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Art. 655 codice penale: Radunata sediziosa

Chiunque fa parte di una radunata sediziosa di dieci o più persone è punito, per il solo fatto della partecipazione, con l’arresto fino a un anno.

Se chi fa parte della radunata è armato, la pena è dell’arresto non inferiore a sei mesi.

Non è punibile chi, prima dell’ingiunzione dell’Autorità, o per obbedire ad essa, si ritira dalla radunata.


Giurisprudenza annotata

Radunata sediziosa

Integra il reato di adunata sediziosa la condotta di chi prenda parte ad una riunione o ad un assembramento di dieci o più persone con uno scopo prestabilito e manifesti comportamenti di ribellione e di ostilità nei confronti di chi rappresenta l'autorità e la forza della legge, con conseguente pericolo di creazione o di protrazione di uno stato di turbamento per l'ordine pubblico. (Fattispecie in cui l'imputato, munito di un megafono, dirigeva un corteo che scandiva slogan di natura intimidatoria e violenta, lanciava corpi contundenti all'indirizzo delle Forze dell'ordine ed inneggiava alla morte di un ispettore di Polizia ucciso in servizio).

Cassazione penale sez. VI  09 novembre 2012 n. 6347  

 

Integra l'elemento materiale del reato di radunata sediziosa il solo fatto della partecipazione a un'adunata di dieci o più persone e cioè a una riunione o a un assembramento nel medesimo luogo, con uno scopo prestabilito che presenti, in concreto, i caratteri della sediziosità, dovendosi intendere per atteggiamento sedizioso penalmente rilevante quello che si sostanzi in una manifestazione di ribellione e di ostilità nei confronti di chi, in quel momento, rappresenta l'Autorità e la forza della legge, con conseguente pericolo di determinazione o anche solo di protrazione di uno stato di turbamento dell'ordine pubblico. (Nella specie, il reato è stato ravvisato a carico dell'imputato, il quale, con un megafono, dirigeva un corteo di persone che scandiva slogan di natura intimidatoria e violenta, lanciava corpi contundenti all'indirizzo delle forze dell'ordine e inneggiava all'avvenuta uccisione di un ispettore di polizia).

Cassazione penale sez. VI  09 novembre 2012 n. 6347  

 

Il gestore di un'esercizio commerciale è responsabile del reato di cui all'art. 655 c.p. per ripetuti schiamazzi e rumori provocati dagli avventori del bar che arrechino disturbo alle persone con intollerabili immissioni sonore e, qualora prosegua nella propria condotta ignorando gli inviti dei vicini o gli ordini dell'amministrazione, commette il reato di cui all'art. 659 c.p., e legittimamente può essere ordinata la chiusura dell'attività.

Tribunale Roma  23 luglio 2004

 

La radunata sediziosa, di cui all'art. 655 c.p., consiste in una riunione di più persone (almeno 10), in cui la partecipazione si concretizza in una condotta univoca rispetto al fine collettivo, cioè in relazione allo copo sedizioso della radunata, che è da ritenersi elemento prevalente rispetto alle modalità dell'azione. Tale contravvenzione è ravvisabile quando si manifesta ostilità verso la pubblica autorità e, quando l'adunanza stessa è tale da turbare la pacifica convivenza. L'atteggiamento sedizioso penalmente rilevante è solo quello che implica ribellione ed ostilità, e che risulti in concreto idoneo a produrre un evento pericoloso per l'ordine pubblico.

Pretura Vallo Lucania  20 aprile 1988

 

Non integra il reato di radunata sediziosa ex art. 655 c.p. il fatto di più persone che, riunitesi nella piazza del municipio in occasione di una seduta consiliare riguardante la gestione delle risorse idriche, si limitino a sporadiche espressioni di protesta, poiché la sediziosità consiste in un atteggiamento che riveli ribellione, sfida ed insofferenza verso i poteri e gli organi dello Stato, tale da turbare la pacifica convivenza.

Pretura Vallo Lucania  08 aprile 1988

 

Ai fini della configurabilità del reato di cui all'art. 655 c.p., deve ritenersi sediziosa la condotta che rivela ribellione verso i pubblici poteri e verso gli organi dello Stato ai quali spetta il diritto-dovere di esercitarli. È ravvisabile, pertanto, la radunata sediziosa quando si manifesta ostilità verso la pubblica autorità e quando l'adunata stessa è tale da turbare la pacifica convivenza, senza, peraltro che occorra la sussistenza in concreto di un pericolo per l'ordine pubblico.

Cassazione penale sez. VI  19 gennaio 1977



 
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