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Codice penale aggiornato  al  13 Feb 2015
 
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Art. 724 codice penale: Bestemmia e manifestazioni oltraggiose verso i defunti

Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità o i Simboli o le Persone venerati nella religione dello Stato, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a euro 309 (1).

La stessa sanzione si applica  a chi compie qualsiasi pubblica manifestazione oltraggiosa verso i defunti.

(1) La Corte costituzionale, con sentenza n. 440 del 18 ottobre 1995, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente comma limitatamente alle parole “o i Simboli o le Persone venerati nella religione dello Stato”.


Giurisprudenza annotata

Bestemmia

In seguito alla declaratoria di illegittimità costituzionale dell'art. 724 c.p., limitatamente alle parole "o i simboli o le persone venerati nella religione di Stato", le offese empie riconducibili alla parte caducata della norma sono sussumibili, quali manifestazioni verbali di inciviltà, tali da menomare i principi minimi della costumatezza, della pudicizia e del decoro avvertiti dalla popolazione, nella sfera di applicazione del reato di turpiloquio.

Pretura Avezzano  20 novembre 1996

 

Il fatto di aver bestemmiato in pubblico contro la Madonna non è più previsto dalla legge come reato dopo la modificazione dell'art. 724 comma 1 c.p. da parte della Corte costituzionale con la sent. n. 440 del 1995; perciò l'imputato deve essere assolto con la formula secondo la quale "il fatto non è previsto dalla legge come reato", non potendo tale offesa empia rientrare nel reato di turpiloquio (art. 726 c.p.), in quanto il disvalore penale di siffatta condotta rientra esclusivamente nell'ambito del modificato art. 724 c.p.

Pretura Avezzano  20 novembre 1996

 

È costituzionalmente illegittimo, per contrasto con gli art. 3 e 8 comma 1 cost., l'art. 724 comma 1 c.p. - che punisce con un'ammenda chiunque pubblicamente bestemmi, "con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità o i Simboli o le Persone venerate nella religione dello Stato" - in quanto differenzia la tutela penale del sentimento religioso individuale a seconda della fede professata.

Corte Costituzionale  18 ottobre 1995 n. 440  

 

È costituzionalmente illegittimo l'art. 724 comma 1, c.p., limitatamente alle parole: "o i Simboli o le Persone venerati nella religione dello Stato". Infatti la norma penale differenzia la tutela del sentimento religioso a seconda della fede religiosa professata e quindi disattende il principio di uguaglianza. L'incostituzionalità della citata norma penale importa, tenuto conto dell'impossibilità di sentenze additive in materia penale, l'annullamento della disposizione relativa ai simboli e alla persone venerati nella religione dello Stato, mentre permane la disposizione concernente la divinità, che, come tale è individuabile in relazione alle concezioni delle diverse religioni.

Corte Costituzionale  18 ottobre 1995 n. 440  



 
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