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Art. 708 codice penale: Possesso ingiustificato di valori

Chiunque, trovandosi nelle condizioni personali indicate nell’articolo precedente, è colto in possesso di denaro o di oggetti di valore, o di altre cose non confacenti al suo stato, e dei quali non giustifichi la provenienza, è punito con l’arresto da tre mesi a un anno.

La Corte costituzionale, con sentenza 19 luglio 1968, n. 110, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente articolo limitatamente alla parte in cui fa richiamo alle condizioni personali di condannato per mendicità, di ammonito, di sottoposto a misure di sicurezza personale o a cauzione di buona condotta. Successivamente la stessa Corte, con sentenza 2 novembre 1996, n. 370, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dello stesso articolo.


Giurisprudenza annotata

Possesso ingiustificato di valori

La condizione personale dell’essere stato condannato per delitti determinati da motivi di lucro o per contravvenzioni concernenti la prevenzione di delitti contro il patrimonio, richiesta dagli art. 707 e 708 c.p. per l’integrazione delle relative fattispecie criminose del possesso ingiustificato di strumenti atti allo scasso o di valori, non ricorre nel caso in cui il soggetto abbia in precedenza patteggiato la pena per l’imputazione di tentativo di furto, perché la sentenza di patteggiamento è soltanto equiparata alle sentenze di condanna quanto agli effetti e la condizione soggettiva di già condannato non è un mero effetto della condanna, con la conseguenza che il reato contravvenzionale non è integrato.

Cassazione penale sez. II  05 maggio 2006 n. 21423  

 

È costituzionalmente illegittimo l'art. 708 c.p. (possesso ingiustificato di valori) per violazione degli art. 3 e 25 cost., in quanto è irragionevole la discriminazione che pone nei confronti di una categoria di soggetti, composta da pregiudicati per reati di varia natura o entità contro il patrimonio ed inoltre perché la norma è priva di tassatività in ordine alle cose di cui il colpevole è colto in possesso. Non sono invece fondate le q.l.c. dell'art. 707 c.p. (possesso ingiustificato di chiavi alterate o di grimaldelli (sollevate in riferimento agli art. 3, 25, 27 cost., perché la determinazione del fatto - reato è data dalla tipologia stessa degli oggetti detenuti.

Corte Costituzionale  02 novembre 1996 n. 370  

 

È costituzionalmente illegittimo l'art. 708 c.p. Non sono fondate le q.l.c. dell'art. 707 c.p. sollevate in relazione agli art. 3, 25 e 27 cost. e agli art. 3 comma 1 e 27 comma 3 cost.

Corte Costituzionale  02 novembre 1996 n. 370  

 

Ai fini del riconoscimento della ricorrenza delle condizioni personali indicate negli art. 707 e 708 c.p., deve tenersi conto anche delle condanne per delitti determinati da motivi di lucro o per contravvenzioni concernenti la prevenzione di delitti contro il patrimonio per i quali la pena sia stata sospesa e che si siano estinti per il disposto dell'art. 167 c.p., in quanto tale estinzione produce solo l'effetto della non esecuzione delle pene principali ed accessorie sicché, nonostante il suo verificarsi, continuano ad incidere gli altri effetti penali della condanna.

Cassazione penale sez. IV  12 aprile 1995 n. 1314

 

Il giudice di merito per esimere il soggetto possessore di oggetti atti allo scasso o di denaro e altri valori, non confacenti al suo stato, dalle relative sanzioni previste rispettivamente dagli artt. 707 e 708 c.p., non può limitarsi ad esprimere le ipotesi che gli arnesi fossero utilizzati a fini leciti e che i valori provenissero da attività lecita, ma deve fornire validi elementi di concreta valutazione delle circostanze atte ad avvalorare le ipotesi stesse.

Cassazione penale sez. II  07 febbraio 1986

 

Il giudice di merito per esimere il soggetto possessore di oggetti atti allo scasso di denaro e altri valori non confacenti al suo stato, dalle relative sanzioni previste rispettivamente dagli art. 707 e 708 c.p., non può limitarsi ad esprimere le ipotesi che gli arnesi fossero utilizzati a fini leciti e che i valori provenissero da attività lecita, ma deve fornire validi elementi di concreta valutazione delle circostanze atte ad avvalorare le ipotesi stesse.

Cassazione penale sez. II  07 febbraio 1986

 

È costituzionalmente illegittimo, per contrasto con gli art. 3 e 25 cost., l'art. 708 c.p. (la Corte ha ritenuto irragionevole la discriminazione nei confronti di una categoria di soggetti composta da pregiudicati per reati di varia natura o entità contro il patrimonio che siano colti in possesso di denaro o di oggetti di valore o di altre cose non confacenti al loro stato, e privo di tassatività il precetto, in quanto tipizzato attraverso la riferibilità del fatto, di per sè neutro, a un pregiudicato per alcune classi di precedenti penali).

Corte Costituzionale  02 novembre 1996 n. 370



 
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