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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 108 cod. proc. civile: Estromissione del garantito

Se il garante comparisce e accetta di assumere la causa in luogo del garantito, questi può chiedere, qualora le altre parti non si oppongano, la propria estromissione. Questa è disposta dal giudice con ordinanza; ma la sentenza di merito pronunciata nel giudizio spiega i suoi effetti anche contro l’estromesso (1).


Commento

Estromissione: mezzo col quale il giudice libera una parte dall’ulteriore partecipazione in giudizio. Garante: è colui che assume su di sé, in virtù di un rapporto obbligatorio accessorio a quello principale, l’adempimento della prestazione oggetto del rapporto principale e gravante sull’originario debitore (garantito).

 

(1) Si ritiene che la norma trovi applicazione solo nei casi di garanzia propria, cioè quando causa principale e causa di garanzia hanno in comune lo stesso titolo, anche se la giurisprudenza l’ha estesa alle ipotesi di garanzia impropria, in cui la connessione fra le cause è di mero fatto [v. 32]. L’estromissione deve essere chiesta dal garantito ed accettata dall’attore. Estromesso il garantito, il processo è proseguito da chi è tenuto a garantirlo, in qualità però di sostituto processuale. L’estromesso, infatti, rimanendo titolare del diritto sostanziale di cui si controverte, può di nuovo intervenire nel processo nonché impugnare la sentenza che spiegherà effetti anche nei suoi confronti.


Giurisprudenza annotata

  1. Presupposti.

L’estromissione, quale figura processuale, oltre che essere limitata ad ipotesi in via normativa tassativamente prefigurata (artt. 108, 109 e 111 c.p.c.) presuppone, comunque, il venir meno di ogni ragione di stare in giudizio del soggetto a cui favore l’istituto è destinato ad operare con perdita delle qualità di parte: pertanto, essa non è applicabile nel caso di più gruppi di convenuti ove, come nella specie, nell’ambito di ciascuno di essi non risulti interamente soddisfatto il corrispondente addebito. Corte conti, 21 novembre 1994, n. 156.

 

 

  1. Possibilità di contestare il provvedimento in sede di impugnazione.

Allorquando il giudice d’appello abbia pronunciato l’estromissione di una parte dal giudizio, il soccombente è legittimato a proporre il ricorso per cassazione, oltre che nei riguardi dell’altra parte, anche contro la parte estromessa, soltanto qualora impugni la sentenza anche sul punto dichiarativo della estromissione. Altrimenti, se non intende proporre ricorso sul punto della estromissione ed accetta, quindi, l’uscita dal processo della parte estromessa, egli è tenuto soltanto a notificare il ricorso ai sensi dell’art. 332 c.p.c. Cass. 13 luglio 2007, n. 15734; Cass. 13 luglio 2007, n. 15734.



 
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