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Art. 72 codice penale: Concorso di reati che importano l’ergastolo e di reati che importano pene detentive temporanee

Al colpevole di più delitti, ciascuno dei quali importa la pena dell’ergastolo, si applica la detta pena con l’isolamento diurno da sei mesi a tre anni.

Nel caso di concorso di un delitto che importa la pena dell’ergastolo, con uno o più delitti che importano pene detentive temporanee per un tempo complessivo superiore a cinque anni, si applica la pena dell’ergastolo con l’isolamento diurno per un periodo di tempo da due a diciotto mesi.

L’ergastolano condannato all’isolamento diurno partecipa all’attività lavorativa.

Articolo così modificato dalla L. 25 novembre 1962, n. 1634.


Giurisprudenza annotata

Concorso dei reati (ergastolo e pene detentive temporanee)

In tema di esecuzione delle pene concorrenti inflitte con condanne diverse, il principio dell'unità del rapporto esecutivo, che mira ad evitare al condannato un possibile pregiudizio derivante dalla distinta esecuzione delle sanzioni penali irrogate per una pluralità di reati, è riferibile alle pene comminate per reati commessi prima dell'inizio della detenzione, mentre si deve procedere ad ulteriore cumulo, non più sottoposto alle limitazioni previste dall'art. 78 c.p., comprendente, oltre alla pena inflitta per il nuovo reato, la parte risultante dal cumulo precedente, non ancora espiata alla data del nuovo reato solo qualora durante l'espiazione di una determinata pena o dopo che l'esecuzione di quest'ultima sia stata interrotta, il condannato commetta un nuovo reato. (Fattispecie in cui la Corte ha escluso che la sopravvenienza di un nuovo titolo detentivo relativo a reato commesso prima dell'inizio della detenzione nei confronti di condannato alla pena dell'ergastolo, ammesso alla liberazione condizionale nei cui confronti era già stata applicata la libertà vigilata con la durata massima di anni cinque ex art. 177, comma 2, c.p., comporti l'applicazione di una nuova misura di sicurezza). (Annulla senza rinvio, Trib.sorv. Roma, 06/11/2013 )

Cassazione penale sez. I  30 giugno 2014 n. 32896  

 

L'inasprimento della pena dell'ergastolo con l'isolamento diurno presuppone che la pena inflitta per il delitto concorrente sia superiore a cinque anni di reclusione, da intendersi con riferimento alla pena applicata in concreto. (In applicazione del principio la Corte ha precisato che, nel caso di reati concorrenti accertati nella stessa sentenza che infligge la pena dell'ergastolo, l'applicazione dell'isolamento diurno richiede necessariamente l'indicazione di elementi concreti di riferimento relativi alla determinazione della sanzione irrogabile per i medesimi). (Annulla in parte con rinvio, Ass.App. Brescia, 23/09/2011)

Cassazione penale sez. I  20 marzo 2014 n. 15843  

 

L'isolamento diurno previsto dall'art. 72 c.p. ha natura giuridica di sanzione penale, di inasprimento dell'ergastolo, con la conseguenza che, in relazione ad esso, il magistrato di sorveglianza non può disporre modalità esecutive tali da renderlo privo di contenuto effettivo. (Fattispecie in cui la Suprema Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza del magistrato di sorveglianza che aveva disposto l'apertura del "blindo" di separazione dagli altri detenuti anche di giorno). (Annulla senza rinvio, Mag. sorv. Reggio Emilia, 11/06/2013)

Cassazione penale sez. I  05 febbraio 2014 n. 9300  

 

L'isolamento diurno previsto dall'art. 72, comma 3, c.p., non è una modalità di vita o di disciplina carceraria, ma costituisce una risposta sanzionatoria per i delitti concorrenti con quello punito con l'ergastolo, afferendo alla genesi del rapporto esecutivo e non può ritenersi misura contraria al senso di umanità in contrasto con l'art. 27 Cost., considerato che il condannato sottoposto a tale misura può comunque fare vita in comune e che la funzione della pena non è solamente di emenda del condannato, ma anche di discussione e difesa sociale (funzione deterrente).

Cassazione penale sez. I  05 febbraio 2014 n. 9300  

 

Ai fini della fruizione dei permessi premio richiesti dal condannato sottoposto alla sanzione dell'ergastolo con isolamento diurno, non si verifica alcuna espiazione della pena detentiva temporanea inflitta per reati ostativi a tale beneficio per effetto dell'esecuzione dell'isolamento diurno, qualora questo sia stato imputato esclusivamente a una concorrente condanna alla pena dell'ergastolo per altro reato non ostativo, e le pene detentive temporanee inflitte per reati ostativi siano state ritenute semplicemente "assorbite" e non, invece, valutate, pur sussistendone i presupposti, per la quantificazione di un ulteriore periodo di isolamento diurno. Rigetta, Trib.sorv. Roma, 28/06/2012

Cassazione penale sez. I  07 maggio 2013 n. 22090  

 

In tema di benefici penitenziari richiesti dal condannato in espiazione dell'ergastolo e di pena detentiva temporanea inflitta per reato ostativo, allorché si debba procedere allo scioglimento del cumulo per la verifica della già intervenuta espiazione di quest'ultima - tradottasi, per la concorrenza con la pena perpetua, in applicazione dell'isolamento diurno che sia stato interamente eseguito - si deve avere riferimento alla pena temporanea originariamente inflitta, ridotta della metà. (Fattispecie relativa a istanza per la concessione di permesso premio, di cui la S.C. ha ritenuto legittima la preclusione). Rigetta, Trib.sorv. Ancona, 14 luglio 2011

Cassazione penale sez. I  19 settembre 2012 n. 38462  

 

È consentito l'indulto dell'isolamento diurno, data la sua natura di sanzione detentiva e non già di modalità d'esecuzione dell'ergastolo, sempre che, una volta scisso il cumulo giuridico che, a fronte di condanna alla pena perpetua e di altre a pene detentive temporanee complessivamente superiori a cinque anni, ne abbia determinato l'applicazione, dette pene temporanee non siano state inflitte per reati ostativi alla concessione del beneficio.

Cassazione penale sez. I  13 marzo 2012 n. 13616  

 

La l. n. 479 del 1999, nel modificare l'art. 442 c.p.p., aveva reintrodotto la praticabilità del rito anche per i reati puniti con l'ergastolo, disponendo la sostituzione di tale pena con la reclusione per trenta anni. Al rilievo che detta pena temporanea non fosse suscettibile di aumenti neppure nel caso in cui l'imputato si fosse reso responsabile di una pluralità di gravi reati, con conseguente disparità di trattamento nei casi in cui dovesse trovare applicazione l'art. 72 c.p., si è poi posto rimedio con l'art. 7 d.l. 24 novembre 2000 n. 341, conv. nella l 19 gennaio 2001 n. 4, norma che prevede che, in caso di giudizio abbreviato, la pena dell'ergastolo con isolamento diurno è sostituita dalla pena dell'ergastolo e non dalla pena di 30 anni di reclusione. La possibilità di richiedere, nei procedimenti in corso, il giudizio abbreviato oltre la scadenza del termine di legge è questione di natura strettamente processuale e non coinvolge il divieto di applicazione retroattiva della legge penale sfavorevole affrontato dalla sent. Cedu Scoppola. Tale possibilità è stata introdotta soltanto dalla l. 5 giugno 2000 n. 144 in sede di conversione del d.l. 7 aprile 2000 n. 82 che non la prevedeva, così come non la prevedeva la l. 16 dicembre 1999 n. 479. La lettera di detta norma transitoria (art. 4 ter, 3: "la richiesta di cui al comma 2 è preclusa se è presentata... b) nel giudizio di appello, qualora sia stata disposta la rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale") preclude di accogliere l'istanza di applicazione della diminuente nel caso di richiesta di rito abbreviato avanzata nel giudizio d'appello, essendo l'art. 4 ter entrato in vigore dopo la pronuncia della sentenza d'appello.

Ufficio Indagini preliminari Milano  17 giugno 2011

 

Nel caso in cui un reato continuato punito con la sola pena dell'ergastolo (corrispondente a quella base inflitta per il delitto più grave, essendo gli aumenti di pena per i delitti satellite complessivamente non superiori ad anni cinque) concorra con altro delitto punito con la pena della reclusione non superiore a cinque anni, non può essere applicata, unitamente all'ergastolo, la sanzione dell'isolamento notturno, e, pertanto, ove si sia proceduto con giudizio abbreviato, va conclusivamente applicata la pena di anni trenta di reclusione.

Cassazione penale sez. I  10 giugno 2011 n. 40936  

 



 
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