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Codice penale aggiornato  al  13 Feb 2015
 
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Art. 66 codice penale: Limiti degli aumenti di pena nel caso di concorso di più circostanze aggravanti

Se concorrono più circostanze aggravanti, la pena da applicare per effetto degli aumenti non può superare il triplo del massimo stabilito dalla legge per il reato, salvo che si tratti delle circostanze indicate nel secondo capoverso dell’articolo 63, nè comunque eccedere: 1) gli anni trenta, se si tratta della reclusione; 2) gli anni cinque, se si tratta dell’arresto; 3) e, rispettivamente, lire venti milioni o quattro milioni, se si tratta della multa o dell’ammenda; ovvero, rispettivamente, lire sessanta milioni o dodici milioni se il giudice si vale della facoltà di aumento indicata nel capoverso dell’articolo 133 bis.

Articolo così sostituito dalla L. 24 novembre 1981, n. 689.


Giurisprudenza annotata

Recidiva

La sussistenza della recidiva discende da fattori oggettivi (il pregiudizio del reo) all'accertamento dei quali la relativa declaratoria non potrà essere esclusa dal giudice, che potrà però, esercitando il proprio potere di apprezzamento concreto del disvalore espresso in termini di capacità a delinquere del reo, non applicare l'aumento di pena previsto. La cd. facoltatività della recidiva non concerne né la contestazione, né la facoltà di esclusione "tout court": essa continua a qualificare più gravemente il reato ad ogni (ulteriore) effetto, ma lascia al giudice la possibilità di farla operare o meno "quoad poenam", cioè di applicarla o non applicarla. La recidiva, quindi, nei casi in cui è facoltativa, fa eccezione alla disciplina generale delle circostanze (art. 63, 64, 65, 66 c.p.), nel senso che anche se è ritenuta sussistente (e dichiarata), può tuttavia non essere applicata.

Tribunale Milano  25 ottobre 2006



 
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