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Art. 648 codice penale: Ricettazione

Fuori dei casi di concorso nel reato, chi, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, acquista, riceve od occulta denaro o cose provenienti da un qualsiasi delitto, o comunque si intromette nel farle acquistare, ricevere od occultare, è punito con la reclusione da due ad otto anni e con la multa da euro 516 a euro 10.329. La pena è aumentata quando il fatto riguarda denaro o cose provenienti da delitti di rapina aggravata ai sensi dell’articolo 628, terzo comma, di estorsione aggravata ai sensi dell’articolo 629, secondo comma, ovvero di furto aggravato ai sensi dell’articolo 625, primo comma, n. 7-bis).

La pena è della reclusione sino a sei anni e della multa sino a euro 516 se il fatto è di particolare tenuità.

Le disposizioni di questo articolo si applicano anche quando l’autore del delitto da cui il denaro o le cose provengono non è imputabile o non è punibile ovvero quando manchi una condizione di procedibilità riferita a tale delitto


Giurisprudenza annotata

Ricettazione

Ai fini della configurabilità del delitto di ricettazione è necessaria la prova della consapevolezza della provenienza illecita del bene ricevuto, non essendo indispensabile che tale consapevolezza si estenda alla precisa e completa conoscenza delle circostanze di tempo, di modo e di luogo del reato presupposto, potendo anche essere desunta da prove indirette, purché gravi, univoche e tali da ingenerare in qualsiasi persona di media levatura intellettuale e secondo la comune esperienza, la certezza della provenienza illecita di quanto ricevuto (nella specie il reo venuto in possesso dell'assegno circolare inviato dall'Inps lo modificava nell'intestazione del beneficiario e lo poneva all'incasso sul proprio conto corrente).

Tribunale Napoli sez. VI  02 dicembre 2014 n. 16468  

 

In ordine al reato di cui all'art. 648 c.p. inerente un assegno bancario va assolto l'imputato quando dall'esame testimoniale risultano confermate le vicende circolatorie del titolo ed emerge la responsabilità di un altro soggetto.

Tribunale Napoli sez. VI  02 dicembre 2014 n. 15915  

 

In tema di riciclaggio, ove più siano le condotte consumative del reato, attuate in un medesimo contesto fattuale e con riferimento ad un medesimo oggetto, si configura un unico reato a formazione progressiva, che viene a cessare con l'ultima delle operazioni poste in essere. (Fattispecie nella quale la Corte ha ritenuto realizzata la condotta consumativa del reato per l'intero arco temporale di operatività di una società costituita al fine di ripulire denaro, beni ed altre utilità, risultate in origine riconducibili ad esponenti di primo piano di "Cosa Nostra"). (Rigetta, App. Palermo, 11/04/2013 )

Cassazione penale sez. II  20 novembre 2014 n. 52645  

 

Ai fini della configurabilità del delitto di ricettazione, la mancata giustificazione del possesso di una cosa proveniente da delitto costituisce prova della conoscenza della illecita provenienza (confermata, nella specie, la condanna di un automobilista che aveva circolato alla guida di un'autovettura munita di un falso certificato di autorizzazione al transito ed al parcheggio libero nelle aree riservate agli invalidi emesso dal Comune a favore di un altro uomo, già deceduto).

Cassazione penale sez. II  06 novembre 2014 n. 47129  

 

La norma di cui all'art. 648 c.p. richiede che l'imputato acquisti o, comunque, riceva cose di provenienza delittuosa al fine di trarne profitto pertanto, elemento essenziale per la configurabilità del reato sotto il profilo materiale è l'acquisto del possesso di tali cose di illecita provenienza (delitto presupposto), mentre, sotto il profilo dell'elemento psicologico, è necessario che l'imputato sia consapevole della provenienza delittuosa del bene in suo possesso.

Tribunale Napoli sez. I  21 ottobre 2014 n. 12584  

 

Non risponde del reato di ricettazione colui che, non avendo preso parte alla commissione del fatto, si limiti a fare uso del bene unitamente agli autori del reato, pur nella consapevolezza della illecita provenienza, non potendosi da questa sola successiva condotta desumere l'esistenza di una compartecipazione quanto meno d'ordine morale, atteso che il reato di ricettazione ha natura istantanea e non è ipotizzabile una compartecipazione morale per adesione psicologica ad un fatto criminoso da altri commesso. (Annulla con rinvio, App. Lecce, 27/05/2013 )

Cassazione penale sez. V  24 settembre 2014 n. 42911  

 

In mancanza della prova che l'acquisto o la ricezione della merce sequestrata sia avvenuta al fine della immissione in commercio di essa, non sussistono – pur in presenza di molteplici elementi che ne dimostrano la pregressa illecita riproduzione – gli estremi del delitto di ricettazione ex art. 648 c.p.

Tribunale S.Maria Capua V. sez. I  22 settembre 2014 n. 2998  

 

Per la configurabilità del delitto di ricettazione, è necessaria la consapevolezza della provenienza illecita del bene ricevuto, senza che sia indispensabile, che tale consapevolezza si estenda alla precisa e completa conoscenza delle circostanze di tempo, di modo e di luogo del reato presupposto potendo anche essere desunta da prove indirette, purché gravi, univoche e tali da generare in qualsiasi persona di media levatura intellettuale e secondo la comune esperienza; la certezza della provenienza illecita di quanto ricevuto. La norma richiede altresì, la sussistenza della finalità di procurare a sé o ad altri un profitto. Per profitto s'intende qualsiasi utilità o vantaggio derivante dal possesso della cosa e non si esige che l'agente abbia effettivamente conseguito il profitto avuto di mira, poiché l'incriminazione in esame tende ad impedire che soggetti diversi da coloro che hanno commesso un delitto appaiano interessati alle cose provenienti da esso, al fine di trame un vantaggio anche temporaneo. Ciò per evitare la dispersione delle cose di provenienza delittuosa e la conseguente difficoltà di recupero, che rappresentano maggiori pregiudizi per la vittima del reato.

Tribunale S.Maria Capua V. sez. I  07 agosto 2014 n. 3115  

 

Il reato di cui all'art. 648 c.p., quale reato istantaneo, si perfeziona nel momento stesso in cui l'agente consegue il possesso della cosa, con l'intento di trarre profitto dalla stessa e, l' elemento psicologico può ricavarsi anche da elementi indiretti, purché attraverso la loro coordinazione logica ed organica emerga un quadro accusatorio tale da consentire l'inequivoca dimostrazione nel “tradens” della malafede.

Tribunale S.Maria Capua V. sez. I  06 agosto 2014 n. 2219  

 

In tema di ricettazione, per integrare la materialità oggettiva del fatto-reato previsto e punito dall'art. 648 c.p. è necessario che il soggetto agente consegua il possesso della res proveniente da reato. Tale acquisto, per consolidata giurisprudenza, deve essere inteso in senso lato come comprensivo di qualsiasi negozio, oneroso o gratuito, purché idoneo al perfezionamento della traditio della res nella sfera patrimoniale dell'accipiens, mentre la ricezione è formula comprensiva di qualsiasi conseguimento di possesso dalla cosa proveniente da reato, designando il semplice materiale trasferimento di essa, anche se temporaneo.

Tribunale S.Maria Capua V.  01 luglio 2014 n. 2930  



 
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