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Art. 682 codice penale: Ingresso arbitrario in luoghi, ove l’accesso è vietato nell’interesse militare dello Stato

Chiunque si introduce in luoghi, nei quali l’accesso è vietato nell’interesse militare dello Stato, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto da tre mesi a un anno, ovvero con l’ammenda da euro 51 a euro 309.


Giurisprudenza annotata

Contravvenzioni previste dal codice penale

Deve escludersi che l'art. 682 c.p. - il quale punisce l'ingresso arbitrario in luoghi ove l'accesso è vietato nell'interesse militare dello Stato - sia posto esclusivamente a tutela preventiva del segreto militare: infatti la norma fa riferimento generico all'"interesse militare dello Stato", per cui la valutazione delle esigenze da tutelare è rimessa all'autorità che istituisce il divieto. La sanzione penale è, pertanto, correlata ad un ingresso in luogo vietato ed è prevista per il solo fatto che un divieto sia stato legittimamente imposto, indipendentemente dalle ragioni che in concreto hanno determinato la limitazione dell'accesso nella zona militare.

Cassazione penale sez. I  16 gennaio 1997 n. 2350  

 

Qualora, per ragioni essenzialmente di salvaguardia della pubblica incolumità, sia stato imposto il divieto di accesso ad un'area adiacente ad un poligono di tiro, in quanto possibile zona di ricaduta di ordigni inesplosi, l'inosservanza di detto divieto, non essendo questo finalizzato alla tutela di un "interesse militare dello Stato" e non avendo, inoltre, ad oggetto, un vero e proprio "luogo militare", quale definito (con validità da ritenersi estesa anche alla legge penale comune) dall'art. 230 c.p.m.p., non può costituire condotta idonea a rendere configurabile il reato di cui all'art. 682 c.p.

Cassazione penale sez. I  19 febbraio 2004 n. 9618  

 

Deve escludersi che l'art. 682 c.p. - il quale punisce l'ingresso arbitrario in luoghi ove l'accesso è vietato nell'interesse militare dello Stato - sia posto esclusivamente a tutela preventiva del segreto militare. Infatti, la norma fa riferimento generico all'"interesse militare dello Stato", per cui la valutazione delle esigenze da tutelare è rimessa all'autorità che istituisce il divieto. La sanzione penale è, pertanto, correlata ad un ingresso in luogo vietato ed è prevista per il solo fatto che un divieto sia stato legittimamente imposto, indipendentemente dalle ragioni che in concreto hanno determinato la limitazione dell'accesso nella zona militare.

Cassazione penale sez. I  16 gennaio 1997 n. 2350

 

Ai fini della configurabilità del reato di cui all'art. 682 c.p. - ingresso arbitrario in luoghi ove l'accesso è vietato nell'interesse militare dello Stato - assume rilevanza del divieto di accesso, come si evince dal riferimento testuale all'esistenza del "divieto" di accesso in determinati luoghi nell'interesse militare dello Stato ed alla "arbitrarietà" della introduzione in essi.

Cassazione penale sez. I  26 settembre 1996 n. 9141  

 

Per la contravvenzione prevista dall'art. 682 c.p. (ingresso arbitrario in luoghi ove l'accesso è vietato nell'interesse militare dello Stato) assume rilievo, quale elemento normativo della fattispecie, la legalità del provvedimento amministrativo dell'autorità militare impositivo del divieto, sul quale il giudice penale deve esercitare il relativo sindacato di legittimità (nella specie, la Corte ha ritenuto l'insussistenza del fatto contestato a carico di numerosi abitanti del comune di Barisciano, titolari del diritto di uso civico nel territorio interessato, poiché la c.d. ordinanza di sgombero dei terreni destinati alle esercitazioni era stata emanata dal comando militare di zona sul presupposto di un provvedimento di assoggettamento dei terreni a servitù militare, adottato da organo carente di potestà ablatoria).

Cassazione penale sez. I  06 maggio 1996 n. 5963  

 

Il riferimento testuale nell'art. 682 c.p. all'esistenza del "divieto" di accesso in determinati luoghi nell'interesse militare dello Stato e alla "arbitrarietà" della condotta di introduzione in essi, dimostra che assume rilievo, come elemento normativo della fattispecie incriminatrice, la legalità del provvedimento impositivo del divieto di accesso e della condotta omissiva del destinatario. Di conseguenza, qualora venga apprezzata negativamente la legalità formale del provvedimento impositivo del divieto di accesso, non risulta configurabile la fattispecie criminosa di ingresso arbitrario in luoghi di interesse militare.

Cassazione penale sez. I  06 maggio 1996

 

L'introduzione non autorizzata in luoghi in cui l'accesso è vietato nell'interesse militare dello Stato, commessa, senza clandestinità o inganno, per manifestare in difesa di valori apprezzabili in un determinato contesto storico e socio-politico e riconosciuti dalla Costituzione, integra gli estremi costitutivi non già del delitto di introduzione clandestina in luoghi militari (art. 260 c.p.), bensì della contravvenzione prevista dall'art. 682 c.p.

Corte assise Siracusa  28 gennaio 1985



 
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