codice-penale
Codice penale aggiornato  al  13 Feb 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 677 codice penale: Omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina

Il proprietario di un edificio o di una costruzione che minacci rovina ovvero chi è per lui obbligato alla conservazione o alla vigilanza dell’edificio o della costruzione, il quale omette di provvedere ai lavori necessari per rimuovere il pericolo, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 154 a euro 929.
La stessa sanzione si applica a chi, avendone l’obbligo, omette di rimuovere il pericolo cagionato dall’avvenuta rovina di un edificio o di una costruzione.
Se dai fatti preveduti dalle disposizioni precedenti deriva pericolo per le persone, la pena è dell’arresto fino a sei mesi o dell’ammenda non inferiore a euro 309.


Giurisprudenza annotata

Omissione di lavori in edifici

Il reato di omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina è punito a titolo di colpa, per cui, per la concretizzazione della figura tipizzata, è necessario che il proprietario o la persona obbligata in sua vece siano coscienti della situazione pericolosa e per negligenza, imprudenza o imperizia non abbiano eliminato la situazione di pericolo per evitare la rovina o la situazione determinata dalla rovina stessa (cassata con rinvio, nella specie, la condanna nei confronti dell'amministratore di una società per i mancati lavori di consolidamento per rimuovere il pericolo creatosi per il distacco, nella viabilità interna di accesso ad un castello, di un fronte franoso posto al di sopra di civile abitazione, con ciò determinando pericolo per le persone, atteso che era emerso che l'imputato non sapeva niente della vicenda di causa e che la sua carica era priva di contenuto, che alcun potere era in suo possesso per intervenire e che le condizioni di salute ed economiche escludevano la coscienza e la consapevolezza di quanto stava succedendo sul luogo della rovina).

Cassazione penale sez. I  21 gennaio 2015 n. 7848  

 

La contravvenzione prevista dall'art. 650 c.p., nell'ipotesi in cui consiste nella inottemperanza all'ordine di effettuare i lavori di messa in sicurezza di un edificio, se resta assorbita nel reato di cui all'art. 677 comma 3 c.p., quando dal fatto derivi concreto pericolo per le persone, in assenza di tale presupposto concorre con l'illecito amministrativo previsto dall'art. 677, comma primo c.p., atteso che la clausola di sussidiarietà contenuta nella prima delle disposizioni citate opera esclusivamente nel rapporto tra fattispecie aventi entrambe natura penale. (Dichiara inammissibile, Trib. Potenza, 17/04/2013 )

Cassazione penale sez. I  25 novembre 2014 n. 51186  

 

Il reato di cui all'art. 677 comma 3, c.p. è integrato, nella sua materialità, dalla minaccia di rovina da cui derivi pericolo per le persone di un "edificio" o di una "costruzione" imponendo, per il principio di tipicità, il divieto di analogia in malam partem per ciò che non attiene a edifici e costruzioni che possano rovinare, come avvenuto nella fattispecie ove viene messa in evidenza la mera non corretta edificazione di una canna fumaria comportante, non il pericolo di crollo della medesima, ma solo una paventata dispersione di fumi non consentiti.

Cassazione penale sez. I  11 giugno 2014 n. 28128  

 

L'inosservanza dell'ordinanza sindacale che ingiunge l'esecuzione di lavori urgenti su un immobile, stante il suo pericolo di crollo, integra esclusivamente la contravvenzione di cui all'art. 677 c.p. e non anche la contravvenzione prevista dall'art. 650 per l'inosservanza dei provvedimenti dell'autorità, atteso che tale ultima ipotesi di reato, avendo carattere sussidiario, è configurabile solo quando non sussista una norma incriminatrice a carattere specifico.

Cassazione penale sez. I  28 aprile 2014 n. 37211

 

Il reato previsto dall'art. 677c.p. (omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina) si realizza allorché il proprietario non si sia attivato per rimuovere le cause del pericolo accertato, a nulla rilevando l'ignoranza dello stato di pericolo in cui versa l'edificio (rientrando nella normale diligenza del proprietario di un immobile curarne lo stato al fine di evitarne una rovina pericolosa per la pubblica incolumità) e non essendo necessaria una preventiva diffida, con specifica previsione di un termine perentorio entro cui provvedere alla manutenzione dell'immobile pericolante, da parte della pubblica autorità.

Cassazione penale sez. I  18 febbraio 2014 n. 11129  

 

Non esclude la responsabilità per il reato di cui all'art. 677, comma 3, c.p. l'eventuale rapporto civilistico intercorso tra il soggetto obbligato alla manutenzione e imprese appaltatrici che eseguirono lavori nell'immobile. Invero, quali che siano gli obblighi dell'appaltatore in caso di consegna anticipata di parte dell'opera, derivanti da vizi della stessa, non può essere messo in dubbio che il committente, il quale riceve il fabbricato, assume, per ciò stesso, la funzione di garante nei confronti dei soggetti che il detto fabbricato frequenteranno o in esso, addirittura, stazioneranno in permanenza

Cassazione penale sez. IV  22 novembre 2012 n. 3290  

 

Il responsabile dell'Unità operativa Manutenzione della Asl risponde del reato di cui all'art. 677, comma 3, c.p. qualora abbia omesso l'intervento manutentivo o, in caso d'impossibilità di una efficace opera manutentiva, dovuta a ragioni pratiche o giuridiche, non abbia proceduto a segnalare alla direzione dell'ASI, l'urgente necessità di sgombrare i locali che minacciano rovina, risultando irrilevante l'individuazione della causa o delle cause della rovina dell'immobile

Cassazione penale sez. IV  22 novembre 2012 n. 3290  

 

La contravvenzione di omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina configura un reato proprio che può essere commesso soltanto dal proprietario dell'edificio o dal non proprietario che, per legge o per convenzione, sia obbligato alla conservazione o alla vigilanza del medesimo, sicché non ne risponde il conduttore dell'appartamento sito nell'edificio in disfacimento. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto irrilevante, ai fini dell'esclusione della responsabilità penale del locatore, che il conduttore si fosse offerto di eseguire i lavori necessari alla riattazione dell'immobile ancorché a spese del proprietario).

Cassazione penale sez. IV  17 ottobre 2012 n. 4493

 

Nell'ipotesi di edificio pericolante concesso in locazione, il proprietario è titolare in via principale della posizione di garanzia verso i terzi per l'onere di conservazione e vigilanza sull'edificio in rovina e, come tale, responsabile per l'omissione di cui all'art. 677 c.p.. Nulla vieta che tra le parti contraenti possano intercorrere pattuizioni nel senso che l'onere può essere addossato al conduttore, ma sempre che costui sia alleggerito del carico della sua prestazione, rappresentato dal pagamento del canone di locazione. Non può, infatti, ipotizzarsi che al conduttore sia fatto carico di affrontare le spese di manutenzione necessarie per l'uso dell'immobile locato senza operare compensazione sui canoni locativi, poiché se così non fosse si avrebbe riguardo ad un patto di pura facciata, perché del tutto sperequato, di difficile accettazione e non suscettibile di essere onorato.

Cassazione penale sez. I  02 ottobre 2012 n. 41283  

 

Con riguardo agli edifici condominiali che, in talune parti comuni, minaccino rovina, con pericolo per l'incolumità delle persone, l'obbligo giuridico, penalmente sanzionato dall'art. 677 c.p., di adottare i necessari provvedimenti per rimuovere il suddetto pericolo incombe all'amministratore del condominio, salva la possibilità che esso venga a gravare invece, in via autonoma, sui singoli condomini qualora, per cause accidentali, l'amministratore non possa intervenire con la necessaria urgenza.

Cassazione penale sez. I  17 febbraio 2012 n. 25221  

 

Ai fini della esclusione del reato di cui all'art. 677 comma 3, c.p., che sanziona penalmente l'omessa effettuazione di lavori in edifici o costruzioni che minaccino rovina, con concreto pericolo per l'incolumità delle persone, non è necessario intervenire sulla causa della rovina ma è sufficiente intervenire sugli effetti, con l'apprestamento di opere provvisorie ed urgenti idonee ad eliminare il suddetto pericolo ovvero con l'interdizione, quando sia possibile, dell'accesso alla zona pericolosa.

Cassazione penale sez. I  17 febbraio 2012 n. 25221

 

In tema di omissione dei lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina, è, sufficiente, per andare esenti da responsabilità, intervenire sugli effetti anziché sulla causa della rovina, prevenendo la specifica situazione di pericolo indicata dalla norma incriminatrice con opere provvisorie ed urgenti oppure interdicendo, ove ciò sia possibile, l'accesso o il transito nelle zone pericolanti. (Nella specie, la Corte ha censurato la sentenza di merito che aveva ritenuto provata l'omissione dei lavori in base al solo dato meramente formale del mancato rilascio del certificato di eliminato pericolo da parte di professionista abilitato). Annulla con rinvio, Trib.. Napoli, 26/10/2010

Cassazione penale sez. I  17 febbraio 2012 n. 25221  

 

Ai fini della configurabilità del reato previsto dall'art. 677, in caso di mancata formazione della volontà assembleare e di omesso stanziamento di fondi necessari a porre rimedio al degrado che da luogo al pericolo, non può essere ipotizzata alcuna responsabilità dell'amministratore per non aver attuato interventi che non era in suo materiale potere adottare e per la realizzazione dei quali non aveva le necessarie provviste, ricadendo in siffatta situazione la responsabilità in capo ai singoli condomini.

Cassazione penale sez. I  23 marzo 2011 n. 16790  



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti