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Art. 667 codice penale: Esecuzione abusiva di azioni destinate a essere riprodotte col cinematografo

Articolo abrogato dall’art. 13, D.Lgs. 11 luglio 1994, n. 480.


Giurisprudenza annotata

Contravvenzioni

Ai sensi dell'art. 14 delle preleggi deve escludersi che il combinato disposto degli artt. 667 comma 2 c.p. e 75 t.u.l.p.s., che punisce quale reato contravvenzionale il fatto di commerciare pellicole cinematografiche senza averne dato preventivo avviso all'autorità, si applichi anche al commercio di videocassette. Nè dette norme possono essere ritenute applicabili alle videocassette riproducenti opere cinematografiche in virtù delle disposizioni contenute nell'art. 57 comma 8 d.m. n. 375 del 1988 - che equipara il commercio delle videocassette a quello delle pellicole cinematografiche -, in quanto detto d.m. non è fonte di legge formale, ma solo atto amministrativo a contenuto normativo e, come tale, non può prevedere nuovi reati, nè estendere l'ambito di applicazione di norme incriminatrici già esistenti, ostandovi il principio di legalità stabilito nell'art. 1 c.p. e costituzionalmente garantito dall'art. 25 comma 2 Cost.

Cassazione penale sez. I  20 gennaio 1994

 

Sulla scorta del principio fissato nell'art. 14 delle preleggi deve escludersi che il combinato disposto degli art. 667 comma 2 c.p. e 75 t.u.l.p.s., che punisce quale reato contravvenzionale, tra l'altro, il fatto di commerciare pellicole cinematografiche senza averne dato preventivo avviso all'autorità, si applichi anche al commercio di videocassette. Nè dette norme possono essere ritenute applicabili alle videocassette riproducenti opere cinematografiche in virtù della disposizione contenuta nell'art. 57, comma 8, del d.m. 4 agosto 1988 n. 375 (recante "norme di esecuzione della l. 11 giugno 1971 n. 426, sulla disciplina del commercio"), che stabilisce che "il commercio di videocassette riproducenti opere cinematografiche è soggetto alle stesse disposizioni che disciplinano il commercio delle pellicole cinematografiche", in quanto detto d.m. non è fonte di legge formale, ma solo atto amministrativo a contenuto normativo e, dunque, non può prevedere nuovi reati nè estendere l'ambito di applicazione di norme incriminatrici già esistenti, ostandovi il principio di legalità stabilito nell'art. 1 c.p. e costituzionalmente garantito dall'art. 25, comma 2, cost. (Con riferimento al caso di specie, relativo alla vendita di videocassette da parte di un'edicolante, la Cassazione ha evidenziato anche che il fatto potrebbe eventualmente costituire la contravvenzione di cui all'art. 665 c.p., qualora la vendita fosse esercitata da soggetto privo dell'autorizzazione prevista dalle leggi che disciplinano il commercio).

Cassazione penale sez. I  07 maggio 1993

 

Il commercio di videocassette registrate riproducenti in tutto o in parte opere cinematografiche non integra la ipotesi contravvenzionale prevista nell'art. 667 comma 2 c.p. e 75 t.u.l.p.s. Tale ipotesi si riferisce alle pellicole cinematografiche e non alle videocassette. Il decreto 4 agosto 1988, n. 375, che recita "il commercio di videocassette riproducenti opere cinematografiche è soggetto alle stesse disposizioni che disciplinano il commercio delle pellicole cinematografiche", non essendo una legge, ma un atto amministrativo a contenuto normativo, non può prevedere nuovi reati, nè estendere l'ambito di applicazione di altre norme di legge incriminatrici.

Cassazione penale sez. I  22 gennaio 1993

 

È astrattamente configurabile il reato di cui all'art. 667 (commercio abusivo di opere cinematografiche) del codice penale ove un edicolante, privo di apposita licenza per la vendita di videocassette, ponga in vendita videocassette che non svolgano una funzione meramente accessoria rispetto ad una pubblicazione e non costituiscano con essa un unico ed inscindibile prodotto. È perciò legittimo il sequestro di videocassette poste in vendita da edicolanti assieme a stampati di modesto valore che riportino un mero testo di presentazione delle videocassette stesse.

Cassazione penale sez. I  28 giugno 1991

 

Integra la contravvenzione di cui all'art. 667 c.p. comma 2 c.p. la condotta del gestore di un'edicola per la vendita di giornali il quale pone in commercio videocassette riproducenti opere cinematografiche (talvolta accompagnate da stampati di presentazione delle opere stesse) senza avere adempiuto gli obblighi, di natura amministrativa, imposti dallo stesso art. 667 c.p. e dall'art. 75 t.u.p.s. a chi commercia in opere cinematografiche.

Tribunale L'Aquila  16 aprile 1991

 

È inammissibile per difetto di rilevanza la questione di legittimità costituzionale degli art. 125 comma 1 e 128 comma 1 c.p.p. sollevata incidentalmente dal Tribunale di Torino, in riferimento all'art. 3 cost., in quanto nella ipotesi di cui agli art. 666 e 667 c.p. deducendo che l'autodifesa esclusiva è consentita con riferimento alle ipotesi aggravate restando esclusa, invece, quando l'imputazione sia di un reato non circostanziato, stante la sua totale estraneità nel giudizio "a quo" in cui le imputazioni contestate son quelle di cui agli art. 357 e 635 c.p.

Corte Costituzionale  22 dicembre 1980 n. 188  



 
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