codice-proc-civile
Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. successivo
 

Art. 1 cod. proc. civile: Giurisdizione dei giudici ordinari

La giurisdizione civile, salvo speciali disposizioni di legge, è esercitata dai giudici ordinari secondo le norme del presente codice (1).


Commento

Giurisdizione: funzione destinata a dare applicazione concreta alle norme giuridiche: è riservata esclusivamente allo Stato che la esercita in modo pubblico e autonomo, attraverso appositi organi. Si distinguono vari tipi di giurisdizione: civile, amministrativa, contabile, tributaria e penale.

 

Giurisdizione civile: attua la tutela dei diritti soggettivi dei privati e degli enti pubblici; ha ad oggetto tutte le materie che la legge non affida alla giurisdizione penale o amministrativa. La giurisdizione è esercitata da giudici ordinari (togati o onorari), a meno che non sia attribuita a giudici speciali o alle sezioni specializzate.

 

Giudice ordinario: è il soggetto che esercita la funzione giurisdizionale in materia civile e penale.

 

 

(1) L’articolo 1 dell’ordinamento giudiziario elenca i giudici ordinari. Essi sono:

— il giudice di pace;

— il tribunale ordinario (che decide generalmente in composizione monocratica, salvo i casi tassativamente previsti dall’art. 50bis, nei quali decide in composizione collegiale);

— la Corte d’appello;

— la Corte di Cassazione;

— il tribunale per i minorenni;

— il magistrato di sorveglianza;

— il tribunale di sorveglianza.

Ad essi si affiancano, in base a speciali disposizioni di legge, i giudici speciali e le sezioni specializzate. I giudici speciali non fanno parte dell’autorità giudiziaria ordinaria e si caratterizzano per il fatto d’interessarsi solo di materie determinate. Un’eccezione è rappresentata dai giudici amministrativi (tribunale amministrativo regionale e Consiglio di Stato) i quali, pur non appartenendo all’autorità giudiziaria ordinaria hanno una competenza generale in materia di interessi legittimi. Oltre ai casi di giurisdizione esclusiva, il giudice amministrativo può conoscere di questioni relative ai diritti soggettivi, incidenter tantum, quando la soluzione delle stesse è presupposto necessario per la decisione delle controversie relative ad un interesse. Si tenga presente che, in forza di quanto disposto dall’art. 102 Cost. non è possibile procedere all’istituzione di nuovi giudici speciali rispetto a quelli già esistenti. Al contrario è sempre possibile procedere all’istituzione di sezioni specializzate che, pur essendo organi degli uffici giudiziari ordinari, si caratterizzano per la specialità della composizione in quanto sono chiamati a farne parte anche soggetti non appartenenti alla magistratura, dotati di particolari conoscenze. Sono considerate sezioni specializzate: i Tribunali per i minorenni, i Tribunali regionali per le acque, le sezioni d’appello per i minorenni, le sezioni specializzate agrarie, la sezione dell’appello di Roma per i reclami avverso le decisioni dei commissari liquidatori di usi civici e le sezioni specializzate in materia di impresa (cd. Tribunale delle imprese).


Giurisprudenza annotata

  1. Giudice precostituito per legge

La garanzia del giudice naturale corrisponde a quella di giudice precostituito per legge ed è rispettata quando la regola di competenza sia prefissata rispetto all’insorgere della controversia e non è invece utilizzabile per sindacare la scelta del legislatore che si esprime nella fissazione di quella regola. Corte cost. 14 maggio 2008, n. 138.

Non è invece necessario che il giudice precostituito per legge sia individuabile in base a criteri automatici Corte cost. 23 dicembre 2008, n. 432.

 

 

  1. Questioni sulla giurisdizione in generale

Quando può affermarsi che nella specie sia rilevabile un oggettivo, e non meramente intenzionale, svolgersi di un’attività amministrativa costituente esercizio di un potere astrattamente riconosciuto alla pubblica amministrazione o ai soggetti ad essa equiparati, sussiste ogni elemento sufficiente ad affermare la giurisdizione amministrativa. Cons. St., 22 ottobre 2007, n. 12.

In relazione alle controversie tra privati la carenza di giurisdizione del giudice ordinario non è prospettabile neanche nel caso in cui si ritenga l’inesistenza nell’ordinamento di una norma che riconosca e tuteli la posizione soggettiva dedotta in giudizio, attenendo tale contestazione al fondamento della domanda stessa e non alla giurisdizione. Cass., Sez. Un., 30 giugno 1999, n. 368.

 

 

  1. Giurisdizione ordinaria

Sono devolute alla cognizione del giudice ordinario, ai sensi del criterio generale di riparto delle giurisdizioni definito dall’art. 2 L. 20 marzo 1865 n. 2248, all. E, e presupposto dall’art. 442 c.p.c. le controversie relative a tutte le prestazioni erogate nell’ambito del servizio sanitario nazionale, ricorrendo un rapporto obbligatorio tra cittadini e Amministrazione, con l’esclusione di un potere autorizzatorio. Ne consegue che la controversia relativa alla pretesa dell’assistito all’erogazione immediata e gratuita di farmaci indispensabili, che le sue indigenti condizioni economiche non gli consentono di acquistare, non rientra in alcuna delle previsioni di giurisdizione esclusiva e neppure nella giurisdizione amministrativa di legittimità, vertendo su un diritto soggettivo di credito correlato al diritto alla salute, garantito dall’art. 32 Cost. Cass., Sez. Un., 22 febbraio 2012, n. 2570, sostanzialmente conforme Cass., Sez. Un., 24 giugno 2005, n. 13548.

È manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale degli artt. 1, 5 e 6 c.p.c. e degli artt. 3 e 5 l. 31 maggio 1995 n. 218, censurati, in riferimento agli artt. 10 e 11 Cost., nella parte in cui non prevedono la giurisdizione esclusiva di uno Stato non riconosciuto sovrano dallo Stato italiano (nella specie Governo del Principato di Seborga), ma considerato tale da comunità o Stati stranieri riconosciuti dall'Italia. L'ordinanza di rimessione risulta del tutto carente di motivazione sulla rilevanza e non manifesta infondatezza, in quanto il rimettente si è limitato a indicare le norme denunciate e i parametri costituzionali da esse asseritamente lesi senza motivare riguardo al preteso contrasto (ordd. nn. 123 del 2005, 123, 161 e 164 del 2006). Corte Costituzionale  25 gennaio 2008 n. 14  

 

Proposte nei confronti sia del Ministero sia del Comune competenti, le domande con cui si chiede, da un lato, l'esatta definizione grafica dei confini della propria proprietà sulla planimetria catastale e, dall'altro lato, la condanna dei convenuti al risarcimento dei danni patiti in conseguenza dell'illegittima ed abusiva variazione grafica disposta su detta planimetria esulano dalla giurisdizione del giudice amministrativo, per rientrare, rispettivamente, in quella delle commissioni tributarie ed in quella del g.o.Consiglio di Stato sez. IV  27 marzo 2009 n. 1871  

 

Sono soggette alla giurisdizione del giudice ordinario, anche in un procedimento amministrativo di accertamento del quantum, le vicende nelle quali non sono ravvisabili momenti di valutazione comparativa degli interessi privati e pubblici in gioco, ma esclusivamente l’applicazione di un parametro di natura normativa, di cui si contesta la corretta applicazione, perché la posizione giuridica soggettiva astrattamente azionata è qualificabile come diritto soggettivo ad ottenere l’adempimento di un’obbligazione pecuniaria. Cons. St. 20 febbraio 2012, n. 872.

Sono soggette alla giurisdizione del giudice ordinario le questioni in materia di diritto alla compensazione degli oneri di servizio pubblico di trasporto. Cass., Sez. Un., 11 gennaio 2011, n. 397.

 

 

  1. Giurisdizioni speciali

Ai fini del riparto della giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo rileva non tanto la prospettazione compiuta dalle parti, quanto il petitum sostanziale, che va identificato soprattutto in funzione della causa petendi, ossia dell’intrinseca natura della posizione dedotta in giudizio. Ne consegue che appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario la controversia promossa da una società privata al fine di ottenere la condanna di una università in relazione al bando di una gara per l’affidamento dei servizi di bar, tabaccheria e valori bollati, da gestire nei locali di sua proprietà, al risarcimento dei danni subiti per effetto della condotta illecita, concretante responsabilità aquiliana, tenuta dai componenti della commissione aggiudicatrice, e dall’ufficiale rogante, nel corso della licitazione privata per l’affidamento dei nominati servizi, costituendo l’invalidazione della relativa procedura di affidamento da parte del giudice amministrativo soltanto il presupposto della domanda risarcitoria. Cass., Sez. Un., 11 ottobre 2011, n. 20902, conforme parz. Cass., Sez. Un., 8 maggio 2007, n. 10375.

 

 

 

 

 

 



 
Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti