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Art. 76 codice penale: Pene concorrenti considerate come pena unica ovvero come pene distinte

Salvo che la legge stabilisca altrimenti, le pene della stessa specie concorrenti a norma dell’articolo 73 si considerano come pena unica per ogni effetto giuridico.

Le pene di specie diversa concorrenti a norma degli articoli 74 e 75 si considerano egualmente, per ogni effetto giuridico, come pena unica della specie più grave. Nondimeno si considerano come pene distinte, agli effetti della loro esecuzione, dell’applicazione delle misure di sicurezza e in ogni altro caso stabilito dalla legge.

Se una legge pecuniaria concorre con un’altra pena di specie diversa, le pene si considerano distinte per qualsiasi effetto giuridico.


Giurisprudenza annotata

Pene concorrenti

In tema di esecuzione delle pene concorrenti inflitte con condanne diverse, il principio dell'unità del rapporto esecutivo, che mira ad evitare al condannato un possibile pregiudizio derivante dalla distinta esecuzione delle sanzioni penali irrogate per una pluralità di reati, è riferibile alle pene comminate per reati commessi prima dell'inizio della detenzione, mentre si deve procedere ad ulteriore cumulo, non più sottoposto alle limitazioni previste dall'art. 78 c.p., comprendente, oltre alla pena inflitta per il nuovo reato, la parte risultante dal cumulo precedente, non ancora espiata alla data del nuovo reato solo qualora durante l'espiazione di una determinata pena o dopo che l'esecuzione di quest'ultima sia stata interrotta, il condannato commetta un nuovo reato. (Fattispecie in cui la Corte ha escluso che la sopravvenienza di un nuovo titolo detentivo relativo a reato commesso prima dell'inizio della detenzione nei confronti di condannato alla pena dell'ergastolo, ammesso alla liberazione condizionale nei cui confronti era già stata applicata la libertà vigilata con la durata massima di anni cinque ex art. 177, comma 2, c.p., comporti l'applicazione di una nuova misura di sicurezza). (Annulla senza rinvio, Trib.sorv. Roma, 06/11/2013 )

Cassazione penale sez. I  30 giugno 2014 n. 32896  

 

In base al combinato degli art. 73, 76 e 80 c.p. e 663 c.p.p. il p.m. è obbligato a disporre sempre il cumulo delle pene pecuniarie, sussistendo sia l'interesse del condannato a conoscere con esattezza e completezza la propria situazione esecutiva, sia quello dell'ordinamento all'instaurazione di un ordinato rapporto esecutivo unitario. (Nella specie la Corte ha ritenuto che tale attività doverosa non potesse essere omessa sol perché ad alcune pecuniarie proporzionali, in particolare per reati di contrabbando, non era applicabile il criterio moderatore dell'art. 78 c.p.) Annulla senza rinvio, Trib. Rovereto, 19 novembre 2010

Cassazione penale sez. I  29 novembre 2011 n. 47319  

 

Non può essere sciolto il cumulo di pene concorrenti al fine di considerare espiate quelle riferite a reati commessi avvalendosi delle condizioni o al fine di agevolare le associazioni di tipo mafioso che impongono la sospensione delle regole di trattamento di cui all'art. 41 bis l. 26 luglio 1975 n. 354 (cosiddetto ordinamento penitenziario), dovendosi il condannato considerare detenuto anche per tali reati in virtù del principio di unicità dell'esecuzione della pena. Rigetta, Trib.sorv. Torino, 05/08/2008

Cassazione penale sez. I  18 settembre 2009 n. 41567  

 

In tema di applicazione del regime detentivo speciale di cui all'art. 41 bis l. 26 luglio 1975 n. 354 è irrilevante la circostanza che il condannato, detenuto in virtù di un cumulo comprensivo di pene per reati legittimanti l'applicazione del predetto regime e per altri reati, abbia già espiato la parte di pena relativa ai primi reati, tenuto conto non solo del principio di unicità della pena di cui all'art. 76, comma 1, c.p., ma anche delle specifiche finalità di ordine e sicurezza del regime differenziato.

Cassazione penale sez. I  11 luglio 2008 n. 35564  

 

La competenza del giudice minorile in materia di sorveglianza permane nei confronti del minore condannato a pena detentiva anche quando sopravvenga altra condanna a pena pecuniaria per reato commesso dall'imputato divenuto maggiorenne in quanto ai sensi dell'art. 76 comma 3 c.p. deve considerarsi distinta la pena pecuniaria che concorre con altra di specie diversa.

Cassazione penale sez. I  04 novembre 2005 n. 42310  

 

In tema di applicazione del regime speciale di detenzione, deve ritenersi irrilevante la circostanza che il condannato, detenuto in virtù di un cumulo comprensivo di pene per reati legittimanti l'applicazione del regime speciale di detenzione e per altri reati, abbia già espiato parte di pena relativa ai reati ostativi, atteso il principio della unicità della pena sancito dall'art. 76 comma 1 c.p.

Cassazione penale sez. I  13 ottobre 2005 n. 39776  

 

Nel caso di cumulo di pene detentive temporanee con la pena dell'ergastolo, la decorrenza di quest'ultima è sempre quella della data di inizio della carcerazione per il reato cui essa si riferisce, sia che il medesimo sia stato commesso durante l'espiazione dello pene temporanee, sia che queste siano state inflitte per reati commessi durante l'espiazione della pena perpetua.

Cassazione penale sez. I  24 febbraio 2005 n. 17451  

 

Pur essendo vero che, ai sensi dell'art. 76 c.p., la pena cumulata deve considerarsi unica, è orientamento costante della giurisprudenza in materia di diritto penitenziario che il cumulo possa scindersi quando si tratta di verificare la sussistenza di effetti ostativi a misure o benefici penitenziari. Tale principio deve trovare applicazione anche riferimento al c.d. indultino, laddove la quota pena residua da espiare può essere imputata all'entità di pena detentiva ulteriore e sopravvenuta rispetto a quella di cui alla revoca.

Sezione Sorveglianza Torino  10 novembre 2004

 

La competenza prorogata del giudice minorile in materia di sorveglianza fino al compimento del venticinquesimo anno di età del soggetto che abbia commesso il reato quando era ancora minore degli anni 18, prevista dall'art. 3 comma 2 d.P.R. 22 settembre 1988 n. 448, permane per la pena detentiva ancora in esecuzione inflitta per il suddetto reato quando sopravvenga altra condanna a sola pena pecuniaria per reato commesso dal medesimo soggetto dopo il compimento della maggiore età; e ciò avuto riguardo, in particolare, al disposto di cui all'art. 76, comma 3 c.p., secondo cui: "se una pena pecuniaria concorre con un'altra pena di specie diversa le pene si considerano distinte per qualsiasi effetto giuridico".

Cassazione penale sez. I  07 febbraio 1996 n. 837



 
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