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Art. 707 codice penale: Possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli

Chiunque, essendo stato condannato per delitti determinati da motivi di lucro, o per contravvenzioni concernenti la prevenzione di delitti contro il patrimonio, o per mendicità o essendo ammonito o sottoposto a una misura di sicurezza personale o a cauzione di buona condotta, è colto in possesso di chiavi alterate o contraffatte, ovvero di chiavi genuine o di strumenti atti ad aprire o a sforzare serrature, dei quali non giustifichi l’attuale destinazione, è punito con l’arresto da sei mesi a due anni.

La Corte costituzionale, con sentenza 2 febbraio 1971, n. 14, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente articolo limitatamente alla parte in cui fa richiamo alle condizioni personali di condannato per mendicità, di ammonito, di sottoposto a misura di sicurezza personale o a cauzione di buona condotta.


Giurisprudenza annotata

Possesso ingiustificato di chiavi false o grimaldelli

La condizione personale dell’essere stato condannato per delitti determinati da motivi di lucro o per contravvenzioni concernenti la prevenzione di delitti contro il patrimonio, richiesta dagli art. 707 e 708 c.p. per l’integrazione delle relative fattispecie criminose del possesso ingiustificato di strumenti atti allo scasso o di valori, non ricorre nel caso in cui il soggetto abbia in precedenza patteggiato la pena per l’imputazione di tentativo di furto, perché la sentenza di patteggiamento è soltanto equiparata alle sentenze di condanna quanto agli effetti e la condizione soggettiva di già condannato non è un mero effetto della condanna, con la conseguenza che il reato contravvenzionale non è integrato.

Cassazione penale sez. II  05 maggio 2006 n. 21423  

 

È costituzionalmente illegittimo l'art. 708 c.p. (possesso ingiustificato di valori) per violazione degli art. 3 e 25 cost., in quanto è irragionevole la discriminazione che pone nei confronti di una categoria di soggetti, composta da pregiudicati per reati di varia natura o entità contro il patrimonio ed inoltre perché la norma è priva di tassatività in ordine alle cose di cui il colpevole è colto in possesso. Non sono invece fondate le q.l.c. dell'art. 707 c.p. (possesso ingiustificato di chiavi alterate o di grimaldelli (sollevate in riferimento agli art. 3, 25, 27 cost., perché la determinazione del fatto - reato è data dalla tipologia stessa degli oggetti detenuti.

Corte Costituzionale  02 novembre 1996 n. 370  

 

È costituzionalmente illegittimo l'art. 708 c.p. Non sono fondate le q.l.c. dell'art. 707 c.p. sollevate in relazione agli art. 3, 25 e 27 cost. e agli art. 3 comma 1 e 27 comma 3 cost.

Corte Costituzionale  02 novembre 1996 n. 370  

 

Ai fini del riconoscimento della ricorrenza delle condizioni personali indicate negli art. 707 e 708 c.p., deve tenersi conto anche delle condanne per delitti determinati da motivi di lucro o per contravvenzioni concernenti la prevenzione di delitti contro il patrimonio per i quali la pena sia stata sospesa e che si siano estinti per il disposto dell'art. 167 c.p., in quanto tale estinzione produce solo l'effetto della non esecuzione delle pene principali ed accessorie sicché, nonostante il suo verificarsi, continuano ad incidere gli altri effetti penali della condanna.

Cassazione penale sez. IV  12 aprile 1995 n. 1314

 

Il giudice di merito per esimere il soggetto possessore di oggetti atti allo scasso o di denaro e altri valori, non confacenti al suo stato, dalle relative sanzioni previste rispettivamente dagli artt. 707 e 708 c.p., non può limitarsi ad esprimere le ipotesi che gli arnesi fossero utilizzati a fini leciti e che i valori provenissero da attività lecita, ma deve fornire validi elementi di concreta valutazione delle circostanze atte ad avvalorare le ipotesi stesse.

Cassazione penale sez. II  07 febbraio 1986

 

Il giudice di merito per esimere il soggetto possessore di oggetti atti allo scasso di denaro e altri valori non confacenti al suo stato, dalle relative sanzioni previste rispettivamente dagli art. 707 e 708 c.p., non può limitarsi ad esprimere le ipotesi che gli arnesi fossero utilizzati a fini leciti e che i valori provenissero da attività lecita, ma deve fornire validi elementi di concreta valutazione delle circostanze atte ad avvalorare le ipotesi stesse.

Cassazione penale sez. II  07 febbraio 1986

 

Relativamente al reato di cui all'art. 707 c.p., il cacciavite è certamente uno strumento idoneo ad aprire o forzare serrature; se a ciò si aggiunge l'azione dell'imputato che, alla vista del personale di polizia, cercava di disfarsi del predetto utensile, deve ritenersi corretta le sentenza di colpevolezza.

Cassazione penale sez. II  10 dicembre 2014 n. 53653  

 

Ai fini dell'integrazione del reato di cui all'art. 707 c.p. il possesso di chiavi atte a forzare od aprire serrature deve essere provato e il soggetto agente deve dare una giustificazione valida in merito.

Tribunale Napoli sez. VI  03 dicembre 2014 n. 14988  

 

Il porto ingiustificato di un taglierino, se può rilevare sotto il profilo della contravvenzione ex art. 4 della l. n. 110 del 1975, non può invece essere fatto rientrare nella condotta sanzionata dall'art. 707 c.p., non essendo tale oggetto né una "chiave alterata" né "uno strumento atto ad aprire o forzare serrature".

Cassazione penale sez. II  18 novembre 2014 n. 50659  

 

In tema di possesso ingiustificato di chiavi alterate o di grimaldelli, vanno esclusi dalla nozione di “strumenti atti ad aprire o a forzare serrature”, il martelletto frangivetro e qualunque altro oggetto idoneo ad infrangere un vetro, non potendo il concetto di “serratura” essere esteso fino ad includere i vetri che ostino all'ingresso in qualsiasi spazio separandolo dall'esterno.

Cassazione penale sez. II  17 aprile 2014 n. 18393  

 

La sentenza di patteggiamento, in ragione dell' equiparazione legislativa a una sentenza di condanna, in mancanza di un'espressa previsione di deroga (cfr. art. 445, comma 1 bis, c.p.p.), costituisce il presupposto costituito dalla precedente condanna per delitti determinati da motivi di lucro o per contravvenzioni concernenti la prevenzione dei delitti contro il patrimonio rilevante ai fini della configurabilità della contravvenzione di cui all'art. 707 c.p.

Cassazione penale sez. II  04 dicembre 2012 n. 49281

 

La sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti (c.d. patteggiamento) costituisce - come una sentenza di condanna pronunciata all'esito del giudizio ordinario - il presupposto dell'essere stato condannato per delitti determinati da motivi di lucro o per contravvenzioni concernenti la prevenzione di delitti contro il patrimonio previsto dall'art. 707 c.p.

Cassazione penale sez. II  04 dicembre 2012 n. 49281  

 

In tema di possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli, l'espressione "strumenti atti ad aprire o forzare le serrature", contenuta nell'art. 707 c.p. deve essere intesa nella sua accezione più ampia ed incondizionata, sì da farvi rientrare tutti gli arnesi idonei di per sé ad aprire le serrature ed altri analoghi congegni dotati di attitudine potenziale ad operare sulle medesime. (Fattispecie in tema di possesso ingiustificato di temperino). Rigetta, App. Palermo, 15/07/2011

Cassazione penale sez. II  28 settembre 2012 n. 48172  

 

In tema di reato ex art. 707 c.p., l'espressione "strumenti atti ad aprire o a forzare serrature" deve essere intesa nel suo significato più ampio, comprensivo di tutti gli arnesi idonei di per sé ad aprire le serrature e di altri analoghi congegni (grimaldelli), oltre che di qualsiasi altro mezzo o strumento o congegno idoneo ad operare sulle serrature, giacché la norma considera l'attitudine potenziale dello strumento ad aprire una serratura. (Fattispecie di possesso ingiustificato di un temperino).

Cassazione penale sez. II  28 settembre 2012 n. 48172  

 

In tema di possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli, il possesso deve assumere la consistenza di una disponibilità immediata degli arnesi poiché la ratio legislativa è basata su una presunzione di imminente utilizzazione. (Nel caso di specie l’imputato era stato trovato a bordo di un’autovettura ove erano stati rinvenuti i seguenti arnesi atti allo scasso: pinza, cacciavite, martelletto frangivetro, martello ascia).

Tribunale La Spezia  29 giugno 2012 n. 481  

 

Ai fini della configurabilità del reato di cui all’art. 707 c.p. è necessario che il reo abbia riportato una condanna per delitto motivato da lucro. Pertanto non si integra il reato "de quo" qualora la condanna per reati contro il patrimonio è successiva all’accertamento del fatto del possesso ingiustificato di chiavi false e grimaldelli.

Tribunale La Spezia  15 marzo 2012 n. 235  

 

In tema di possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli, la norma di cui all'arto 707 c.p. individua un reato ostacolo (délits obstacles), cioè un reato che mira a prevenire la commissione di futuri reati mediante l'incriminazione di comportamenti che ne costituiscono la premessa idonea: in buona sostanza, i reati ostativi consistono in incriminazioni arretrate che sanzionano atti meramente preparatori, addirittura anteriori al tentativo. La Corte costituzionale ha enucleato i seguenti parametri: 1) particolare qualità del soggetto (che deve essere stato condannato per reati determinati da motivi di lucro o miranti alla prevenzione di delitti contro il patrimonio; 2) possesso inteso come pronta disponibilità di arnesi effettivamente idonei a vincere i congegni posti a difesa della proprietà, 3) mancata giustificazione non solo del loro possesso ma della loro effettiva destinazione.

Tribunale Gela  11 gennaio 2012 n. 7  

 

In tema di possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli (art. 707 c.p.), è possibile il concorso nel reato anche da parte di soggetto incensurato, qualora si accompagni a persona che egli sappia essere già stata condannata per taluno dei reati previsti dello stesso art. 707 c.p. e vi sia anche la consapevolezza della comune disponibilità, concreta e immediata, di detti strumenti, rimanendo, per converso, del tutto irrilevante che essi appartengano originariamente ad uno soltanto dei correi, giacché occorre dare rilievo alla possibilità che questi abbia intenzione di servirsene ovvero di aiutare il proprietario a servirsene.

Cassazione penale sez. II  15 novembre 2011 n. 47908  



 
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