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Codice penale aggiornato  al  13 Feb 2015
 
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Art. 68 codice penale: Limiti al concorso di circostanze

Salvo quanto è disposto nell’articolo 15, quando una circostanza aggravante comprende in sè un’altra circostanza aggravante, ovvero una circostanza attenuante comprende in sè un’altra circostanza attenuante, è valutata a carico o a favore del colpevole soltanto la circostanza aggravante o la circostanza attenuante, la quale importa, rispettivamente, il maggior aumento o la maggiore diminuzione di pena.

Se le circostanze aggravanti o attenuanti importano lo stesso aumento o la stessa diminuzione di pena, si applica un solo aumento o una sola diminuzione di pena.


Giurisprudenza annotata

Limiti al concorso di circostanze

Pur non essendovi materia, in astratto, per un concorso apparente di norme tra l'aggravante dell'art. 61 n. 1 c.p. e quella di cui all'art. 7 d.l. 13 maggio 1991 n. 152, conv. dalla l. 12 luglio 1991 n. 203, allorché il motivo abietto venga riferito, nel concreto, alla finalità di favorire o consolidare un'associazione criminale di matrice mafiosa (finalità rientrante, quindi, nel paradigma di una delle due ipotesi alternative della previsione speciale), deve trovare applicazione la sola ipotesi circostanziale speciale: quella cioè che regola l'aggravamento dei delitti commessi con il motivo, tra i tanti abietti, di agevolare associazioni mafiose. E ciò in base ai principi generali e per effetto altresì dell'esplicita clausola di riserva contenuta nel primo alinea dell'art. 61 c.p. (che costituisce espressione del principio di specialità e che, in quanto tale, è fatta salva dall'art. 68 c.p., mediante il richiamo all'art. 15 c.p., persino nel caso di previsione di circostanze complesse).

Cassazione penale sez. V  24 ottobre 2006 n. 41332  

 

L'art. 23 c.p.m.g. (ultrattività della legge penale militare di guerra) si riferisce all'intera disciplina sanzionatoria stabilita dalla legge penale militare di guerra, compresa quella concernente le circostanze anche se rinvenibile in norme meramente recettive della normativa comune, come nel combinato disposto degli art. 19 e 52 c.p.m.p., secondo cui la materia regolata dalla legge penale militare di guerra si applicano gli art. 63, 64, 65, 68 e 69 c.p., che perciò operano nella versione vigente al momento del commesso reato e, quindi, con esclusione, in particolare, del giudizio di comparazione tra circostanze aggravanti che comportano una pena di specie diversa, da un lato, e circostanze attenuanti dall'altro lato.

Tribunale sup. militare Roma  13 settembre 1997

 

In tema di reati concernenti gli stupefacenti, l'attenuante di cui all'art. 73 comma 7 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 si pone come attenuante speciale rispetto a quella di cui all'art. 62 n. 6 seconda parte c.p., per cui quest'ultima non può trovare applicazione ove sia basata sulla medesima condotta collaborativa che già abbia fruttato il riconoscimento dell'attenuante prevista dal comma 7 art. 73 citato. Ed invero, gli stessi elementi non possono essere valutati ripetutamente per il conseguimento di una duplice riduzione di pena, mentre, d'altro canto, l'attenuante speciale prevale sempre su quella generale, secondo quanto previsto dall'art. 68 c.p. che disciplina l'ipotesi della "circostanza complessa", in cui una circostanza aggravante comprende in sè un'altra aggravante, ovvero una circostanza attenuante comprende in sè altra attenuante; ipotesi nella quale la circostanza giuridicamente più rilevante - che importi, cioè, il maggiore aumento o la maggiore diminuzione di pena - è considerata come specifica e, quindi, trova applicazione ed è valutata essa soltanto.

Cassazione penale sez. VI  03 giugno 1994



 
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