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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 145 cod. proc. civile: Notificazione alle persone giuridiche

La notificazione alle persone giuridiche si esegue nella loro sede, mediante consegna di copia dell’atto al rappresentante o alla persona incaricata di ricevere le notificazioni o, in mancanza, ad altra persona addetta alla sede stessa ovvero al portiere dello stabile in cui è la sede (1). La notificazione può anche essere eseguita, a norma degli articoli 138, 139 e 141, alla persona fisica che rappresenta l’ente qualora nell’atto da notificare ne sia indicata la qualità e risultino specificati residenza, domicilio e dimora abituale (2).

La notificazione alle società non aventi personalità giuridica, alle associazioni non riconosciute e ai comitati di cui agli articoli 36 e seguenti del codice civile si fa a norma del comma precedente, nella sede indicata nell’articolo 19 secondo comma ovvero alla persona fisica che rappresenta l’ente qualora nell’atto da notificare ne sia indicata la qualità e risultino specificati residenza, domicilio e dimora abituale (3).

Se la notificazione non può essere eseguita a norma dei commi precedenti, la notificazione alla persona fisica indicata nell’atto, che rappresenta l’ente, può essere eseguita anche a norma degli articoli 140 o 143 (4).


Commento

(1) Con il termine sede si suole comprendere sia quella legale (ossia quella che risulta dall’atto costitutivo, dallo statuto, dal registro delle persone giuridiche etc.) che quella effettiva (ossia il luogo dove l’ente svolge prevalentemente la sua attività e dove si trovano la direzione e gli uffici degli amministratori), ma non eventuali sedi secondarie o di fatto.

 

(2) Il rappresentante della persona giuridica e la persona incaricata di ricevere le notificazioni sono, ai fini della consegna della copia dell’atto, posti sullo stesso piano, tant’è vero che l’addetto alla notifica può rivolgersi indifferentemente a uno dei due senza l’obbligo di ricercare prima il rappresentante. Nell’ipotesi, poi, in cui manchino tali soggetti ci si può rivolgere, in via sussidiaria, alla persona addetta alla sede, cioè a colei che è legata da un particolare rapporto anche non subordinato o provvisorio, di lavoro. A seguito della modifica introdotta dalla l. 263/2005 cit. è oggi prevista la possibilità di notificare al portiere dello stabile dove la persona giuridica ha sede: ciò al precipuo scopo di rendere più agevole la notificazione e di evitare che il destinatario la impedisca con manovre defatigatorie. Inoltre, sempre per consentire che vada a buon fine più facilmente, è ora sempre consentita la notificazione ex artt. 138, 139 e 141 alla persona fisica che rappresenta l’ente ove nell’atto da notificare ne siano indicati qualità, residenza, domicilio e dimora abituale. Nel regime precedente tale eventualità era subordinata all’impossibilità di effettuare la notifica alla sede dell’ente.

 

(3) Le notificazioni agli enti di cui al comma in esame devono essere effettuate sempre nel luogo in cui essi svolgono la propria attività in modo continuativo, anche se vi è divergenza tra questo luogo e la sede risultante dall’atto costitutivo. Inoltre, la modifica introdotta dalla l. 263/2005 estende le novità introdotte in materia di notifica al rappresentante dell’ente anche alle società prive di personalità giuridica, alle associazioni non riconosciute e ai comitati di cui agli artt. 36 ss. c.c.

 

(4) La disposizione di cui al presente comma, che è stato sostituito dalla l. 263/2005 [v. nota (2)], prevede una nuova forma residuale di notificazione alle persone giuridiche, da attivare qualora la stessa non possa eseguirsi a norma dei commi precedenti: in tal caso la notifica alla persona fisica che rappresenta l’ente potrà effettuarsi applicando le previsioni in materia di irreperibilità o rifiuto di ricevere la copia, di cui all’art. 140, o di notificazione a persona di residenza, dimora e domicilio sconosciuti ex art. 143.


Giurisprudenza annotata

  1. Notifica al legale rappresentante, a persona incaricata ed agli addetti alla sede.

 

 

1.1. Equivalenza del legale rappresentante alla persona incaricata.

Deve ritenersi valida ed efficace la notificazione compiuta presso il domicilio dell’amministratore straordinario nominato nell’ambito della procedura prevista per le grandi aziende in crisi. Cass. 28 marzo 2012, n. 4955.

 

È valida ed esistente la notificazione indirizzata ad una società ove il plico, pur recando solo il nominativo di chi la rappresenta senza riportare alcun riferimento alla qualità di rappresentante legale del destinatario, né alla ragione sociale della società, sia stato consegnato nel luogo in cui la società ha sede ed ad un incaricato in sicura relazione con la stessa. Rigetta, Comm. Trib. Reg. della Toscana, 03/03/2008

Cassazione civile sez. trib.  17 dicembre 2014 n. 26522  

 

In tema di notifiche, va sottolineato che l'art. 145 c.p.c. non consente la notifica alle società con le modalità previste dagli artt. 140 e 143 c.p.c. e con gli avvisi di deposito (l. 890/1982, art. 8), costituenti modalità equivalenti alla notificazione ex art. 140 c.p.c., che invece è riservata esclusivamente al legale rappresentante; va, dunque, ritenuta valida la notifica di un atto ad una persona giuridica presso la sede a mezzo del servizio postale: non vi sono, difatti, previsioni ostative a riguardo, purché la consegna sia effettuata a persone abilitate a ricevere il piego, poiché, in assenza di tali persone, deve escludersi la possibilità di deposito dell'atto e di conseguenti avvisi presso l'ufficio postale.

Tribunale Milano sez. VII  05 settembre 2014 n. 10813  

 

 

1.2. Legale rappresentante reperito in luogo diverso.

Ai sensi dell’art. 145 c.p.c., qualora sia impossibile eseguire la notificazione alle persone giuridiche nella loro sede, essa può essere effettuata alla persona fisica del rappresentante dell’ente; in mani proprie (art. 138 c.p.c.) o nella residenza, nella dimora o nel domicilio (art. 139 c.p.c.). Cons. St., 3 agosto 2010, n. 5145.

 

Secondo il disposto normativo di cui agli artt. 138, 139 e 145 c.p.c., qualora la notificazione non avvenga a mani proprie essa deve essere fatta nel Comune di residenza del destinatario, ricercandolo nella casa di abitazione, ovvero dove ha l’ufficio, esercita l’industria o il commercio. Qualora il destinatario dell’atto non venga, tuttavia, rinvenuto nei menzionati luoghi, l’ufficiale giudiziario è tenuto alla consegna di copia dell’atto ad una persona di famiglia o addetta alla casa, all’ufficio o all’azienda, purché non minore degli anni quattordici o non palesemente incapace. Ciò posto, la notificazione non può essere eseguita nelle mani di persona, anche se familiare e convivente (qualità questa non richiesta dall’art. 139 c.p.c., né espressamente indicata nella specie) definita quale addetta alla ricezione degli atti, assumendo rilievo tale qualità nel diverso procedimento notificatorio ex art. 145 c.p.c. Alla luce di quanto innanzi, è, nella specie, nulla la notificazione del provvedimento nel quale si dispone la immediata notifica di copia di esso all’interessato, ad esso effettuata mediante consegna non già a mani proprie, bensì a persona qualificatasi come padre dell’interessato e incaricato alla ricezione degli atti, mancando, altresì, la prova dell’intervenuta notifica della determinazione presso la residenza del destinatario, stante il verificarsi, in ipotesi siffatte, della commistione tra due modalità di notificazione, con conseguente invalidità del procedimento. T.A.R. Campania, Napoli, 2 luglio 2010, n. 16551.

 

 

1.2.1. Legale rappresentante di società cancellata.

l principio di cui all’art. 145, secondo comma, c.p.c. - nel testo antecedente alla modifica operata con l’art. 2 della legge n. 263 del 2005, inapplicabile “ratione temporis” -, secondo il quale le notifiche alle società non aventi personalità giuridica si eseguono, innanzitutto, nella sede, indicata dall’art. 19, secondo comma, c.c., ove la società svolga attività continuativa, non può operare nel caso in cui la società si sia sciolta e sia stata cancellata dal registro delle imprese in epoca anteriore alla data di notifica, non essendo più possibile, in tale ipotesi, individuare quale fosse la sede dell’attività continuativa e dovendosi, per contro, ritenere l’esito negativo della notifica presso l’indirizzo precedente lo scioglimento. Ne consegue che, nel caso anzidetto, può farsi ricorso direttamente alle forme sussidiarie di notifica previste dall’ultimo comma dell’art. 145 c.p.c. Cass. lav., 23 dicembre 2009, n. 27112.

 

 

1.2.2. Legale rappresentante e processo tributario.

In tema di notifica di atti impositivi tributari, qualora gli atti regolarmente inviati a mezzo posta ad un una società non siano stati recapitati e l’avviso del relativo deposito nell’ufficio postale sia stato regolarmente inviato nella sede della società destinataria, anche se indirizzato non alla società, ma alla persona fisica del socio legale rappresentante, non si verifica alcuna nullità della notifica, né ai sensi del primo comma dell’art. 156 c.p.c., in mancanza di espressa comminatoria di legge, né ai sensi del secondo comma della stessa disposizione, non trattandosi di carenza di un requisito formale indispensabile per il raggiungimento dello scopo, ma una mera irregolarità. Cass. 11 febbraio 2011, n. 3342.

 

 

1.2.3. Legale rappresentante e procedura fallimentare.

In tema di esercizio del diritto di difesa dell’imprenditore nel procedimento per la dichiarazione di fallimento, il rispetto dell’obbligo del tribunale di disporne la previa comparizione in camera di consiglio (come previsto dall’art. 15 legge fallim., nel testo vigente anteriormente al D.Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5), effettuando, a tal fine, ogni ricerca per provvedere alla notificazione dell’avviso di convocazione, va assicurato compatibilmente con le esigenze di speditezza ed operatività cui deve essere improntato il procedimento concorsuale; ne consegue che il tribunale resta esonerato dall’adempimento di ulteriori formalità, ancorché normalmente previste dal codice di rito, allorquando la situazione di oggettiva irreperibilità dell’imprenditore debba imputarsi a sua stessa negligenza ed a condotta non conforme agli obblighi di correttezza di un operatore economico. Cass. 8 febbraio 2011, n. 3062.

 

 

1.2.4. Notifica a familiare del legale rappresentante.

Nel caso di notifica al rappresentante legale di una società nominativamente indicato nell’atto da notificare, la consegna di quest’ultimo ad una persona di famiglia di tale rappresentante (nella specie: alla cognata) rende valida la notifica, ancorchè nella relata non sia precisato se il consegnatario dell’atto sia convivente o no con il destinatario, presumendosi la convivenza del familiare fino a prova contraria. Cass. lav., 22 gennaio 1998, n. 599.

 

 

1.3. Persona addetta alla sede.

Ai fini della regolarità della notificazione di atti a persona giuridica mediante consegna a persona addetta alla sede(art. 145, primo comma, c.p.c.), è sufficiente che il consegnatario si trovi presso la sede della persona giuridica destinataria, non occasionalmente, ma in virtù di un particolare rapporto che, non dovendo essere necessariamente di prestazione lavorativa, può risultare anche dall’incarico, pur se provvisorio e precario, di ricevere le notificazioni per conto della persona giuridica. La prova dell’insussistenza di un rapporto siffatto, nel caso in cui il consegnatario si sia qualificato addetto alla ricezione degli atti per la persona giuridica destinataria, dev’essere fornita da quest’ultima ed il relativo onere non è adempiuto con la sola dimostrazione dell’insussistenza di un rapporto di lavoro subordinato fra consegnatario ed ente destinatario della notifica, attesa l’accennata configurabilità di altri rapporti idonei a conferire la richiesta qualità. Cass. lav., 2 luglio 2010, n. 15798.

 

 

1.4. Persona incaricata della ricezione.

Ai fini della regolarità della notificazione di atti a persona giuridica, ai sensi dell’art. 145, c.p.c., presso la sede legale ovvero presso quella effettiva ex art. 46 comma 2, c.c., è sufficiente che il consegnatario sia legato alla persona giuridica stessa da un particolare rapporto che, non dovendo necessariamente essere di prestazione lavorativa, può risultare anche dall’incarico, eventualmente provvisorio o precario, di ricevere la corrispondenza; sicché, qualora dalla relazione dell’ufficiale giudiziario risulti in alcuna delle predetti sedi la presenza di una persona che si trovava nei locali della sede stessa, è da presumere che tale persona fosse addetta alla ricezione degli atti diretti alla persona giuridica, anche se da questa non dipendente, mentre la società, per vincere la presunzione in parola, ha l’onere di provare che la stessa persona, oltre a non essere un suo dipendente, non era neppure addetta alla sede per non averne mai ricevuto incarico alcuno, nel senso che la prova dell’insussistenza di un rapporto siffatto non è adempiuto con la sola dimostrazione dell’inesistenza d’un rapporto di lavoro subordinato tra la persona in questione ed il destinatario della notifica, attesa la configurabilità di altri rapporti idonei a conferire la richiesta qualità. Cons. St., 3 agosto 2010, n. 5145.

 

 

1.5. Persona occasionalmente presente.

Qualora la notifica di un atto ad una persona giuridica sia stata eseguita a mani di persona solo occasionalmente presente nella sede dell’ente e, come tale, non legittimata a ricevere l’atto per conto e nell’interesse del destinatario, incombe a quest’ultimo la prova dell’inesistenza di un qualsiasi rapporto tra esso notificando e il consegnatario dell’atto. Cass. 29 maggio 1998, n. 5304.

 

 

  1. Sede legale e sede effettiva.

L’iscrizione nel registro delle imprese circa il trasferimento di sede da una provincia ad un’altra deve intendersi perfezionata nel momento nel quale avviene la cancellazione nel registro della provincia di provenienza. Cass. 13 marzo 2012, n. 3959.

 

 

2.1. Tutela dei terzi.

In materia di notificazione degli atti alle persone giuridiche, la norma di cui all’art. 145, comma primo, c.p.c., dispone che detta notificazione deve eseguirsi nella loro sede, mediante consegna di copia dell’atto al rappresentante o alla persona incaricata di ricevere le notificazioni ovvero, in mancanza, agli addetti alla sede stessa o, ancora, al portiere dello stabile in cui è la sede. Qualora nell’atto ne sia specificata la qualità, nonchè residenza, domicilio e dimora abituale, detta notificazione può anche essere eseguita, ex artt. 138, 139 e 141 c.p.c., anche alla persona fisica che rappresenta l’ente. Il dettato codicistico in oggetto deve, tuttavia, trovare coordinamento con il disposto di cui all’art. 46 c.c., nella parte in cui sancisce che, ai fini della notificazione, qualora la sede legale della persona giuridica sia diversa da quella effettiva, i terzi possono considerare come sede della persona giuridica anche quest’ultima. Alla luce di quanto innanzi, rilevato che nella specie la ricorrente provava di aver indirizzato gli atti introduttivi del giudizio presso la sede legale della controinteressata, nonchè, avutane conoscenza dall’organo notificatore, presso la sede operativa della medesima, non pare potersi rinvenire un motivo determinante una nullità o addirittura una inesistenza dell’atto comunicativo, come contrariamente ritenuto dalla controinteressata medesima. T.A.R. Puglia, Bari, 3 giugno 2009, n. 1379.

 

 

2.2. Definizione di sede effettiva.

È valida la notificazione eseguita nella sede effettiva anziché presso la sede legale di una società avente personalità giuridica, – quale luogo in cui hanno concreto svolgimento le attività amministrative e di direzione dell’ente e dove operano i suoi organi amministrativi o i suoi dipendenti, ossia il luogo deputato e stabilmente utilizzato per l’accentramento dei rapporti interni e con i terzi in vista del compimento degli affari dell’ente medesimo. Cass. 24 novembre 2011, n. 24842.

 

 

2.3. Onere di prova a carico del notificante in caso di contestazione sulla sede effettiva.

La notifica del ricorso introduttivo del giudizio notificata all’indirizzo già corrispondente alla sede legale della società, poi trasferita altrove, è affetta da nullità e non da inesistenza in quanto effettuata in un luogo o a soggetti che, pur diversi da quelli stabiliti dalla legge, hanno un riferimento con il destinatario della notificazione. Cass. 23 agosto 2011, n. 17478.

 

 

2.4. Sede secondaria.

Salvo il caso di consegna dell’atto od avviso in mani proprie, la notificazione di atti tributari deve essere effettuata nel domicilio fiscale del contribuente ovvero, per i soggetti diversi dalle persone fisiche, nel comune ove sia stabilita la sede legale o, in mancanza, quella amministrativa, sede secondaria, stabile organizzazione oppure nel luogo nel quale l’attività è prevalentemente esercitata. Le notificazioni destinate alle persone giuridiche soggiacciono al disposto dell’art. 145 c.p.c. che prescrive la notifica presso la sede mediante consegna di copia alla persona incaricata di ricevere le notificazioni o persona addetta alla sede medesima. L’impossibilità di eseguire la notifica consente, laddove nell’atto sia indicata la persona fisica legale rappresentante di applicare le disposizioni di cui agli artt. 138, 139 e 141 c.p.c. Cass. 23 giugno 2006, n. 14664.

 

 

2.4.1. Filiali o succursali di istituti bancari.

In tema di notificazioni alle persone giuridiche, deve intendersi per “sede effettiva” il luogo in cui abbiano concreto svolgimento le attività amministrative e di direzione dell’ente, e dove operino i suoi organi amministrativi o i suoi dipendenti con poteri direttivi, ossia il luogo deputato o stabilmente utilizzato per l’accentramento, nei rapporti interni e con i terzi, degli organi e degli uffici in vista del compimento degli affari e della propulsione dell’attività dell’ente stesso Cass. 4 agosto 2000, n. 10243.

 

 

2.5. Mancato reperimento di addetti o chiusura sede.

È irrituale l’avviso di accertamento nei confronti di una società che è risultata irreperibile e notificato a persona che in quel momento non era più l’amministratore. Tale avviso notificato al socio - motivato per relationem a tale atto non allegato - deve perciò essere annullato. Comm. trib. reg. Lazio, Roma, 1 febbraio 2011, n. 91.

 

Secondo il disposto normativo di cui agli artt. 138, 139 e 145 c.p.c., qualora la notificazione non avvenga a mani proprie essa deve essere fatta nel Comune di residenza del destinatario, ricercandolo nella casa di abitazione, ovvero dove ha l’ufficio, esercita l’industria o il commercio. Qualora il destinatario dell’atto non venga, tuttavia, rinvenuto nei menzionati luoghi, l’ufficiale giudiziario è tenuto alla consegna di copia dell’atto ad una persona di famiglia o addetta alla casa, all’ufficio o all’azienda, purché non minore degli anni quattordici o non palesemente incapace. Ciò posto, la notificazione non può essere eseguita nelle mani di persona, anche se familiare e convivente (qualità questa non richiesta dall’art. 139 c.p.c., né espressamente indicata nella specie) definita quale addetta alla ricezione degli atti, assumendo rilievo tale qualità nel diverso procedimento notificatorio ex art. 145 c.p.c. Alla luce di quanto innanzi, è, nella specie, nulla la notificazione del provvedimento nel quale si dispone la immediata notifica di copia di esso all’interessato, ad esso effettuata mediante consegna non già a mani proprie, bensì a persona qualificatasi come padre dell’interessato e incaricato alla ricezione degli atti, mancando, altresì, la prova dell’intervenuta notifica della determinazione presso la residenza del destinatario, stante il verificarsi, in ipotesi siffatte, della commistione tra due modalità di notificazione, con conseguente invalidità del procedimento. T.A.R. Campania, Napoli, 2 luglio 2010, n. 16551.

 

 

  1. Società di persone.

Deve ritenersi correttamente notificato l’avviso di accertamento alla sede legale di società non residente nonché presso la residenza dichiarata nel territorio dello Stato notiziando altresì la sede legale dell’avvenuta notifica presso il recapito in Italia. Tale procedura non solo è conforme alla legge ma ha concretamente posto il destinatario nella condizione di conoscere l’atto impositivo ed i suoi contenuti al fine di esercitare il diritto di difesa, ancorché l’Amministrazione finanziaria non sia tenuta ad effettuare notifiche all’estero. Comm. trib. prov. Veneto, Belluno, 14 gennaio 2008, n. 174.

 

 

3.1. Generalità.

Le notificazioni alle società non aventi personalità giuridica, ai sensi dell’articolo 145, secondo comma, c.p.c. - nel testo non novellato dall’articolo 2 della legge 28 dicembre 2005 n. 263 inapplicabile nella specie “ratione temporis” - si eseguono nella sede indicata dall’articolo 19, comma secondo dello stesso codice, ove le società svolgano attività continuativa, mediante consegna di copia dell’atto al rappresentante della società o alla persona incaricata di ricevere le notificazioni o, in mancanza, ad altra persona addetta alla sede stessa, mentre le forme sussidiarie di notificazione previste dall’ultimo comma dell’articolo 145 c.p.c. sono applicabili solo quando la notificazione sia stata tentata senza successo nella sede predetta, la cui individuazione, in caso di contestazione, è riservata al giudice di merito e quindi non è censurabile in sede di legittimità. Cass. 18 settembre 2006, n. 20104.

 

 

3.2. Notifica in unica copia.

La notificazione dell’atto di impugnazione ad una società, pure se questa sia, come la società di fatto, una società di persone, deve essere eseguita mediante consegna di un’unica copia, indipendentemente dal numero dei soci che ne abbiano assunto la rappresentanza processuale, poichè la società, ancorchè - come quella di persone - priva di responsabilità giuridica, costituisce un soggetto unitario, distinto, anche ai fini processuali, dai singoli soci. Cass. 6 novembre 2002, n. 15538.

 

 

3.2.1. Processo tributario.

In tema di contenzioso tributario, qualora l’Agenzia delle Entrate abbia partecipato al giudizio d’appello, instaurato successivamente al 1 gennaio 2001, senza il patrocinio dell’Avvocatura dello Stato, la notifica della sentenza impugnata va effettuata, ai fini della decorrenza del termine breve, non nei confronti dell’Avvocatura distrettuale, ma nei confronti della sede centrale dell’Agenzia o alternativamente nei confronti degli uffici periferici della stessa, esclusivamente utilizzando le modalità previste, per la notifica delle sentenze delle Commissioni tributarie, dall’art. 38 del D.Lgs. n. 546 del 1992. Cass. 9 aprile 2010, n. 8507.

 

 

  1. Associazioni non riconosciute.

Qualora la notificazione di un atto sia avvenuta presso la sede di un’associazione non riconosciuta a mani di persona ivi rinvenuta che abbia dichiarato all’ufficiale giudiziario di essere addetta alla ricezione degli atti, deve presumersi la regolarità della notificazione, incombendo alla parte destinataria la prova dell’insussistenza di qualsiasi rapporto tra esso notificando ed il consegnatario dell’atto che renda l’avvenuta notificazione illegittima. Cass. 18 gennaio 2001, n. 718.

 

 

4.1. Persona addetta alla ricezione atti.

A norma del combinato disposto degli artt. 139 e 145 c.p.c., la notificazione alla persona giuridica non può essere effettuata, in mancanza delle persone menzionate da quest’ultima norma, in mani del portiere dello stabile in cui essa ha sede, ed il richiamo all’art. 139 cit. opera soltanto per l’eventualità che l’atto da notificare faccia menzione della persona fisica che rappresenta l’ente. Né la conseguente nullità della notifica può essere sanata a seguito dell’impugnazione della cartella di pagamento, essendo evidente che il raggiungimento dello scopo non può che essere rappresentato dall’impugnazione dell’atto invalidamente notificato e non di un atto diverso, che nella definitività del primo trovi soltanto il suo presupposto. Cass. 28 febbraio 2011, n. 4962.

 

 

  1. Casistica.

La sanatoria dettata dalle norme processuali può operare soltanto se il conseguimento dello scopo avvenga prima della scadenza del termine di decadenza - previsto dalle singole leggi d’imposta - per l’esercizio del potere di accertamento. Cass. 31 maggio 2011, n. 12007.

 

 

5.1. Accertamenti tributari e domicilio fiscale.

L’accertamento tributario (nella specie, in materia di IVA), se inerente a crediti i cui presupposti si siano determinati prima della dichiarazione di fallimento del contribuente o nel periodo d’imposta in cui tale dichiarazione è intervenuta, deve essere notificato non solo al curatore - in ragione della partecipazione di detti crediti al concorso fallimentare o, comunque, della loro idoneità ad incidere sulla gestione dei beni e delle attività acquisiti al fallimento - ma anche al contribuente e, quindi, qualora quest’ultimo abbia la forma di una società in accomandita semplice, al socio accomandatario in carica, alla data della notifica; l’accertamento va, altresì notificato al socio accomandatario cessato in precedenza dalla carica, con riferimento ai crediti insorti durante il periodo della sua amministrazione, se l’Ufficio intenda agire anche nei suoi confronti come coobligato solidale con la società, ai sensi dell’art. 2313 c.c. Cass. 13 ottobre 2011, n. 21074.

 

 

5.2. Pluralità di liquidatori.

La notificazione dell’atto di impugnazione ad una società che sia rappresentata congiuntamente da due liquidatori può essere eseguita ad uno soltanto di essi, non essendo questa ipotesi equiparabile a quella della pluralità di parti processuali, nella quale è previsto l’obbligo della notifica dell’impugnazione mediante consegna di una pluralità di copie dell’atto. Cass. 27 dicembre 2004, n. 24025.

 

 

5.3. Intimazione di sfratto.

Nell’ipotesi di notificazione dell’intimazione di sfratto ad una persona giuridica mediante consegna di copia dell’atto ad uno dei soggetti indicati dall’art. 145 c.p.c. primo comma non è necessaria la spedizione dell’avviso all’ente intimato prevista dall’ultimo comma dell’art. 660 c.p.c., atteso che tale adempimento è previsto solo in caso di notifica non a mani proprie del soggetto intimato, ipotesi non configurabile nel caso di notifica a persona giuridica, in quanto l’art. 138 c.p.c. prevede la “notificazione a mani proprie” solo in relazione a persone fisiche; ne consegue che non può considerarsi nulla la notifica dell’intimazione di sfratto ad un Comune che, come nella specie, sia stata effettuata presso il palazzo municipale mediante consegna di copia al capo ufficio di segreteria e non sia stata seguita dalla spedizione dell’avviso prevista dall’ultimo comma del citato art. 660 c.p.c. Cass. 5 agosto 2002, n. 11702.

 

 

  1. Applicabilità degli artt. 140 e 143.

 

 

6.1. Generalità.

Gli atti tributari devono essere notificati al contribuente persona giuridica presso la sede della stessa, entro l’ambito del domicilio fiscale, secondo la disciplina dell’art. 145, comma 1, c.p.c. Qualora tale modalità risulti impossibile, si applica il successivo comma 3, e la notifica dovrà essere eseguita ai sensi degli artt. 138, 139 e 141 c.p.c., alla persona fisica che rappresenta l’ente. Cass. 31 maggio 2011, n. 12007.

 

 

6.2. Presupposti per l’applicabilità dell’art. 140.

In materia di notificazioni, con particolare riferimento alle disposizioni in tema di notificazione alle società di capitali, e più in generale, alle persone giuridiche contenute nell’art. 145 c.p.c., se la notificazione non può essere eseguita con le modalità stabilite nella prima parte del citato articolo, ossia mediante consegna di copia dell’atto al rappresentante o alla persona incaricata di ricevere le notificazioni o, in mancanza, ad un’altra persona addetta alla sede stessa e nell’atto è indicata la persona fisica che rappresenta l’ente, si osservano, in applicazione del comma 1 seconda parte del citato art. 145, le disposizioni di cui agli artt. 138, 139 e 141, c.p.c. Se neppure l’adozione di tali modalità consente di pervenire alla notificazione, si può procedere con le formalità dell’art. 140 c.p.c. (nei confronti del legale rappresentante, se indicato nell’atto e purché abbia un indirizzo diverso da quello della sede dell’ente). Ove neppure ricorrano i presupposti per l’applicazione di tale norma (come nel caso in cui l’indirizzo della società risulti riferito ad un luogo in cui essa non abbia sede), e nell’atto sia indicata la persona fisica che rappresenta l’ente (la quale tuttavia risulti di residenza, dimora e domicilio sconosciuti), la notificazione potrà essere eseguita nei confronti di detto legale rappresentante ricorrendo alle formalità dettate dall’art. 143 c.p.c. Trib. Genova, 12 aprile 2011.

 

In merito alla notificazione alla società dell’istanza di fallimento il procedimento previsto dagli artt. 15 e ss. L.F. - R.D. n. 267/1942 - stabilisce che il debitore deve essere posto a conoscenza del ricorso mediante notifica formale, da eseguirsi secondo le norme del codice di rito, ovvero ai sensi dell’art. 145 c.p.c. se si tratti di persona giuridica. Solo nei casi in cui non sia possibile la consegna dell’atto mediante le formalità sopra indicata è possibile procedere ai sensi dell’art. 140 c.p.c. App. Bologna, 10 settembre 2010.

 

 

6.2.1. Esclusione per il caso di notifica alla sede effettiva.

La notifica con le modalità di cui all’art. 140 c.p.c. è consentita anche nei confronti delle persone giuridiche solo nel caso di notifica presso la sede legale e non anche di notifica presso la sede effettiva. Cass. lav., 10 aprile 2000, n. 4529.

 

 

6.3. Necessità dell’indicazione della persona fisica del legale rappresentante.

La notificazione alle persone giuridiche deve essere eseguita con le modalità prescritte dall’art. 145 c.p.c. Se nell’atto è indicata la persona fisica che rappresenta l’ente si osservano le disposizioni degli artt. 138, 139 e 141 c.p.c.; laddove neppure l’adozione di tali modalità consente la notificazione, si procede con le formalità dell’art. 140 c.p.c., nei confronti del legale rappresentante, se indicato nell’atto, ovvero direttamente nei confronti della società), ricorrendo, in via residuale, alle formalità dettate dall’art. 143 c.p.c. Cass. 12 gennaio 2011, n. 613.

 

 

6.4. Presupposti per l’applicabilità dell’art. 143.

È valida la notifica di un atto ad una persona giuridica presso la sede a mezzo del servizio postale, non essendovi alcuna previsione di legge ostativa al riguardo, purchè mediante consegna a persone abilitate a ricevere il piego, mentre, in assenza di tali persone, deve escludersi la possibilità del deposito dell’atto e dei conseguenti avvisi presso l’ufficio postale; l’art. 145 c.p.c., infatti, non consente la notifica alla società con le modalità previste dagli art. 140 e 143 c.p.c., e, quindi, con gli avvisi di deposito di cui all’art. 8 della legge 20 novembre 1982, n. 890, che costituiscono modalità equivalenti alla notificazione ex art. 140 c.p.c., essendo questa riservata esclusivamente al legale rappresentante. Cass. 13 settembre 2011, n. 18762.

 



 
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