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Art. 91 codice penale: Ubriachezza derivata da caso fortuito o da forza maggiore

Non è imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, non aveva la capacità d’intendere o di volere, a cagione di piena ubriachezza derivata da caso fortuito o da forza maggiore.

Se l’ubriachezza non era piena, ma era tuttavia tale da scemare grandemente, senza escluderla, la capacità di intendere o di volere, la pena è diminuita.


Giurisprudenza annotata

Imputabilità

Affinché si possa ritenere esclusa o diminuita la imputabilità dell'agente, l'intossicazione da sostanze stupefacenti deve essere caratterizzata dalla permanenza e dall'irreversibilità e, cioè, da condizioni psichiche che permangono indipendentemente dal rinnovarsi dell'assunzione o meno di sostanze stupefacenti, condizioni che, in ogni caso, debbono essere valutate con riferimento al momento in cui il fatto-reato è stato commesso. Dichiara inammissibile, App. Salerno, 02/11/2012

Cassazione penale sez. II  15 ottobre 2013 n. 44337  

 

Il vizio di mente deriva da uno stato morboso, a sua volta dipendente da un'alterazione patologica tale da rendere certo che l'imputato, nel momento della commissione del reato, è per infermità in uno stato mentale da scemare grandemente o da escludere la capacita di intendere e volere. Ne consegue che solo in presenza di un simile stato soggettivo il giudice di merito deve essere sussistente il vizio di mente nonché il ricorso di gravi e fondanti indizi per dar luogo alla perizia psichiatrica. Nel caso di specie, il giudice dì merito, con valutazione non manifestamente illogica [...] ha ritenuto che il disturbo psichico del prevenuto - un ritardo mentale lieve - che aveva in passato condizionato frequenti episodi di furti di piccole somme di denaro, non fosse di consistenza tale da definire una incapacità o semi-incapacità di intendere e volere da potersi definire patologica. Anche se ai fini del riconoscimento del vizio totale o parziale di mente, perfino i "disturbi della personalità" possono rientrare nel concetto di "infermità", essi devono presentarsi di consistenza, intensità e gravità tali da incidere concretamente sulla capacità di intendere o di volere, escludendola o scemandola grandemente, e, ancora devono porsi in nesso eziologico con la specifica condotta criminosa, in modo tale che il fatto di reato sia ritenuto causalmente determinato dal disturbo mentale.

Cassazione penale sez. II  27 marzo 2013 n. 17086  

 

Lo stato di ubriachezza accidentale di cui all'art. 91 c.p. ricorre solo quando esso sia involontario nella causa, con l'esclusione di ogni partecipazione dolosa o colposa della volontà dell'agente. (Fattispecie relativa all'assunzione volontaria di bevande alcooliche e di metadone e cocaina)

Cassazione penale sez. VI  17 luglio 2012 n. 35543  

 

Affinché si possa ritenere esclusa o diminuita la imputabilità dell'agente, l'intossicazione da sostanze stupefacenti deve essere caratterizzata dalla permanenza e dall'irreversibilità e, cioè, da condizioni psichiche che permangono indipendentemente dal rinnovarsi dell'assunzione o meno di sostanze stupefacenti, condizioni che, in ogni caso, debbono essere valutate con riferimento al momento in cui il fatto-reato è stato commesso.

Cassazione penale sez. V  29 ottobre 2002 n. 7363  

 

Gli stati di tossicodipendenza possono produrre un'alterazione dei processi intellettivi e volitivi di un soggetto, così incidendo sulla sua imputabilità solo quando raggiungono il livello di una grave e permanente intossicazione determinante un vero e proprio stato patologico psicofisico.

Cassazione penale sez. VI  22 novembre 1988

 

L'intossicazione da sostanze stupefacenti che incide, totalmente o parzialmente, sulla capacità di intendere o di volere è, ai sensi dell'art. 95 c.p. in relazione agli artt. 88 ed 89 dello stesso codice, soltanto quella cronica, che provoca alterazioni psichiche permanenti. L'intossicazione transitoria, anche se acuta e patologica, influisce, ai sensi dell'art. 93 c.p. in relazione agli artt. 91 e 92 stesso codice, sull'imputabilità, unicamente nell'ipotesi che sia derivata da caso fortuito o forza maggiore. Lo stato di tossicodipendenza può assumere pertanto rilevanza ai fini dell'imputabilità soltanto se sul medesimo si innesti e si sovrapponga uno stato patologico alterante anche la capacità di intendere o di volere.

Cassazione penale sez. I  28 aprile 1982

 



 
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