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Art. 686 codice penale: Fabbricazione o commercio abusivi di liquori o droghe, o di sostanze destinate alla loro composizione

Chiunque, contro il divieto della legge, ovvero senza osservare le prescrizioni della legge o dell’autorità, fabbrica o introduce nello Stato droghe, liquori o altre bevande alcooliche ovvero detiene per vendere o vende droghe, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 413 a euro 2.478.

Alla stessa sanzione soggiace chi, senza osservare le prescrizioni della legge o dell’autorità, fabbrica o introduce nello Stato sostanze destinate alla composizione di liquori o droghe.

E’ sempre disposta la cessazione dell’attività illecitamente esercitata. Se l’attività è svolta in uno stabilimento o in un esercizio per il quale è stata rilasciata autorizzazione o altro titolo abilitativo all’esercizio di diversa attività, nel caso di reiterazione delle violazioni è disposta altresì la chiusura dello stabilimento o dell’esercizio per un periodo non superiore a sette giorni.

Per le violazioni previste dal presente articolo non è ammesso il pagamento in misura ridotta a norma dell’articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689.


Giurisprudenza annotata

Fabbricazione o commercio abusivi di liquori o droghe

La conduzione senza licenza di un esercizio pubblico e la detenzione in esso, per la vendita, di liquori e bevande alcoliche, già penalmente sanzionati, rispettivamente, dall'art. 665 e dall'art. 686 c.p. (il primo dei quali soppresso ed il secondo modificato dal d.lg. 13 luglio 1994 n. 480), sono ora sanzionate in via amministrativa, quali violazioni dell'art. 86 del t.u. delle leggi di pubblica sicurezza, dall'art. 17 bis del medesimo t.u., introdotto dall'art. 3 del citato d.lg. n. 480/1994. Alla stregua, poi, di quanto disposto dagli art. 13 e 14 dello stesso provvedimento normativo, la sanzione amministrativa trova applicazione, in luogo di quella penale, anche con riguardo ai fatti commessi prima dell'entrata in vigore della depenalizzazione.

Cassazione penale sez. I  15 novembre 2000 n. 683  

 

La conduzione senza licenza di un esercizio pubblico e la detenzione in esso, per la vendita, di liquori e bevande alcoliche, già penalmente sanzionati, rispettivamente dall'art. 664 e dall'art. 686 c.p. (il primo dei quali soppresso ed il secondo modificato dal d.lg. 13 luglio 1994, n. 480), sono ora sanzionate in via amministrativa, quali violazioni dell'art. 86 del t.u.l.p.s., dall'art. 17 bis del medesimo t.u., introdotto dall'art. 3 del citato d.lg. n. 480/94. Alla stregua poi, di quanto disposto dagli art. 13 e 14 dello stesso provvedimento normativo, la sanzione amministrativa trova applicazione, in luogo di quella penale, anche con riguardo ai fatti commessi prima dell'entrata in vigore della depenalizzazione.

Cassazione penale sez. I  15 novembre 2000 n. 683  

 

La licenza di pubblica sicurezza, richiesta per gli esercizi indicati nell'art. 86 r.d. 18 giugno 1931, n. 773, norma non abrogata dall'art. 1 comma 3 l. 25 agosto 1991, n. 287, non s'identifica con la licenza di commercio, regolata dalla citata legge, ed è rivolta a prevenire l'alcoolismo. Essa è necessaria, e l'inottemperanza è punita dall'art. 686 c.p., anche per i circoli privati di qualsiasi specie ove si somministrino bevande alcooliche a soci od a non soci.

Cassazione penale sez. I  21 marzo 1994

 

Per la vendita ambulante di bevande alcoliche non è previsto alcun tipo di autorizzazione amministrativa perché l'art. 87 t.u. leggi di pubblica sicurezza vieta in modo assoluto la vendita ambulante di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione e non può ritenersi abrogato dal combinato disposto degli art. 9 legge n. 689 del 1981 e 1, 2 e 6 della legge n. 112 del 1991, sicché il commercio in questione è sanzionato tuttora dall'art. 686 c.p.

Cassazione penale sez. V  28 ottobre 1993

 

Non può ritenersi depenalizzato, ai sensi del combinato disposto dell'art. 9 della l. 689/81 e degli artt. 1, 2, 6 l. 112/91, il divieto, penalmente sanzionato dall'art. 87 r.d. 733/81 in relazione all'art. 686 c.p., di vendita ambulante di bevande alcooliche, in quanto per tale attività non è prevista la possibilità di rilasciare alcuna autorizzazione amministrativa. La regolamentazione di tale materia rimane quindi esclusa dall'operatività della l. 112/91.

Cassazione penale sez. V  23 settembre 1993



 
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