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Art. 664 codice penale: Distruzione o deterioramento di affissioni

Chiunque stacca, lacera o rende comunque inservibili o illeggibili scritti o disegni fatti affiggere dalle autorità civili o da quelle ecclesiastiche, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 77 a euro 464.

Se si tratta di scritti o disegni fatti affiggere da privati nei luoghi e nei modi consentiti dalla legge o dall’autorità, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a euro 309.


Giurisprudenza annotata

Distruzione o deterioramento di affissioni

L'ipotesi criminosa prevista dall'art. 664 comma 1 c.p. relativa alle affissioni disposte dalle autorità civili si realizza anche quando dette affissioni siano state fatte fuori degli spazi consentiti a differenza di quanto è previsto nella ipotesi prevista dal comma 2, (affissioni effettuate dai privati) per la cui punibilità è presupposto necessario che esse siano avvenute nei luoghi e nei modi consentiti.

Cassazione penale sez. I  17 giugno 1992

 

È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 664 comma 1 c.p., nella parte in cui si riferisce alle affissioni disposte dalle autorità civili, sollevata, in riferimento all'art. 3 comma 1 Cost., sotto il profilo che, poiché la norma sanziona, al comma 2, la medesima condotta con riguardo alle affissioni compiute da privati "nei luoghi e nei modi consentiti dalla legge o dall'autorità ", l'assenza di tale specificazione al comma precedente indurrebbe a ritenere punibile anche chi danneggi le affissioni effettuate dall'autorità al di fuori dei luoghi e al di là dei modi consentiti, con conseguente violazione del principio di eguaglianza (la Corte ha motivato la decisione rilevando che la mancanza dell'inciso relativo a "modi e luoghi consentiti" nel comma 1 non esclude che la ratio di detto comma sia identica a quella del successivo comma, con le medesime conseguenze in tema di esclusione della punibilità, giacché anche gli enti, le amministrazioni e le autorità pubbliche sono tenute ad effettuare le affissioni negli spazi consentiti).

Corte Costituzionale  26 giugno 1991 n. 299  

 

È manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 664 comma 1 c.p., nella parte in cui si riferisce alle affissioni disposte dalle autorità ecclesiastiche, sollevata, in riferimento all'art. 3 comma 1 Cost., sotto il profilo che, poiché la norma sanziona, al comma 2, la medesima condotta con riguardo alle affissioni compiute da privati" nei luoghi e nei modi consentiti dalla legge o dall'autorità ", l'assenza di tale specificazione al comma precedente indurrebbe a ritenere punibile anche chi danneggi le affissioni effettuate dall'autorità al di fuori dei luoghi e al di là dei modi consentiti, con conseguente violazione del principio di eguaglianza (la Corte ha motivato la decisione ritenendo la questione irrilevante nel giudizio "a quo", in quanto l'imputazione riguardava alcuni manifesti con cui il comune intendeva celebrare una festività civile).

Corte Costituzionale  26 giugno 1991 n. 299  

 

È manifestamente inammissibile, per difetto di rilevanza, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 664 comma 1 c.p. denunciato in riferimento all'art. 36 cost., nella parte in cui si riferisce alle affissioni disposte dalle autorità ecclesiastiche. Sotto questo specifico aspetto tale questione, sollevata sostenendo che ingiustificatamente alle autorità ecclesiastiche, si verrebbe ad accordare una tutela privilegiata di tutte le affissioni, in qualunque modo e luogo avvengano e non soltanto di quelle effettuate all'esterno o all'interno degli edifici destinati al culto, risulta assolutamente irrilevante nel giudizio "a quo", ove l'imputazione riguarda alcuni manifesti con cui il comune intendeva celebrare una festività civile.

Corte Costituzionale  26 giugno 1991 n. 299

 

È manifestamente infondata, in riferimento all'art. 3 cost., la questione di legittimità costituzionale esaminata per la prima volta, dell'art. 664 comma 1 c.p. nella parte in cui si riferisce alle affissioni disposte dalle autorità civili. Tale norma, che punisce chi stacca, lacera e rende inservibili od illeggibili scritti o disegni fatti affiggere dalle autorità civili od ecclesiastiche, a parere del giudice remittente, essendo sanzionata al comma 2, la medesima condotta con riguardo alle affissioni compiute da privati. "Nei luoghi e nei modi consentiti dalla legge o dall'autorità", in assenza di tale specificazione andrebbe intesa nel senso di ritenere punibile anche chi danneggi le affissioni effettuate dall'autorità al di fuori dei luoghi e al di là dei modi consentiti, con conseguente violazione del principio di eguaglianza; in particolare, quando la P.A. agisca "iure privatorum", non si giustificherebbe la punibilità di chi stacchi o laceri affissioni compiute in luoghi e in modi non consentiti dalla legge.

Corte Costituzionale  26 giugno 1991 n. 299  



 
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