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Art. 88 codice penale: Vizio totale di mente

Non è imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, era, per infermità, in tale stato di mente da escludere la capacità di intendere o di volere.


Giurisprudenza annotata

Vizio totale di mente
Ai fini del riconoscimento della sussistenza del vizio totale o parziale di mente (e ferma restando la necessità dell'accertamento del nesso eziologico fra il disturbo rilevato, che può essere anche temporaneo, e l'azione delittuosa), acquistano rilievo solo quelle turbe della personalità di tale consistenza e gravità da determinare in concreto una situazione psichica incolpevolmente incontrollabile da parte del soggetto che, di conseguenza, non può gestire le proprie azioni e non ne percepisce il disvalore (nella specie, relativa all'accusa di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate in capo all'imputato, il quale si era presentato presso una caserma dei Carabinieri pronunziando frasi sconnesse e con chiare intenzioni suicide, a causa del prolungato periodo in cui non era riuscito a vedere la figlia a seguito della separazione dalla compagna, obbligando i militari a richiedere un trattamento sanitario obbligatorio, la Corte ha cassato la sentenza di condanna, atteso che i giudici del merito non avevano adeguatamente motivato l'incidenza esercitata, sulle ragioni e sulle modalità di svolgimento dell'azione delittuosa, dalla tipologia e dall'intensità del disturbo di personalità che avevano imposto l'adozione nei confronti dell'imputato del trattamento di ricovero).
Cassazione penale sez. VI 10 dicembre 2014 n. 53600

L'imputato va assolto dal reato ascrittogli quando emerge la mancanza d'imputabilità per vizio totale di mente all'epoca della commissione del fatto.
Tribunale Napoli sez. VI 03 dicembre 2014 n. 15963

Ai fini del riconoscimento del vizio totale o parziale di mente, rientrano nel concetto di "infermità" anche i "gravi disturbi della personalità", a condizione che il giudice ne accerti la gravità e l'intensità, tali da escludere o scemare grandemente la capacità di intendere o di volere, e il nesso eziologico con la specifica azione criminosa.
Ufficio Indagini preliminari S.Maria Capua V. 05 agosto 2014 n. 514

Ai fini del riconoscimento del vizio totale o parziale di mente, rientrano nel concetto di "infermità" anche i "gravi disturbi della personalità", a condizione che il giudice ne accerti la gravità e l'intensità, tali da escludere o scemare grandemente la capacità di intendere o di volere, e il nesso eziologico con la specifica azione criminosa.
Ufficio Indagini preliminari S.Maria Capua V. 05 agosto 2014 n. 514

Ai fini del riconoscimento del vizio totale o parziale di mente, i "disturbi della personalità" possono rientrare nel concetto di "infermità", purché siano di consistenza, intensità e gravità tali da incidere concretamente sulla capacità di intendere o di volere, escludendola o scemandola grandemente, e a condizione che sussista un nesso eziologico con la specifica condotta criminosa, per effetto del quale il fatto di reato sia ritenuto causalmente determinato dal disturbo mentale. (Nella specie, la S.C. ha annullato la decisione di merito per verificare se il vizio del gioco di azzardo potesse comportare la diminuente del vizio parziale di mente in relazione al reato di sequestro di persona a scopo di estorsione commesso da persona continuamente compulsata dall'esigenza di trovare denaro per continuare a giocare, nonostante i debiti già accumulati). (Annulla con rinvio, Ass.App. Roma, 06/06/2013)
Cassazione penale sez. I 25 giugno 2014 n. 52951

Ai fini della dichiarazione di non imputabilità per incapacità di intendere e volere, la natura della patologia psichiatrica deve essere posta in nesso di causalità con l’evento del reato. (Nel caso di specie pur essendo stato diagnosticato all’imputato un disturbo bipolare dell’umore, classificato dal DSM IV, si è ritenuto che lo stato di agitazione che aveva scatenato l’azione violenta nei confronti di due minorenni che casualmente passavano a bordo di un ciclomotore non fosse dovuta alla patologia psichiatrica bensì allo stato di ebbrezza).
Tribunale La Spezia 22 aprile 2014 n. 60

L'infermità mentale non costituisce uno stato permanente ma va accertata in relazione alla commissione di ciascun reato e, conseguentemente, non può essere ritenuta sulla sola base di un precedente proscioglimento dell'imputato per totale incapacità di intendere e di volere in altro procedimento. (Annulla con rinvio, App. Potenza, 31/10/2012 )
Cassazione penale sez. II 05 marzo 2014 n. 21826

L'accertamento della capacità di intendere e di volere dell'imputato costituisce questione di fatto la cui valutazione compete al giudice di merito e si sottrae al sindacato di legittimità se esaurientemente motivata, anche con il solo richiamo alle valutazioni delle perizie, se immune da vizi logici e conforme ai criteri scientifici di tipo clinico e valutativo. (Rigetta, Ass.App. Napoli, 11/12/2012)
Cassazione penale sez. I 17 gennaio 2014 n. 32373

In tema di perizia psichiatrica, qualora le conclusioni dei periti siano insanabilmente divergenti, il controllo di legittimità sulla motivazione del provvedimento concernente la capacità di intendere e di volere deve necessariamente riguardare i criteri che hanno determinato la scelta tra le opposte tesi scientifiche; il che equivale a verificare se il giudice del merito abbia dato congrua ragione della scelta e si sia soffermato sulla tesi che ha creduto di non dovere seguire e, nell'effettuare tale operazione, abbia tenuto costantemente presenti le altre risultanze processuali e abbia con queste confrontato le tesi recepite. (Rigetta, Ass.App. Catanzaro, 09/05/2013)
Cassazione penale sez. V 03 dicembre 2013 n. 686

Ai fini del riconoscimento del vizio totale o parziale di mente, acquistano rilievo solo quei "disturbi della personalità" che siano di consistenza, intensità e gravità tali da incidere concretamente sulla capacità di intendere o di volere, escludendola o scemandola grandemente, e a condizione che sussista un nesso eziologico con la specifica condotta criminosa, per effetto del quale il fatto di reato sia ritenuto causalmente determinato dal disturbo mentale. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto corretta la decisione del giudice di merito di escludere il vizio parziale di mente in presenza di una forma di "dipendenza da internet" di cui l'imputato si era liberato con il cambio di abitudini e l'inizio di una relazione sentimentale). Rigetta, App. Reggio Calabria, 16/02/2012
Cassazione penale sez. III 20 novembre 2013 n. 1161

L'intossicazione da alcool o da sostanze stupefacenti può influire sulla capacità di intendere e di volere soltanto qualora, per il suo carattere ineliminabile e per l'impossibilità di guarigione, provochi alterazioni psicologiche permanenti configurabili quale vera e propria malattia, dovendo escludersi dal vizio di mente di cui agli art. 88 e 89 c.p. anomalie non conseguenti ad uno stato patologico. Dichiara inammissibile, App. Brescia, 31/05/2012
Cassazione penale sez. VI 24 ottobre 2013 n. 47078



 
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