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Art. 679 codice penale: Omessa denuncia di materie esplodenti

Chiunque omette di denunciare all’Autorità che egli detiene materie esplodenti di qualsiasi specie, ovvero materie infiammabili, pericolose per la loro qualità o quantità, è punito con l’arresto fino a dodici mesi o con l’ammenda fino a euro 371.

Soggiace all’ammenda fino a euro 247 chiunque, avendo notizia che in un luogo da lui abitato si trovano materie esplodenti, omette di farne denuncia all’Autorità.

Nel caso di trasgressione all’ordine, legalmente dato dall’Autorità, di consegnare, nei termini prescritti, le materie esplodenti, la pena è dell’arresto da tre mesi a tre anni o dell’ammenda da euro 37 a euro 619.


Giurisprudenza annotata

Omessa denuncia di materie esplodenti

Integra il reato previsto dall'art. 679 c.p., la detenzione di gasolio agricolo in un contenitore non omologato ai prescritti requisiti di sicurezza, poiché tale condotta elude la verifica di rispondenza delle caratteristiche del deposito a quelle prescritte dalla normativa di cui al d.m. interno 19 marzo 1990 in funzione di prevenzione dei possibili infortuni derivanti dalla custodia di materiali pericolosi. (Fattispecie relativa a detenzione di gasolio agricolo in quantità inferiore alla soglia, superata la quale, è necessaria l'autorizzazione dei vigili del fuoco). (Rigetta, Trib. Bari s. d. Monopoli, 12/06/2012)

Cassazione penale sez. I  03 dicembre 2013 n. 4700  

 

Sussiste la violazione degli art. 679 c.p. e 20 d.lg. 139/2006 quando pur se il d.P.R. 151/2011, a differenza del DM 16/02/82, non menziona più tra le attività soggette alle visite ed ai controlli di prevenzione incendi il deposito di liquido infiammabile o combustibile per uso agricolo ma nell'allegato 1 prevede al n. 12 della tabella la capacità geometrica di tali depositi fino a 1 mc; ragion per cui la modifica della norma extrapenale influisce sulla norma penale nel senso che rileva la capienza del sito di deposito e non il quantitativo di liquido o combustibile effettivamente conservato.

Tribunale Trapani  06 marzo 2012

 

Il reato di cui all'art. 679 c.p. si distingue da quello previsto dall'art. 678 c.p., perché mentre quest'ultimo è diretto a salvaguardare la pubblica incolumità in relazione ai pericoli che possono derivare dalla fabbricazione, importazione, trasporto o mera detenzione di materiale esplodente senza licenza o senza rispettare le condizioni di essa, il primo, invece, è diretto a rendere edotta l'autorità di p.s. dell'esistenza in un certo territorio di materiali esplodenti o infiammabili, pericolosi per la loro quantità e qualità, così da metterla in condizioni di intervenire, indipendentemente dal possesso o meno della licenza in capo al detentore. Dichiara inammissibile, App. Bari, 08/10/2010

Cassazione penale sez. I  12 luglio 2011 n. 40358  

 

Il reato di omessa denuncia di materie esplodenti, previsto dall'art. 679 c.p., non è assorbito da quello di fabbricazione o commercio abusivi di materie esplodenti, previsto dall'art. 678 stesso codice, tutelando le rispettive disposizioni beni giuridici diversi, e cioè la corretta informativa dell'autorità di pubblica sicurezza circa l'esistenza, in un determinato territorio, di materiali esplodenti la prima, l'incolumità pubblica la seconda. Ne consegue che le due ipotesi di reato ben possono, all'occorrenza, concorrere. Rigetta, App. Caltanissetta, 12 novembre 2009

Cassazione penale sez. I  24 giugno 2010 n. 29374  

 

La contravvenzione di omessa denuncia della detenzione di materie esplodenti, prevista dall'art. 679 c.p., ha natura di reato istantaneo, che si consuma con l'omissione dell'adempimento richiesto. Annulla senza rinvio, Trib. Taranto, 06 Aprile 2009

Cassazione penale sez. I  22 aprile 2010 n. 30431  

 

La miccia a lenta combustione è compresa tra le munizioni di sicurezza e i giocattoli pirici ed è prodotto che, non ricadendo tra le sostanze esplodenti di cui alla normativa speciale, rientra tra le "materie esplodenti" la cui detenzione va denunciata all'Autorità e la cui inosservanza è punita a norma dell'art. 679 c.p. Dichiara inammissibile, App. Torino, 5 novembre 2008

Cassazione penale sez. I  08 aprile 2009 n. 18189  

 

È configurabile il concorso formale fra i reati di cui all'art. 679 (omessa denuncia della detenzione di materie esplodenti) e 678 (fabbricazione o commercio abusivi di materie esplodenti) c.p., attesa la diversità fra le situazioni di fatto in essi contemplate e fra i beni giuridici rispettivamente tutelati.

Cassazione penale sez. I  25 gennaio 2005 n. 5756  

 

In materia di omessa denuncia di materie esplodenti, deve escludersi che l'obbligo di denuncia del possesso o della detenzione di tali sostanze gravi anche sul dipendente, in quanto l'art. 679 c.p. (che tale obbligo impone) presuppone che vi sia un rapporto stabile di signoria di fatto sul bene tale da consentire la materiale disponibilità da parte del detentore in virtù di un interesse proprio e qualificato, che non sussiste nei casi di un rapporto di dipendenza nei quali la detenzione è esercitata nomine alieno" o sotto la vigilanza del datore di lavoro.

Cassazione penale sez. III  09 maggio 2000 n. 7006  

 

Il reato di cui all'art. 679 c.p. (omessa denuncia di materie esplodenti) deve ritenersi assorbito in quello di cui all'art. 678 stesso codice, non essendo logicamente esigibile che chi detiene materie esplodenti a scopo di commercio senza la prescritta licenza dell'autorità si presenti alla medesima autorità per denunciare la circostanza, e dovendosi, pertanto, la seconda ipotesi di reato considerare speciale rispetto alla prima, essendo gli elementi specializzanti individuabili sia nel fatto di tenere in deposito a fine di commercio rispetto al semplice fatto di detenere, sia nell'assenza della necessaria licenza rispetto alla mera omissione di denunzia della detenzione.

Cassazione penale sez. I  23 febbraio 2000 n. 3503  

 

Il reato di cui all'art. 679 c.p. (omessa denuncia di materie esplodenti) deve ritenersi assorbito in quello di cui all'art. 678 stesso codice (fabbricazione e commercio abusivi di materie esplodenti), non essendo logicamente esigibile che chi detiene materie esplodenti a scopo di commercio senza la prescritta licenza all'autorità si presenti alla medesima autorità per denunciare tale circostanza.

Cassazione penale sez. I  23 febbraio 2000 n. 3503  

 

L'art. 34 l. 18 aprile 1975 n. 110, che prevede l'aggravamento delle pene "per le contravvenzioni alle norme concernenti gli esplosivi", trova applicazione alle contravvenzioni di cui agli art. 678 e 679 c.p., aventi ad oggetto "materie esplodenti", essendo queste le uniche contravvenzioni contemplate dal codice penale che riguardano direttamente sostanze deflagranti, nulla rilevando in contrario il fatto che, di regola, il termine "esplosivi" esprima un concetto diverso da quello espresso con la locuzione "materie esplodenti".

Cassazione penale sez. I  08 ottobre 1997 n. 5604  



 
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