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Art. 84 codice penale: Reato complesso

Le disposizioni degli articoli precedenti non si applicano quando la legge considera come elementi costitutivi, o come circostanze aggravanti di un solo reato, fatti che costituirebbero, per se stessi, reato.

Qualora la legge, nella determinazione della pena per il reato complesso, si riferisca alle pene stabilite per i singoli reati che lo costituiscono, non possono essere superati i limiti massimi indicati negli articoli 78 e 79.


Giurisprudenza annotata

Reato complesso

La condanna irrevocabile per il reato di appropriazione indebita di determinati beni aziendali non preclude nei confronti dell'imputato, dopo l'intervento della dichiarazione di fallimento della società, l'esercizio dell'azione penale per il delitto di bancarotta fraudolenta per distrazione degli stessi beni, in quanto, pur trattandosi di fattispecie tra loro strutturalmente diverse, i rispettivi elementi costitutivi danno luogo ad un reato complesso ex art. 84 cod. pen., che determina l'assorbimento del reato di appropriazione indebita in quello di bancarotta. (Rigetta, App. Torino, 07/10/2013 )

Cassazione penale sez. V  29 ottobre 2014 n. 48743  

 

La commissione di una rapina in edificio o altro luogo destinato a privata dimora configura, dopo l'introduzione del n. 3 bis del comma 3 ell'art. 628 c.p., un "reato complesso", nel quale resta assorbito il delitto di violazione di domicilio. (Annulla in parte senza rinvio, App. Catanzaro, 07/11/2013 )

Cassazione penale sez. II  17 luglio 2014 n. 40382

 

Deve essere affermata la natura di reato autonomo del delitto di cui all'art. 9 ter, comma secondo, codice della strada (gara in velocità con morte di una o più persone come conseguenza della competizione); una volta ritenuta la morte di una o più persone elemento costitutivo di tale delitto, ai sensi dell'art. 84 c.p. non è possibile configurare il concorso tra il reato di cui al secondo comma dell'art. 9 ter e di cui all'art. 589 c.p., perdendo l'omicidio colposo la propria individualità nella più grave imputazione.

Cassazione penale sez. IV  16 maggio 2014 n. 43832  

 

Il delitto di cui all'art. 9 ter, comma 2, c. strad., che punisce la violazione del divieto di gareggiare in velocità cui consegua la morte di una o più persone, costituisce un reato autonomo e non una circostanza aggravante della fattispecie prevista dal comma primo del citato art. 9 ter, nel quale, fungendo l'evento morte da elemento costitutivo dell'illecito penale, resta assorbito ex art. 84 c.p. il reato di omicidio colposo. (Rigetta, App. Cagliari, 26/09/2013 )

Cassazione penale sez. IV  16 maggio 2014 n. 43832  

 

La fattispecie di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato o di altri enti pubblici ex art.316 ter c.p. si configura come fattispecie complessa, ex art. 84 c.p., che contiene tutti gli elementi costitutivi del reato di falso ideologico. Per tale motivo non assume rilievo la diversità del bene giuridico tutelato dalle due norme, dato che in ogni reato complesso si ha per definizione pluralità di beni giuridici protetti, a prescindere dalla collocazione sistematica della fattispecie incriminatrice. Rientra nelle valutazioni discrezionali del legislatore la scelta della natura e della qualità delle risposte sanzionatorie a condotte antigiuridiche, e quindi l'assoggettabilità dell'autore, in una determinata fattispecie, a sanzioni amministrative, pur se frammenti di queste condotte, ove non sussistesse la fattispecie complessa, sarebbero sanzionabili con autonomo titolo di reato, dovendosi fare applicazione anche in questa ipotesi del principio di specialità intercorrente tra fattispecie penali e violazioni amministrative stabilito dalla (nella specie il ricorrente si era limitato a sottoscrivere una dichiarazione attestante un reddito inferiore ad 8.263 Euro per il 2005, mentre in realtà aveva prodotto un reddito pari a 12.986 Euro e solo in base a tale dichiarazione la struttura sanitaria aveva erogato le prestazioni in regime di esonero).

Cassazione penale sez. V  26 novembre 2013 n. 1574  

 

Il reato di falso di cui all'art. 483 c.p. resta assorbito in quello di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato in tutti i casi in cui l'uso o la presentazione di dichiarazioni o documenti falsi costituiscano elementi essenziali di quest'ultimo, pur quando la somma indebitamente percepita o non pagata dal privato, non superando la soglia minima di erogazione, dia luogo a una mera violazione amministrativa. La fattispecie di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato o di altri enti pubblici, infatti, si configura come fattispecie complessa, ex art. 84 c.p., che contiene tutti gli elementi del reato di falso ideologico.

Cassazione penale sez. V  25 settembre 2013 n. 1700  

 

L'ipotesi di reato complesso ex art. 84 c.p. ricorre quando la legge considera come elementi costitutivi, o come circostanze aggravanti di un solo reato, fatti che costituirebbero, per sé stessi, reato (nella specie, relativa all'accusa mossa ad alcuni organi comunali di abusivo affidamento ad una società della progettazione ed esecuzione di opere di disinquinamento di uno stagno e l'appropriazione delle somme conseguentemente erogate, la Corte ha sottolineato che l'ingiusto vantaggio patrimoniale oggetto dell'abuso di ufficio è l'attribuzione alla società dell'affidamento della progettazione ed esecuzione delle opere per il disinquinamento dello stagno, mentre la condotta appropriativa delle somme erogate è ulteriore e successiva rispetto all'ipotesi di abuso nell'ambito della quale, pertanto, non rientra).

Cassazione penale sez. VI  13 febbraio 2013 n. 14755  

 

Il delitto di riciclaggio, che può essere occasionalmente commesso per mezzo della falsificazione di un documento, non assorbe il relativo delitto di falso documentale, non essendo possibile considerare il primo delitto come reato complesso rispetto al secondo, anche alla luce dell'art. 84 cod. pen. (Fattispecie in tema di riciclaggio di autovettura e falsificazione dei relativi documenti di accompagnamento). Rigetta, App. Milano, 27/02/2012

Cassazione penale sez. II  13 dicembre 2012 n. 2074  

 

Sussiste concorso di reati tra le contravvenzioni di guida sotto l'influenza dell'alcool e di guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti e i delitti di omicidio colposo o di lesioni personali colpose commessi, alla guida di un veicolo, con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale, da un soggetto in stato di ebbrezza ai sensi dell'art. 186, comma 2, lett. c), del codice della strada o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope (la Corte ha escluso, quindi, la ravvisabilità della figura del reato complesso di cui all'art. 84 c.p.).

Cassazione penale sez. IV  03 ottobre 2012 n. 46441  

 

In caso di omicidio colposo o di lesione colposa e di contemporanea violazione delle norme sulla circolazione stradale, non si configura una ipotesi di reato complesso, ma un mero concorso tra il delitto e la contravvenzione, e pertanto risulta inapplicabile la disposizione di cui all'art. 84 c.p.

Cassazione penale sez. IV  03 ottobre 2012 n. 46441

 

Il reato di minaccia aggravata è assorbito, in virtù del principio di cui all'art. 84 c.p., nel reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni che sia commesso mediante minaccia giacché questa, convergendo interamente nella fattispecie di cui all'art. 393 c.p., viene a perdere la sua autonomia e diviene elemento costitutivo di tale ultimo reato.

Cassazione penale sez. fer.  04 settembre 2012 n. 34538  

 



 
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