codice-penale
Codice penale aggiornato  al  13 Feb 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 8 codice penale: Delitto politico commesso all’estero

Il cittadino o lo straniero, che commette in territorio estero un delitto politico non compreso tra quelli indicati nel n. 1 dell’articolo precedente, è punito secondo la legge italiana, a richiesta del Ministro della giustizia.

Se si tratta di delitto punibile a querela della persona offesa, occorre, oltre tale richiesta, anche la querela.

Agli effetti della legge penale, è delitto politico ogni delitto, che offende un interesse politico dello Stato, ovvero un diritto politico del cittadino. È altresì considerato delitto politico il delitto comune determinato, in tutto o in parte, da motivi politici.


Giurisprudenza annotata

Estradizione

In tema di estradizione per l'estero, ai fini dell'individuazione dell'ambito di operatività del divieto di estradizione di cui agli art. 10 comma 4 e 26 comma 2 cost., il reato va considerato politico anche quando, indipendentemente dal bene giuridico offeso dalla condotta illecita, vi sia fondata ragione di ritenere che, proprio per la "politicità" della condotta illecita, l'estradando possa essere sottoposto nello stato straniero richiedente ad un processo non equo o all'esecuzione di una pena discriminatoria ovvero ispirata da iniziative persecutorie per ragioni politiche che ledono diritti fondamentali dell'individuo quali il diritto al rispetto del principio di uguaglianza, il diritto ad un equo processo ed il divieto di trattamenti disumani o degradanti verso i detenuti. (Fattispecie in cui la Corte ha escluso il divieto di estradizione con riferimento a condanna pronunciata all'esito di processo celebrato nel rispetto dei diritti fondamentali per reati in materia di armi asseritamente commessi al fine di tutelarsi contro iniziative di appartenenti ad altri gruppi etnici all'interno di uno Stato democratico). Rigetta, App. Roma, 31/07/2013

Cassazione penale sez. VI  23 gennaio 2014 n. 5089  

 

 

Giurisdizione penale

Di fronte ad atti delittuosi perpetrati da un soldato degli Stati Uniti nei confronti di cittadini italiani deve essere dichiarato il difetto di giurisdizione dell'autorità giudiziaria italiana.

Corte assise Roma sez. III  03 gennaio 2008 n. 21  

 

Le forze armate operanti in territorio iracheno sono soggette alla propria legge nazionale secondo il principio della legge della bandiera.

Corte assise Roma sez. III  03 gennaio 2008 n. 21  

 

L'uccisione e il ferimento di funzionari del Sismi operanti in Iraq costituisce delitto potitico ai sensi dell'art. 8 c.p., punibile a richiesta del Ministro della giustizia.

Corte assise Roma sez. III  03 gennaio 2008 n. 21  

 

 

Delitto politico

L'uccisione e il ferimento di funzionari del Sismi operanti in Iraq costituisce delitto politico ai sensi dell'art. 8 c.p., punibile a richiesta del ministro della Giustizia. Per i reati commessi da militare straniero appartenente ad una forza multinazionale, deve ritenersi che lo Stato d'invio del militare abbia giurisdizione esclusiva in ordine ai fatti da questi commessi, in forza di una norma consuetudinaria del diritto internazionale, la c.d. legge della bandiera, recepita anche dallo status of force agreement (c.d. SOFA) concluso tra il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite ed il governo provvisorio iracheno per effetto della Risoluzione n. 1546.

Corte assise Roma sez. III  03 gennaio 2008 n. 21  

 

La qualificazione di un delitto come politico data dall'art. 8 c.p. va letta alla luce dell'art. 10 Cost., secondo il quale l'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale, tra le quali si pone in particolare la Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, che obbliga gli Stati al rispetto di alcuni diritti fondamentali nei confronti di ogni persona sottoposta alla loro giurisdizione. Ne consegue che vanno definiti come politici i delitti di oggettiva gravità, commessi in danno di cittadini italiani residenti in Argentina, in esecuzione di un preciso piano criminoso diretto all'eliminazione fisica degli oppositori al regime senza il rispetto di alcuna garanzia processuale e al solo scopo di contrastare idee e tendenze politiche delle vittime, iscritte a sindacati, o partiti politici o ad associazioni universitarie, in quanto tali delitti non solo offendono un interesse politico dello Stato italiano, che ha il diritto ed il dovere di intervenire per tutelare i propri cittadini, ma anche i diritti fondamentali delle stesse vittime.

Cassazione penale sez. I  28 aprile 2004 n. 23181  

 

Sono da qualificarsi "politici", ai sensi dell'art. 8 c.p., in quanto offensivi tanto di un interesse politico dello Stato quanto dei diritti fondamentali dei cittadini, delitti quali l'omicidio volontario, il sequestro di persona e le lesioni personali volontarie che siano stati commessi in territorio estero in danno di cittadini italiani non in circostanze occasionali ma in esecuzione di un preciso piano criminoso diretto alla eliminazione fisica degli oppositori ad un determinato regime senza il rispetto di alcuna garanzia processuale ed al solo scopo di contrastare idee tendenze politiche delle vittime, in quanto iscritte a sindacati, partiti politici o associazioni universitarie (principio affermato con riguardo a procedimento instaurato in Italia a carico di un esponente del cessato regime militare argentino, cui si addebitava la commissione dei suddetti reati nell'ambito del fenomeno, all'epoca verificatosi, dei c.d. Desaparecidos).

Cassazione penale sez. I  28 aprile 2004 n. 23181  

 

 

Emigrazione ed immigrazione

Il delitto di associazione a delinquere avente ad oggetto il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, commesso all’estero da un cittadino straniero, offende un interesse politico dello Stato italiano ed è pertanto soggetto alla giurisdizione italiana ai sensi dell’art. 8 c.p., ma l’esercizio dell’azione penale è in questo caso subordinato alla richiesta del Ministro della giustizia.

Tribunale Catania sez. V  18 novembre 2005



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti