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Codice penale aggiornato  al  13 Feb 2015
 
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Art. 648-bis codice penale: Riciclaggio

Fuori dei casi di concorso nel reato, chiunque sostituisce o trasferisce denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto non colposo, ovvero compie in relazione ad essi altre operazioni, in modo da ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa, è punito con la reclusione da quattro a dodici anni e con la multa da euro 5.000 a euro 25.000.

La pena è aumentata quando il fatto è commesso nell’esercizio di un’attività professionale.

La pena è diminuita se il denaro, i beni o le altre utilità provengono da delitto per il quale è stabilita le pena della reclusione inferiore nel massimo a cinque anni. Si applica l’ultimo comma dell’articolo 648.


Giurisprudenza annotata

Riciclaggio

Il reato di intestazione fittizia, previsto dall'art. 12 quinquies d.l. n. 306 del 1992, conv. in l. n. 356 del 1992, si distingue dal delitto di riciclaggio di cui all'art. 648 bis c.p. perché mentre in questa ultima fattispecie é necessario che i beni su cui vengano poste in essere le condotte incriminate siano provenienza di delitto, nell'altra si persegue solo l'obiettivo di evitare manovre dei potenziali assoggettabili a misure di prevenzione, volte a non far figurare la loro disponibilità di beni o altre utilità, a prescindere dalla provenienza di questi da delitto, che se provata può integrare altri reati. Rigetta in parte, App. Napoli, 02/05/2012

Cassazione penale sez. V  02 luglio 2013 n. 39837  

 

È configurabile il reato di riciclaggio nell'ipotesi in cui oli non commestibili illecitamente prodotti all'estero vengono ricollocati sul mercato nazionale come olio extra vergine di oliva, attraverso illecite miscelazioni non rilevabili tramite le analisi ufficiali. (Principio affermato dalla Corte in tema di sequestro probatorio). (Rigetta, Trib. lib. Siena, 08/05/2014 )

Cassazione penale sez. II  03 dicembre 2014 n. 52625  

 

In tema di riciclaggio, ove più siano le condotte consumative del reato, attuate in un medesimo contesto fattuale e con riferimento ad un medesimo oggetto, si configura un unico reato a formazione progressiva, che viene a cessare con l'ultima delle operazioni poste in essere. (Fattispecie nella quale la Corte ha ritenuto realizzata la condotta consumativa del reato per l'intero arco temporale di operatività di una società costituita al fine di ripulire denaro, beni ed altre utilità, risultate in origine riconducibili ad esponenti di primo piano di "Cosa Nostra"). (Rigetta, App. Palermo, 11/04/2013 )

Cassazione penale sez. II  20 novembre 2014 n. 52645  

 

Circa le differenze tra le fattispecie di cui agli artt. 648 e 648 - bis, va chiarito che mentre nella ricettazione occorre il solo elemento della detenzione materiale del bene oggetto di delittuosa provenienza, nel riciclaggio, invece, l'elemento peculiare e caratterizzante è l'ulteriore, determinante momento della cd. "ripulitura" del bene e/o del denaro, attraverso una qualsivoglia condotta che risulti in grado di ostacolare l' identificazione dell'origine e della provenienza degli stessi.

Ufficio Indagini preliminari Napoli  27 giugno 2014 n. 1426  

 

Non è configurabile il concorso fra i delitti di cui agli art. 648 bis o 648 ter c.p. e quello di associazione mafiosa, quando la contestazione di riciclaggio o reimpiego nei confronti dell'associato abbia ad oggetto denaro, beni o utilità provenienti proprio dal delitto di associazione mafiosa, operando in tal caso la clausola di riserva contenuta nelle predette disposizioni. (In motivazione la Corte ha precisato che può configurarsi il concorso tra i reati sopra menzionati nel caso dell'associato che ricicli o reimpieghi proventi dei soli delitti-scopo alla cui realizzazione egli non abbia fornito alcun contributo causale).

Cassazione penale sez. un.  27 febbraio 2014 n. 25191  



 
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