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Art. 698 codice penale: Omessa consegna di armi

Chiunque trasgredisce all’ordine, legalmente dato dall’Autorità, di consegnare nei termini prescritti le armi o le munizioni da lui detenute, è punito con l’arresto non inferiore a nove mesi o con l’ammenda non inferiore a euro 123.


Giurisprudenza annotata

Omessa consegna di armi

Ricorre l'ipotesi di reato di cui all'art. 697 c.p. ("detenzione abusiva di armi", e non quella di cui all'art. 698 stesso codice "omessa consegna di armi"), nel caso di soggetto appartenente alle forze di polizia il quale, essendo già nel legittimo possesso di munizioni di pertinenza dell'arma in dotazione, ometta, in difformità da quanto previsto da apposita circolare ministeriale, di provvedere alla loro restituzione all'autorità, a seguito della sostituzione del tipo di armamento costituito da dette munizioni con altro diverso, atteso che, in siffatta ipotesi, la mancata restituzione viene in rilievo non come inosservanza della circolare (fatto meramente interno ed organizzativo non previsto dalla norma incriminatrice di cui all'art. 698 c.p.), ma come inosservanza del provvedimento che, modificando le dotazioni delle forze di polizia, rende illecita la detenzione di munizioni diverse da quelle previste dalla nuova disciplina.

Cassazione penale sez. I  30 ottobre 2003 n. 47483  

 

È manifestamente inammissibile la q.l.c. dell'art. 698 c.p., sollevata in riferimento all'art. 3 cost., in relazione all'art. 1 d.P.R. 5 giugno 1993 n. 171 (dichiarativo del risultato della consultazione popolare del 18 aprile 1993 e, in particolare, dell'intervenuta abrogazione dell'art. 76 d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309), in quanto non appare chiaro, nell'ordinanza di rimessione, il quadro normativo dal quale deriverebbe la denunziata disparità di trattamento.

Corte Costituzionale  27 novembre 1998 n. 393  

 

Ai fini della configurabilità della contravvenzione di cui all'art. 698 c.p. - inottemperanza all'ordine, legalmente dato dall'autorità, di consegnare nei termini prescritti le armi detenute - la mancata indicazione di un preciso termine per adempiere è irrilevante, non facendo venir meno la legalità del provvedimento impositivo dell'obbligo, ove la determinazione di siffatto termine risulti assorbita dal connotato di "immediatezza" nell'esecuzione, che l'ordine può talora rivestire in considerazione delle concrete circostanze di fatto che ne hanno giustificato l'adozione. (Nella fattispecie, la S.C. ha ritenuto che le pregnanti ragioni di pericolo per l'incolumità individuale e per l'ordine pubblico poste a fondamento del provvedimento impositivo dell'obbligo, emesso a seguito di una denuncia in cui erano state prospettate le ipotesi delittuose di detenzione illegale di armi e di minaccia grave, postulavano inequivocabilmente l'urgenza e l'indilazionabilità - e quindi l'immediatezza - della sua esecuzione).

Cassazione penale sez. I  12 gennaio 1998 n. 1418  

 

Ai fini della configurabilità della contravvenzione di cui all'art. 698 c.p. - inottemperanza all'ordine, legalmente dato dall'autorità, di consegnare nei termini prescritti le armi detenute - la mancata indicazione di un preciso termine per adempiere è irrilevante, non facendo venir meno la legalità del provvedimento impositivo dell'obbligo, ove la determinazione di siffatto termine risulti assorbita dal connotato di "immediatezza" nell'esecuzione, che l'ordine può talora rivestire in considerazione delle concrete circostanze di fatto che ne hanno giustificato l'adozione. (Nella fattispecie, la S.C. ha ritenuto che le pregnanti ragioni di pericolo per l'incolumità individuale e per l'ordine pubblico poste a fondamento del provvedimento impositivo dell'obbligo, emesso a seguito di una denuncia in cui erano state prospettate le ipotesi delittuose di detenzione illegale di armi e di minaccia grave, postulavano inequivocamente l'urgenza e l'indilazionabilità - e quindi l'immediatezza - della sua esecuzione).

Cassazione penale sez. I  12 gennaio 1998 n. 1418  

 

In tema di estradizione per l'estero, poiché l'art. 11 comma 2 della Costituzione di Bosnia-Erzegovina stabilisce che saranno rispettati i diritti e le libertà fondamentali definiti nella convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, con priorità su tutte le altre leggi, e poiché l'art. 1 del Protocollo n. 6 di detta convenzione stabilisce che la pena di morte è abolita, è concedibile l'estradizione richiesta dalla Repubblica di Bosnia-Erzegovina nei confronti di un cittadino accusato di omicidio, reato per il quale, ricorrendo determinate aggravanti, è applicabile astrattamente, in base al codice penale di tale Stato, la pena di morte, dovendo ritenersi verificata la condizione posta dalla sentenza della Corte cost. n. 223 del 1996, che, nel dichiarare l'illegittimità costituzionale dell'art. 698 comma 2 c.p., ha affermato che per la concedibilità della estradizione è necessaria la garanzia assoluta che lo Stato richiedente non applichi la pena di morte.

Cassazione penale sez. VI  09 gennaio 1998 n. 1  

 

La detenzione di armi a qualsiasi titolo comporta l'obbligo della denuncia, perché lo scopo dell'art. 38 del r.d. 18 giugno 1931 n. 773 (testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) che lo sancisce non è solo quello che l'autorità di p.s. competente abbia scienza del numero delle armi in possesso di privati, ma anche, e soprattutto, che essa conosca in ogni tempo la persona dell'attuale possessore dell'arma, onde potere espletare i necessari controlli e, eventualmente, impartire l'ordine di consegna di cui all'art. 698 c.p. Pertanto, per la configurabilità del reato di detenzione illegale di arma basta una relazione tra il soggetto e l'arma per un tempo necessario per fare la denuncia poiché il citato art. 38 stabilisce che la denuncia di un'arma all'ufficio di p.s. locale deve essere "immediata".

Cassazione penale sez. I  21 ottobre 1982



 
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