Codice penale Aggiornato il 13 febbraio 2015

Codice penale Art. 725 codice penale: Commercio di scritti, disegni o altri oggetti contrari alla pubblica decenza

Codice penale Aggiornato il 13 febbraio 2015



Chiunque espone alla pubblica vista o, in luogo pubblico o aperto al pubblico, offre in vendita o distribuisce scritti, disegni o qualsiasi altro oggetto figurato, che offenda la pubblica decenza, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 103 a euro 619.

Giurisprudenza annotata

Commercio di scritti e disegni o altri oggetti contrari alla pubblica decenza

Non sussiste la contravvenzione di cui all'art. 725 c.p., ma l'ipotesi delittuosa prevista dall'art. 528 c.p., nel caso di spedizione di cataloghi ed allegati buoni d'ordine volti a favorire il commercio di oggetti osceni di uso intimo, in quanto ciò che contraddistingue i prodotti in questione e che li differenzia rispetto ad altri è la loro indubbia potenzialità offensiva nei confronti del bene protetto dalla norma di cui all'art. 529 c.p. e cioè, del comune sentimento del pudore.

Pretura Modica  22 dicembre 1994

 

L'art. unico della l. 17 luglio 1975, n. 355, nello stabilire la non punibilità di titolari e addetti alla rivendita di giornali e riviste per i reati di cui agli art. 528 e 725 c.p. quando essi si limitino a detenere, rivendere ed esporre, nell'esercizio normale della loro attività, pubblicazioni ricevute dagli editori distributori legalmente autorizzati, configura una causa di non punibilità, la cui operatività è esclusa, ai sensi del comma 3 dello stesso articolo, solo quando le dette pubblicazioni siano esposte in modo da renderne immediatamente visibili al pubblico parti palesemente oscene. Pertanto, in applicazione delle regole dettate dall'art. 530 c.p.p., quando risulti provata la insussistenza di detta ultima condizione o anche vi siano dubbi al riguardo, va pronunciata sentenza di assoluzione. (Nella specie, peraltro, la S.C., pur enunciando il principio anzidetto, ha ritenuto che motivatamente il giudice di merito avesse accertato l'avvenuta esposizione al pubblico delle parti palesemente oscene delle pubblicazioni in questioni, ed ha pertanto, respinto il ricorso proposto dall'imputato avverso la sentenza di condanna).

Cassazione penale sez. III  04 aprile 2001 n. 26925  

 

È inammissibile, per carenza di motivazione sulla rilevanza nel giudizio "a quo", la questione di legittimità costituzionale dell'art. unico l. 17 luglio 1975 n. 355, nella parte in cui esclude i rivenditori professionali della stampa periodica e i librai della responsabilità derivante dagli art. 528 e 725 c.p. e dagli art. 14 e 15 l. 8 febbraio 1948 n. 47, in riferimento agli art. 3, 21 e 31 cost.

Corte Costituzionale  20 dicembre 1982 n. 241  

 

La l. 17 luglio 1975 n. 355 esclude i rivenditori professionali della stampa periodica ed i librai solo dalla responsabilità derivante dagli art. 528 e 725 c.p. e dagli art. 14 e 15 l. 8 febbraio 1948 n. 47, ma non da quella derivante dall'art. 1 l. 12 dicembre 1960 n. 1591.

Cassazione penale sez. III  02 aprile 1980



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