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Codice penale aggiornato  al  13 Feb 2015
 
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Art. 734-bis codice penale: Divulgazione delle generalità o dell’immagine di persona offesa da atti di violenza sessuale

Chiunque, mediante costruzioni, demolizioni, o in qualsiasi altro modo, distrugge o altera le bellezze naturali dei luoghi soggetti alla speciale protezione dell’autorità, è punito con l’ammenda da euro 1.032 a euro 6.197.

 


Giurisprudenza annotata

Divulgazione delle generalità o dell'immagine della persona offesa da atti di violenza sessuale

Il reato di divulgazione, anche attraverso mezzi di comunicazione di massa, di immagini o generalità di persone offese da atti di violenza sessuale, punito dall'art. 734 bis c.p., non richiede, ai fini della punibilità del divulgante, l'indicazione contestuale di tutti gli elementi anagrafici, ma le informazioni fornite nella specie dall'imputato, vale a dire i nomi propri dei genitori e l'iniziale del nome del bambino coinvolto in episodi di violenza, non integrano il concetto di generalità richiesto dalla norma e, soprattutto non costituiscono dati idonei in concreto a risalire ad una sicura identificazione (fattispecie relativa alla pubblicazione di un libro da parte dell'imputato relativo alle presunte molestie sessuali di cui sarebbero stati oggetto alcuni bambini di un asilo nido).

Cassazione penale sez. III  19 novembre 2014 n. 2447  

 

La condotta di divulgazione dei dati o dell'immagine della persona offesa da atti di violenza sessuale che non abbia compiuto la maggiore età, consistente nel portare a conoscenza di un numero indeterminato di persone notizie riservate con ogni modalità, e quindi anche attraverso mezzi di comunicazione di massa, tra cui rientrano non soltanto i mass media tradizionali (stampa, televisione, radio), ma anche quelli diffusisi con le nuove tecnologie (siti web, blog, social network, mailing list) costituisce reato, ai sensi dell'art. 734-bis c.p. In tali circostanze, trattandosi di un cd. "reato di pericolo", il giudice non dovrà accertare la sussistenza del danno, ma si dovrà limitare a verificare l'esistenza del comportamento che il legislatore ha ritenuto normalmente pericoloso per il bene-interesse tutelato dalla norma, consistente nella divulgazione di questi dati e immagini in assenza di consenso da parte delle persone interessate.

Cassazione penale sez. III  12 dicembre 2013 n. 2887  

 

Va confermata la condanna per violazione dell'art. 734 bis c.p. (divulgazione delle generalità o dell'immagine di persona offesa da atti di violenza sessuale) per giornalisti e direttore di un quotidiano locale, dovendosi escludere la ragionevole convinzione di un consenso della persona offesa alla divulgazione della notizia in ragione della pubblicità che il caso ha avuto.

Cassazione penale sez. III  25 giugno 2013 n. 42324  

 

È preclusa al giornalista la facoltà di diffondere dati idonei a identificare, anche indirettamente, soggetti minori comunque coinvolti in fatti di cronaca.

Aut. protez. dati person.  10 luglio 2008



 
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