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Art. 722 codice penale: Pena accessoria e misura di sicurezza

La condanna per alcuna delle contravvenzioni prevedute dagli articoli precedenti importa la pubblicazione della sentenza. È sempre ordinata la confisca del denaro esposto nel giuoco e degli arnesi od oggetti ad esso destinati.


Giurisprudenza annotata

Pene accessorie

Nel procedimento di riesame delle misure cautelari reali, il divieto assoluto di revoca del sequestro previsto dall'art. 324 comma 7 c.p.p. nei casi di confisca obbligatoria di cui all'art. 240 comma 2 c.p., non può essere esteso automaticamente al sequestro degli oggetti destinati al gioco d'azzardo, in quanto tali beni, in forza dell'art. 722 c.p., sono soggetti a confisca obbligatoria solo con la sentenza di condanna, non anche in caso di proscioglimento o di estinzione del reato.

Cassazione penale sez. III  11 gennaio 2005 n. 2949  

 

La q.l.c. degli art. dal 718 al 722, c.p. e delle altre disposizioni, che costituiscono il "complesso normativo" che vieta di aprire nuove case da gioco o che permette la loro localizzazione solo in alcuni Comuni, nella parte in cui non prevedono la facoltà del Ministro dell'interno di autorizzare i comuni a derogare a detto divieto, per violazione degli art. 3 e 41, cost. è innanzitutto irrilevante, ed è inoltre manifestamente infondata, come più volte stabilito dal giudice delle leggi, che ha riconosciuto in materia la discrezionalità del legislatore.

T.A.R. Trieste (Friuli-Venezia Giulia)  26 gennaio 2004 n. 22  

 

In materia di gioco d'azzardo, il denaro che a norma dell'art. 722 c.p. deve essere confiscato non è solo quello impegnato nel giuoco al momento della constatazione da parte dei verbalizzanti, ma anche quello "esposto" a tal fine, vale a dire quello che, sebbene trovato in tasca al giocatore - perché precipitosamente ripostovi al momento della sorpresa da parte delle forze dell'ordine o perché ancora non impiegato nel giuoco - deve ritenersi, per fatti concludenti, essere ad esso destinato.

Cassazione penale sez. III  04 dicembre 1998 n. 1461  

 

Perché possano assoggettarsi ad imposizione, i proventi da attività illecita non devono essere, per legge, già stati sottoposti a confisca o sequestro penale. Nella fattispecie, poiché, per l'art. 722 c.p., è soggetto a confisca il denaro esposto nel gioco d'azzardo, il provento illecito difetta del presupposto dell'imponibilità.

Comm. trib. prov.le Verbania sez. II  01 aprile 1998 n. 29  

 

È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale degli art. da 718 a 722 c.p., sollevata in riferimento agli art. 3, 24, 25 comma 2 e 101 comma 2 cost., in rapporto alla disciplina autorizzatoria della tenuta di case da giuoco autorizzate.

Corte Costituzionale  13 giugno 1995 n. 236  

 

È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. da 718 a 722 c.p., sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., nella parte in cui si fa dipendere la punibilità del gioco d'azzardo dalla circostanza che lo stesso sia esercitato, o meno, all'interno delle case da gioco autorizzate (la Corte, nel richiamare precedenti decisioni al riguardo, ha osservato che l'ordinanza del giudice a quo non adduceva argomenti nuovi rispetto a quelli allora esaminati).

Corte Costituzionale  13 giugno 1995 n. 236

 

L'art. 722 c.p., nel prevedere un caso di confisca obbligatoria in seguito a condanna, non legittima la confisca nel caso di proscioglimento e in particolare nel caso di estinzione del reato.

Cassazione penale sez. III  21 giugno 1994

 

L'art. 722 c.p. non configura un'ipotesi di confisca obbligatoria si sensi dell'art. 240 stesso codice, dal momento che la misura patrimoniale ha carattere obbligatorio soltanto di condanna e non anche in caso di proscioglimento o di estinzione del reato.

Cassazione penale sez. I  19 novembre 1993

 

L'art. 722 c.p. prevede un caso di confisca obbligatoria in seguito a condanna e quindi non legittima la confisca nel caso di proscioglimento e in particolare nel caso di estinzione del reato.

Cassazione penale sez. un.  25 marzo 1993

 

Per l'applicazione della confisca voluta dall'art. 722 c.p. è sufficiente che, attraverso qualsiasi mezzo di prova, anche indiziaria, venga accertato che il denaro sia stato impiegato per l'esercizio del giuoco d'azzardo.

Cassazione penale sez. III  15 gennaio 1986

 

A norma dell'art. 722 c.p., il danaro da confiscare è non solo quello impegnato nel gioco nel momento della contestazione del reato, ma anche quello esposto nel gioco; concetto questo che deve intendersi riferito non solo al danaro che si trova sul tavolo da gioco, bensì pure a quello che, tolto precipitosamente dal banco al momento della sorpresa e riposto precipitosamente nel portafoglio o nelle tasche, sicuramente risulti, per confessione del reo o per la condizione in cui si trovava, essere stato effettivamente destinato a tale gioco.

Cassazione penale sez. III  08 marzo 1985



 
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