codice-penale
Codice penale aggiornato  al  13 Feb 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 674 codice penale: Getto pericoloso di cose

Chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone, ovvero, nei casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti, è punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda fino a euro 206.


Giurisprudenza annotata

Getto pericoloso di cose

Ai fini della configurabilità del reato di getto pericoloso di cose non si richiede che la condotta contestata abbia cagionato un effettivo nocumento, essendo sufficiente che essa sia idonea ad offendere, imbrattare o molestare le persone, nè tale attitudine deve essere necessariamente accertata mediante perizia, potendo il giudice, secondo le regole generali, fondare il proprio convincimento su elementi probatori di diversa natura, quali, in particolare, le dichiarazioni testimoniali di coloro che siano in grado di riferire caratteristiche ed effetti delle immissioni, quando tali dichiarazioni non si risolvano nell'espressione di valutazioni meramente soggettive o di giudizi di natura tecnica, ma si limitino a riferire quanto oggettivamente percepito dai dichiaranti medesimi. (Fattispecie in tema di sversamento al suolo di liquami derivanti dallo stoccaggio di rifiuti pericolosi). (Rigetta, App. Lecce, 14/02/2014 )

Cassazione penale sez. III  11 dicembre 2014 n. 971  

 

Ai fini della configurabilità del reato di getto pericoloso di cose non si richiede che la condotta contestata abbia cagionato un effettivo nocumento, essendo sufficiente che essa sia idonea ad offendere, imbrattare o molestare le persone, nè tale attitudine deve essere necessariamente accertata mediante perizia, potendo il giudice, secondo le regole generali, fondare il proprio convincimento su elementi probatori di diversa natura, quali, in particolare, le dichiarazioni testimoniali di coloro che siano in grado di riferire caratteristiche ed effetti delle immissioni, quando tali dichiarazioni non si risolvano nell'espressione di valutazioni meramente soggettive o di giudizi di natura tecnica, ma si limitino a riferire quanto oggettivamente percepito dai dichiaranti medesimi. (Fattispecie in tema di sversamento al suolo di liquami derivanti dallo stoccaggio di rifiuti pericolosi). (Rigetta, App. Lecce, 14/02/2014 )

Cassazione penale sez. III  11 dicembre 2014 n. 971  

 

Il reato di getto o versamento pericoloso di cose, previsto nella prima parte dell'art. 674 c.p., è configurabile sia in forma omissiva che in forma commissiva mediante omissione (cosiddetto reato omissivo improprio) ogniqualvolta il pericolo concreto per la pubblica incolumità derivi anche dalla omissione, dolosa o colposa, del soggetto che aveva l'obbligo giuridico di evitarlo (confermata la condanna nei confronti della titolare di una pizzeria per non aver realizzato un idoneo impianto di scarico, dando origine ad una fuoriuscita di liquami dalla fossa settica e versando in luogo privato ma comune, liquidi maleodoranti atti ad imbrattare l'area comune ed a molestare gli altri proprietari).

Cassazione penale sez. III  06 novembre 2014 n. 49213  

 

Integra la fattispecie di getto pericoloso di cose ex art. 674 c.p. la condotta consistita nel lancio di bicchieri di vetro verso un agente di PG, tale da concretizzare una situazione di pericolo per l’incolumità della persona offesa, essendo sufficiente, per la sussistenza dell’elemento materiale del reato, l’idoneità della condotta a mettere in pericolo l’interesse protetto e, per la sussistenza dell’elemento psicologico, la riconducibilità della condotta al reo quanto meno sotto il profilo del comportamento colposo, a nulla rilevando i motivi e il fine perseguiti.

Tribunale La Spezia  22 agosto 2014 n. 826  

 

Deve essere riconosciuta la responsabilità ex art. 674 c.p. nei confronti dell'imputato che, non provvedendo ad adeguata pulizia dei recinti in cui custodisce i propri cani e dell'area cortiliva circostante, mantenendovi a lungo le deiezioni degli animali, provoca esalazioni maleodoranti idonee a provocare molestie ai condomini di un confinante Condominio.

Cassazione penale sez. III  03 luglio 2014 n. 45230  

 

In tema di getto pericoloso di cose, la contravvenzione prevista dall'art. 674 c.p. è configurabile anche nel caso di emissioni moleste "olfattive" che superino il limite della normale tollerabilità ex art.844 c.c. (Fattispecie in cui è stata ritenuta penalmente rilevante la condotta dell'imputato che, non provvedendo ad adeguata pulizia dei recinti in cui custodiva i propri cani e del cortile circostante, mantenendovi a lungo le deiezioni degli animali, aveva provocato esalazioni maleodoranti in grado di arrecare molestie ai condomini confinanti). (Dichiara inammissibile, Trib. Reggio Emilia, 08/07/2013 )

Cassazione penale sez. III  03 luglio 2014 n. 45230  

 

In tema di reati contravvenzionali volti a tutelare una pluralità indeterminata di persone, quando l'ordinamento giuridico predispone una tutela "anticipata" del bene protetto la persona offesa non viene automaticamente a coincidere con qualsiasi soggetto avente un generico interesse a che la norma che si assume violata venga rispettata, essendo necessario un quid pluris che ne permetta l'individuazione soggettiva. (Nella fattispecie, in relazione al reato di cui all'art. 674 c.p., il ricorso e stato dichiarato inammissibile sul presupposto della mancanza di legittimazione della persona offesa ad opporsi alla richiesta di archiviazione).

Cassazione penale sez. III  11 dicembre 2013 n. 1180  

 

L'evento del reato di cui all'art. 674 cp consiste nella molestia, che prescinde dal superamento di eventuali limiti previsti dalla legge, essendo sufficiente il superamento del limite della normale tollerabilità ex art. 844 c.c.; se manca la possibilità di accertare obiettivamente, con adeguati strumenti, l'intensità delle emissioni, il giudizio sull'esistenza e sulla non tollerabilità delle emissioni stesse ben può basarsi sulle dichiarazioni di testi, specie se a diretta conoscenza dei fatti, quando tali dichiarazioni non si risolvano nell'espressione di valutazioni meramente soggettive o in giudizi di natura tecnica ma consistano nel riferimento a quanto oggettivamente percepito dagli stessi dichiaranti (esclusa, nella specie, la sussistenza del reato; il giudizio sulla intollerabilità delle immissioni si era basato, infatti, esclusivamente sulla deposizione dei Carabinieri intervenuti sul posto, i quali però, pur se a conoscenza diretta dell'incendio - per averlo rilevato sul terreno - nulla avevano affermato circa l'intollerabilità delle immissioni di fumo, essendosi limitati a riferire dell'esistenza di una colonna di fumo e della presenza di un incendio di sterpaglie e rifiuti, tra cui anche piume. Cassata la decisione di condanna del giudice di merito, atteso che il giudicante si era discostato da dal soprarichimatoo principio, avendo ritenuto provata l'intollerabilità delle immissioni benché mancasse un giudizio di intollerabilità fondato sull'oggettiva percezione da parte dei testimoni e non potendosi attribuire alcun rilievo alle circostanze da essi apprese precedentemente ed indirettamente).

Cassazione penale sez. III  17 ottobre 2013 n. 45307

 

Nel reato di cui all'art. 674 c.p. l'evento consiste nella molestia, che prescinde dai superamento di eventuali limiti previsti dalla legge, essendo sufficiente il superamento del limite della normale tollerabilità ex art. 844 c.c.; se manca la possibilità di accertare obiettivamente, con adeguati strumenti, l'intensità delle emissioni, il giudizio sull'esistenza e sulla non tollerabilità delle emissioni stesse ben può basarsi sulle dichiarazioni di testi, specie se a diretta conoscenza dei fatti, quando tali dichiarazioni non si risolvano nell'espressione di valutazioni meramente soggettive o in giudizi di natura tecnica ma consistano nel riferimento a quanto oggettivamente percepito dagli stessi dichiaranti (confermata, nella specie, la condanna per l'imputato, atteso che il superamento della normale tollerabilità degli odori provenienti da un capanno per il ricovero di animali era stato attestato in dibattimento dal denunziante, proprietario di immobile contiguo, nonché confermato dal sopralluogo eseguito dai funzionari della Asl e dell'ufficio Ecologia e Sanità del Comune).

Cassazione penale sez. III  03 aprile 2013 n. 20748



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti