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Art. 673 codice penale: Omesso collocamento o rimozione di segnali o ripari

Chiunque omette di collocare i segnali o i ripari prescritti dalla legge o dall’Autorità per impedire pericoli alle persone in un luogo di pubblico transito, ovvero rimuove i segnali o i ripari suddetti, o spegne i fanali collocati come segnali, è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 516.

Alla stessa pena soggiace chi rimuove apparecchi o segnali diversi da quelli indicati nella disposizione precedente e destinati a un servizio pubblico o di pubblica necessità, ovvero spegne i fanali della pubblica illuminazione.


Giurisprudenza annotata

Incolumità pubblica.

Il reato di omesso collocamento di segnali o ripari, di cui all'art. 673 c.p., deve ritenersi sussistente ogniqualvolta il soggetto destinatario delle prescrizioni dettate dall'Autorità sulla sicurezza delle strade non esegua le opere necessarie allo scopo nei termini stabiliti, anche qualora tali opere siano soggette a provvedimenti autorizzativi di terzi, essendo compito del soggetto preposto di adoperarsi sollecitamente per rimuovere gli eventuali ostacoli che si frappongano all'attuazione dell'adempimento. Annulla in parte con rinvio, App. R. Calabria, 4 dicembre 2009

Cassazione penale sez. I  12 gennaio 2011 n. 5098  

 

In tema di reato di omesso collocamento o rimozione di segnali o ripari, di cui all'art. 673 c.p., rientra nella nozione di "riparo", prevista da tale articolo, l'esecuzione di tutte quelle opere atte ad impedire pericoli alle persone in un luogo di pubblico transito: ne consegue che deve ritenersi sussistente il reato in questione ogniqualvolta il soggetto destinatario delle prescrizioni dettate dall'autorità non esegua le suddette opere nei termini stabiliti o, in mancanza, in un termine ragionevole. Nè la responsabilità può ritenersi esclusa nel caso che le opere da eseguire siano soggette ad eventuali provvedimenti di autorizzazione da parte dell'autorità, atteso che è compito del soggetto, destinatario dell'ordine, di adoperarsi sollecitamente per rimuovere gli eventuali ostacoli di natura burocratica che si frappongano alla rapida esecuzione delle opere.

Cassazione penale sez. I  01 dicembre 1997 n. 425  

 

L'art. 673 c.p. configura una fattispecie del tutto diversa ed autonoma rispetto a quella delineata dall'art. 38 del codice stradale. Mentre infatti quest'ultima disposizione, fatti salvi i casi di urgenza, riguarda l'apposizione, l'uso e la manutenzione, da parte degli enti proprietari delle strade in condizioni di normalità, dei segnali stradali secondo norme ispirate a criteri di uniformità a livello nazionale, fissate con decreto del Ministro dei lavori pubblici, la disposizione di cui all'art. 673 c.p. delinea una ipotesi contravvenzionale volta a salvaguardare l'incolumità delle persone nei luoghi di pubblico transito in situazioni di anomalia che possano dar vita a pericolo per chi circola in tali luoghi.

Cassazione penale sez. I  14 marzo 1997 n. 4477  

 

L'art. 673 c.p.p. prescrive che nel caso di abrogazione di norme incriminatrici il giudice dell'esecuzione revoca il decreto penale, dichiarando che il fatto non è previsto dalla legge come reato. Tale revoca necessariamente deve comportare l'eliminazione di ogni statuizione pregiudizievole all'interessato, ivi compresa quella della disposta misura di sicurezza. (Fattispecie relativa ad annullamento senza rinvio con revoca del decreto penale e restituzione all'avente diritto delle cose sequestrate e delle quali venne ordinata la confisca. La suprema Corte ha osservato che per il fatto contestato al ricorrente - violazione dell'art. 13 d.l. n. 271 del 1957 per avere abusivamente attivato un deposito di oli minerali - depenalizzato in virtù dell'art. 5 comma 6-bis d.l. 23 gennaio 1993, n. 16, non è previsto che il giudice penale debba trasmettere gli atti all'autorità amministrativa competente per l'infrazione).

Cassazione penale sez. III  10 febbraio 1995 n. 419  

 

L'omissione di collocamento del riparo di cui all'art. 673 c.p. va riferita non al fatto in se stesso, bensì allo scopo per cui è prescritto dalla legge o dall'autorità, che è quello di impedire pericoli alle persone in un luogo di pubblico transito. Di conseguenza, se le prescrizioni della legge o dell'autorità non contengono particolari indicazioni in ordine al collocamento del riparo, esso deve farsi secondo il criterio dell'adeguatezza allo scopo. L'obbligato deve, pertanto, fare tutto ciò che è necessario e possibile affinché il riparo abbia piena efficienza, sì da collocarlo in modo che non possa facilmente cadere o spostarsi.

Cassazione penale sez. I  06 giugno 1989

Circolazione stradale

Poiché la norma di cui all'art. 15 c. strad., che prevede una sanzione amministrativa per il danneggiamento, lo spostamento, la rimozione o l'imbrattamento della segnaletica stradale e di ogni altro manifesto ad essa attinente, prescinde del tutto dal considerare situazioni di pericolo per la pubblica incolumità, essa non può considerarsi speciale rispetto a quella prevista dall'art. 673 c.p. e, pertanto, non ne esclude l'applicabilità a norma dell'art. 9 l. n. 689 del 1981. (Fattispecie relativa alla rimozione di un segnale stradale di pericolo collocato in prossimità di una scuola).

Cassazione penale sez. I  17 marzo 2000 n. 5985  

 

Poiché la norma di cui all'art. 15 c.strad., che prevede una sanzione amministrativa per il danneggiamento, lo spostamento, la rimozione o l'imbrattamento della segnaletica stradale e di ogni altro manifesto ad essa attinente, prescinde del tutto dal considerare situazioni di pericolo per la pubblica incolumità, essa non può considerarsi speciale rispetto a quella prevista dall'art. 673 c.p. e, pertanto, non ne esclude l'applicabilità a norma dell'art. 9 l. n. 689 del 1981. (Fattispecie relativa alla rimozione di un segnale stradale di pericolo collocato in prossimità di una scuola).

Cassazione penale sez. I  17 marzo 2000 n. 5985  



 
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