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Art. 659 codice penale: Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone

Chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 309.

Si applica l’ammenda da euro 103 a euro 516 a chi esercita una professione o un mestiere rumoroso contro le disposizioni della legge o le prescrizioni dell’autorità.


Giurisprudenza annotata

Disturbo della quiete pubblica.

L'elemento che differenzia le due autonome fattispecie configurate rispettivamente dal primo e dal secondo comma dell'art.659 c.p. è rappresentato dalla fonte del rumore prodotto, giacché ove esso provenga dall'esercizio di una professione o di un mestiere rumorosi la condotta rientra nella previsione del secondo comma del citato articolo per il semplice fatto della esorbitanza rispetto alle disposizioni di legge o alle prescrizioni dell'autorità, presumendosi la turbativa della pubblica tranquillità. Qualora, invece, le vibrazioni sonore non siano causate dall'esercizio della attività lavorativa, ricorre l'ipotesi di cui al primo comma dell'art.659 c.p., per la quale occorre che i rumori superino la normale tollerabilità ed investano un numero indeterminato di persone, disturbando le loro occupazioni o il riposo (cassata, nella specie, la sentenza di condanna emessa nei confronti del titolare di un esercizio commerciale perché, mediante emissioni sonore, provenienti dagli impianti di condizionamento utilizzati per l'attività di bar e sala giochi, aveva disturbato le occupazioni ed il riposo delle persone, atteso che i giudici del merito non avevano valutato se tali condizionatori fossero strumentali per l'esercizio dell'attività autorizzata).

Cassazione penale sez. III  27 gennaio 2015 n. 7912  

 

In tema di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone, l'esercizio di una attività o di un mestiere rumoroso, integra: A) l'illecito amministrativo di cui all'art. 10, comma secondo, della legge 26 ottobre 1995, n. 447, qualora si verifichi esclusivamente il mero superamento dei limiti di emissione del rumore fissati dalle disposizioni normative in materia; B) il reato di cui al comma primo dell'art. 659, cod. pen., qualora il mestiere o la attività vengano svolti eccedendo dalle normali modalità di esercizio, ponendo così in essere una condotta idonea a turbare la pubblica quiete; C) il reato di cui al comma secondo dell'art. 659 cod. pen., qualora siano violate specifiche disposizioni di legge o prescrizioni della Autorità che regolano l'esercizio del mestiere o della attività, diverse da quelle relativa ai valori limite di emissione sonore stabiliti in applicazione dei criteri di cui alla legge n. 447 del 1995. (Rigetta, Trib. Barcellona Pozzo di Gotto,Sez.dist. Lipari, 03/10/2012)

Cassazione penale sez. III  21 gennaio 2015 n. 5735  

 

L'ambito di operatività dell'art. 659 c.p., con riferimento ad attività o mestieri rumorosi, deve essere individuato nel senso che, qualora si verifichi esclusivamente il mero superamento dei limiti di emissione fissati secondo i criteri di cui alla legge 447/95, mediante impiego o esercizio delle sorgenti individuate dalla legge medesima, si configura il solo illecito amministrativo di cui all'art. 10, comma 2 della legge quadro; quando, invece, la condotta si sia concretata nella violazione di disposizioni di legge o prescrizioni dell'autorità che regolano l'esercizio del mestiere o dell'attività, sarà applicabile la contravvenzione sanzionata dall'art. 659 comma 2 c.p., mentre, nel caso in cui l'attività ed il mestiere vengano svolti eccedendo dalle normali modalità di esercizio, ponendo così in essere una condotta idonea a turbare la pubblica quiete, sarà configurabile la violazione sanzionata dall'art. 659, comma 1 c.p..

Cassazione penale sez. III  21 gennaio 2015 n. 5735  

 

Deve essere esclusa la sussistenza del reato di cui all'art. 659 c.p. allorchè venga accertato che le uniche persone danneggiate dal continuo abbaiare dei cani erano i coniugi confinanti dei proprietari degli animali, atteso che la rilevanza penale della condotta produttiva di rumori, censurati come fonte di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone, richiede l'incidenza sulla tranquillità pubblica, in quanto l'interesse tutelato dal legislatore è la pubblica quiete, sicché i rumori devono avere una tale diffusività che l'evento di disturbo sia potenzialmente idoneo ad essere risentito da un numero indeterminato di persone.

Cassazione penale sez. III  07 gennaio 2015 n. 7392  

 

In tema di professioni o mestieri rumorosi, sussiste il solo illecito amministrativo di cui all'art. 10, comma 2, l. 26 ottobre 1995 n. 447 (legge quadro sull'inquinamento acustico) qualora la condotta addebitata all'agente sia consistita soltanto dal mero superamento dei limiti normativi di accettabilità delle emissioni sonore derivanti dall'esercizio delle suddette attività, restando invece configurabili il reato contravvenzionale di cui all'art. 659, comma 2, c.p. quando siano violate prescrizioni legali o dell'autorità amministrativa diverse da quelle impositive dei suddetti limiti ed il reato contravvenzionale di cui al primo comma del medesimo art. 659 c.p. quando si dia luogo a disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone mediante condotte che costituiscano qualcosa di ulteriore e diverso rispetto al mero superamento degli stessi limiti, come si verifica qualora si eccedano le normali modalità dell'esercizio della professione o del mestiere rumoroso o si faccia di tale esercizio un uso smodato.

Cassazione penale sez. III  18 settembre 2014 n. 42026  

 

In tema di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone nell'ambito di una attività legittimamente autorizzata, è configurabile: A) l'illecito amministrativo di cui all'art. 10, comma 2, l. 26 ottobre 1995 n. 447, ove si verifichi solo il mero superamento dei limiti differenziali di rumore fissati dalle leggi e dai decreti presidenziali in materia; B) il reato di cui al comma 1 dell'art. 659, c.p., ove il fatto costituivo dell'illecito sia rappresentato da qualcosa di diverso dal mero superamento dei limiti di rumore, per effetto di un esercizio del mestiere che ecceda le sue normali modalità o ne costituisca un uso smodato; C) il reato di cui al comma 2 dell'art. 659 c.p. qualora la violazione riguardi altre prescrizioni legali o della Autorità, attinenti all'esercizio del mestiere rumoroso, diverse da quelle impositive di limiti di immissioni acustica. (Annulla senza rinvio, Trib. Palermo, 23/10/2013 )

Cassazione penale sez. III  18 settembre 2014 n. 42026  

 

L'esercizio di un bar non costituisce un mestiere di per sé rumoroso, sicché i rumori molesti provocati da tale esercizio possono integrare la fattispecie di cui all'art. 659, primo comma, c.p. (nella specie, le emissioni sonore in questione superavano i limiti della normale tollerabilità e non erano strettamente connesse all'esercizio dell'attività di bar, consistendo in particolare in musica ad alto volume, anche di notte oltre il normale orario di apertura).

Cassazione penale sez. III  15 luglio 2014 n. 41992  

 

In tema di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone, pur a seguito dell'entrata in vigore della l. n. 447 del 1995 che, all'art. 10, punisce con sola sanzione amministrativa la condotta costituita da emissioni sonore superiori ai limiti fissati dall'art. 2, comma 1, lett. e) ed f) della legge medesima, resta comunque applicabile il disposto di cui all'art. 659, comma 1, c.p. quando, nell'esercizio di una professione o di un mestiere rumoroso, non si verifichi il mero superamento dei limiti fissati alle emissioni sonore dai provvedimenti dell'autorità, ma si esorbiti dal normale esercizio dell'attività o si faccia un uso smodato dei mezzi tipici della medesima, tanto da comportare effettivo disturbo alle occupazioni o al riposo delle persone, restando inoltre applicabile, in ogni caso, anche il disposto di cui al comma 2 del citato art. 659 c.p. quando vengano violate disposizioni di legge o prescrizioni dell'autorità non afferenti all'inquinamento acustico. (Nella specie la Corte, in applicazione di tali principi, ha ritenuto che correttamente fosse stata affermata la sussistenza di entrambe le ipotesi contravvenzionali con riferimento al caso di un laboratorio di falegnameria che veniva tenuto in esercizio in orari e giorni non consentiti e facendo un uso smodato dei macchinari di cui esso era dotato).

Cassazione penale sez. III  03 luglio 2014 n. 37313  



 
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