio, Trib. Termini Imerese, 29/03/2012

Cassazione penale sez. II  17 gennaio 2013 n. 16336  

 

Perché si possa configurare il delitto previsto dall'art. 632 c.p. (Deviazione di acque e modificazione dello stato dei luoghi) è necessario o un radicale mutamento della fisionomia del luogo o un'alterazione dello stato tale che il luogo stesso assuma forme e condizioni diverse da quelle originarie e idonee a determinare conseguenze dannose sull'integrità dell'immobile e l'accertamento dei relativi diritti.

Cassazione penale sez. II  17 gennaio 2013 n. 16336  

 

Configura in astratto l’ipotesi contestata di cui agli art. 632 e 639 bis c.p., modificazione dello stato dei luoghi, la condotta di colei che con interventi edili alterava una cosa pubblica, poiché, come da costante orientamento giurisprudenziale, il bene giuridico tutelato dall'art. 632 c.p. è rappresentato dalla "integrità dell'altrui proprietà immobiliare e del possesso contro ogni arbitraria modificazione dello stato dei luoghi che possa renderne incerta la posizione giuridica o alterarne le condizioni di pacifico godimento".

Tribunale Napoli sez. XI  15 febbraio 2012 n. 900  

 

Non integra il reato di deviazione di acque l'appropriazione o distrazione di acque piovane, in quanto si tratta di acque qualificabili come "res nullius" rispetto alle quali non è invocabile la tutela penale, prevista solo nel caso in cui la condotta di deviazione abbia ad oggetto acque pubbliche o private. (Fattispecie nella quale il reo aveva deviato il deflusso delle acque meteoriche, ostruendo un preesistente canale con l'impiego di fascine e terriccio). Annulla senza rinvio, Giud.pace Agnone, 02/03/2006

Cassazione penale sez. II  29 maggio 2009 n. 24503  

 

Integra i delitti di modificazione dello stato dei luoghi e di invasione di terreni, procedibili d'ufficio per la destinazione ad uso pubblico del bene, l'occupazione, con apprezzabile modificazione dello stato dei luoghi, di parte della sponda di un torrente per la realizzazione di opere edili, anche se detto torrente non sia iscritto nell'elenco delle acque pubbliche, dato che la presunzione di demanialità di tutte le acque può essere superata solo con la prova che quello specifico corso d'acqua, per le sue caratteristiche, è inidoneo alla realizzazione di usi di pubblico e generale interesse. Rigetta, App. Messina, 3 Marzo 2008

Cassazione penale sez. II  05 novembre 2008 n. 44926



 
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