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Art. 637 codice penale: Ingresso abusivo nel fondo altrui

Chiunque senza necessità entra nel fondo altrui recinto da fosso, da siepe viva o da un altro stabile riparo è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a euro 103.


Giurisprudenza annotata

Ingresso abusivo nel fondo altrui

E'infondata la pretesa di escludere l'elemento materiale del reato di ingresso abusivo in fondo altrui solo perché l'imputato si sia introdotta nel fondo del fratello dalla parte in cui il fondo non risultava recintato, essendo comunque presente un cancello che, seppur tenuto accostato, manifestava, in modo chiaro, la volontà della persona offesa di interdire ai terzi l'accesso.

Cassazione penale sez. V  19 febbraio 2013 n. 19326  

 

Il reato di invasione di terreni postula che questi ultimi siano in qualche modo e per un qualche tempo assoggettati ad un potere di fatto del soggetto agente cosicché la condotta di colui che si introduca precariamente nel fondo altrui non integra il reato in oggetto, salva la configurabilità di altri e diversi reati. (In applicazione del suddetto principio è stata ritenuta non integrare il reato l' introduzione in un terreno altrui al fine di raccogliere degli asparagi selvatici; la Corte ha inoltre escluso l'integrazione del reato di ingresso abusivo nel fondo altrui di cui all'art. 637 c.p. stante la risultata parziale non recinzione del medesimo).

Cassazione penale sez. II  03 maggio 2011 n. 19079  

 

Il reato di invasione di terreni o edifici altrui, previsto dall'art. 633 c.p., richiede, a differenza di quello di ingresso abusivo nel fondo altrui, previsto dall'art. 637 c.p. (con il quale non può concorrere) la presenza del dolo specifico, costituito dalla finalità di occupare il terreno o l'edificio invasi o di trame altrimenti profitto. Il primo di detti reati può quindi sussistere anche quando l'invasione non sia seguita da una stabile permanenza fisica dell'agente sul posto, ma appaia comunque chiaramente finalizzata a creare i presupposti per l'inizio di un possesso "ad usucapionem", il cui mantenimento non richiede il protrarsi di detta permanenza, potendo esso realizzarsi anche in altri modi quali, ad esempio, la disponibilità delle chiavi dell'immobile o l'esecuzione di opere che rivelino l'intenzione dell'agente di considerarlo come proprio. (Nella specie, in applicazione di tale principio, la Corte, rilevata l'insussistenza di detta condizione, ha ritenuto che dovesse configurasi, nella condotta dell'agente, costituita dall'occasionale ed episodico passaggio del medesimo, con il proprio automezzo, sul fondo altrui, il reato di cui all'art. 637 c.p.).

Cassazione penale sez. II  08 febbraio 2011 n. 11544  

 

Integra il delitto di ingresso abusivo nel fondo altrui e non quello di invasione di terreni o edifici colui che a bordo del proprio veicolo transiti abusivamente, danneggiando la recinzione, attraverso il fondo altrui. Annulla in parte senza rinvio, Giud.pace Montevarchi, 16/03/2010

Cassazione penale sez. II  08 febbraio 2011 n. 11544  

 

Non integra il reato di ingresso abusivo nel fondo altrui la condotta di chi fa ingresso, pur senza autorizzazione, ma per una necessità individuabile in qualunque motivo che, secondo il comune sentire, risponde ad una esigenza il cui soddisfacimento non comporti uno sproporzionato sacrificio dell'altrui "ius excludendi". (La Corte non ha ravvisato la sussistenza del reato nell'ipotesi di mero recupero, nel fondo altrui, di un attrezzo necessario all'espletamento dell'incarico da parte di un consulente tecnico del giudice). Dichiara inammissibile, Giud.pace Erba, 28 giugno 2006

Cassazione penale sez. II  25 settembre 2009 n. 38725  



 
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