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Art. 689 codice penale: Somministrazione di bevande alcooliche a minori o a infermi di mente

L’esercente un’osteria o un altro pubblico spaccio di cibi o di bevande, il quale somministra, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, bevande alcooliche a un minore degli anni sedici, o a persona che appaia affetta da malattia di mente, o che si trovi in manifeste condizioni di deficienza psichica a causa di un’altra infermità, è punito con l’arresto fino a un anno.

La stessa pena di cui al primo comma si applica a chi pone in essere una delle condotte di cui al medesimo comma, attraverso distributori automatici che non consentano la rilevazione dei dati anagrafici dell’utilizzatore mediante sistemi di lettura ottica dei documenti. La pena di cui al periodo precedente non si applica qualora sia presente sul posto personale incaricato di effettuare il controllo dei dati anagrafici. (1)

Se il fatto di cui al primo comma è commesso più di una volta si applica anche la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 euro a 25.000 euro con la sospensione dell’attività per tre mesi. (1)

Se dal fatto deriva l’ubriachezza, la pena è aumentata.

La condanna importa la sospensione dall’esercizio.

(1) Comma inserito dall’art. 7, D.L. 13 settembre 2012, n. 158, convertito conL. 8 novembre 2012, n. 189.


Giurisprudenza annotata

Somministrazione di bevande alcoliche a minori

Ai fini della configurazione dell'ipotesi contravvenzionale di cui all'art. 689 c.p. non sono indifferenti né la condotta di colui che fruisce della bevanda, né le modalità con le quali è venuto in possesso della stessa, modalità che certamente possono dipendere da "situazioni ambientali", essendo evidente che ben diversa è l'ipotesi in cui la bevanda venga consegnata dal gestore del locale, da quella in cui sia lo stesso consumatore ad appropriarsene, prelevandola da un frigobar o dagli scaffali di un supermercato.

Cassazione penale sez. V  04 novembre 2014 n. 48744  

 

Il reato di somministrazione di bevande alcoliche a minori degli anni sedici o ad infermi di mente non è stato depenalizzato dal d.l. 13 settembre 2012 n. 158, conv. con modif. in l. 8 novembre 2012 n. 189, il quale, pur avendo previsto come illecito amministrativo la vendita di bevande alcoliche a soggetti di età minore, con l'introduzione dell'art. 14 ter l. 30 marzo 2001 n. 125, ha tuttavia mantenuto come illecito penale quello previsto dall'art. 689, comma 1, c.p., rafforzandolo, anzi, nei suoi effetti afflittivi, con l'introduzione degli attuali commi secondo e terzo.

Cassazione penale sez. V  26 giugno 2013 n. 46334  

 

La condanna per il reato di cui all'art. 689 c.p. comporta sempre l'applicazione della pena accessoria della sospensione dall'esercizio, pur quando la pena inflitta sia inferiore ad un anno di arresto, fermo restando che la sua durata non può superare il limite stabilito ai sensi dell'art. 37 c.p.; il che, manifestamente, non si pone in contrasto con alcuno dei principi stabiliti dagli art. 1, 3, 4, 27, comma 3, 35 e 41 cost.

Cassazione penale sez. V  26 giugno 2013 n. 46334  

 

Non può valere ad escludere la penale responsabilità del gestore di un pubblico esercizio in ordine al reato di somministrazione di bevande alcoliche a minori degli sedici o ad infermi di mente (art. 689 c.p.) il fatto che la somministrazione sia stata effettuata, in assenza di esso gestore, da un dipendente il quale si sia limitato a recepire l'affermazione dell'avventore di aver superato i sedici anni di età.

Cassazione penale sez. V  26 giugno 2013 n. 46334  

 

Risponde del reato di cui all'art. 689 c.p. (somministrazione di bevande alcooliche a minori o a infermi di mente) il gestore di un locale in cui un cameriere provvede a servire delle bevande alcoliche a soggetti minori, essendosi fidato della risposta dei minori di avere più di sedici anni di età, pur se egli non era presente nel locale, non potendo il gestore delegare al personale dipendente l'accertamento della effettiva età del consumatore, ma dovendo, invece, egli vigilare affinché i lavoratori alle sue dipendenze svolgano con la dovuta diligenza i loro compiti ed osservino scrupolosamente le istruzioni al riguardo loro fornite dal gestore.

Cassazione penale sez. V  26 giugno 2013 n. 46334

 

Deve essere cassata con rinvio la sentenza di condanna ex art. 689, 690 c.p. nei confronti della responsabile di una società organizzatrice di una festa pubblica in ordine all'assunzione di sostanze alcoliche da parte di minorenni allorchè non sia stato accertata la possibilità di controllare de visu (o comunque di persona) da parte dell'imputata dell'osservanza delle norme, che vietano che nei locali pubblici siano servite bevande alcoliche ai minorenni, o, qualora tale controllo non poteva essere esercitato direttamente dalla ricorrente, se non sia stato verificato se la stessa avesse impartito efficaci disposizioni ai suoi collaboratori in ordine all'osservanza del predetto precetto e se avesse, poi, esercitato vigilanza, volta a controllare l'esatto adempimento di tale obbligo da parte dei suoi sottoposti.

Cassazione penale sez. V  05 marzo 2013 n. 17982  

 

Nella previsione normativa del reato di somministrazione di bevande alcoliche a minori o infermi di mente (art. 689 c.p.) non rientra solo il titolare dell'esercizio, ma anche chi, in maniera legittima o abusiva, gestisce per lui l'esercizio, sicchè anche la dipendente di un esercizio che vende alcolici è penalmente responsabile della vendita a minori.

Cassazione penale sez. V  05 maggio 2011 n. 27706  

 

Integra il reato di somministrazione di bevande alcoliche a minori (art. 689 cod. pen.), la condotta di colui che, in qualità di gestore di bar, somministri bevande alcoliche ad un minore degli anni sedici; né, a tal fine, rileva il fatto che nel predetto bar vi siano cartelli indicanti il divieto di erogazione di bevande alcoliche a minori, stante la natura di reato di pericolo della contravvenzione in questione che richiede la necessaria diligenza nell'accertamento dell'età del consumatore. Rigetta, Giud.pace Lonato, 17 Dicembre 2009

Cassazione penale sez. V  02 dicembre 2010 n. 7021  

 

Integra la contravvenzione di somministrazione di bevande alcooliche a minori o a infermi di mente (art. 689 cod. pen.) la condotta di chi somministri bevande alcoliche al minore di anni sedici, limitandosi a prendere atto della risposta di quest'ultimo sul superamento dell'età richiesta. Rigetta, Giud.pace Rovereto, 02 dicembre 2008

Cassazione penale sez. V  05 maggio 2009 n. 27916



 
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