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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 148 cod. proc. civile: Relazione di notificazione

L’ufficiale giudiziario certifica l’eseguita notificazione mediante relazione da lui datata e sottoscritta, apposta in calce all’originale e alla copia dell’atto (1) (2).

La relazione indica la persona alla quale è consegnata la copia e le sue qualità, nonchè il luogo della consegna, oppure le ricerche, anche anagrafiche, fatte dall’ufficiale giudiziario, i motivi della mancata consegna e le notizie raccolte sulla reperibilita’ del destinatario.


Commento

Relazione di notificazione: certificazione scritta dell’avvenuta notifica (detta anche relata di notifica), che l’ufficiale giudiziario deve stendere in calce all’originale e alla copia dell’atto. Le indicazioni contenute nella relazione (che ha natura di atto pubblico), valgono come prova fino a querela di falso. La redazione della relazione  rappresenta l’attività giuridica compiuta dall’ufficiale giudiziario insieme a quella materiale, costituita dalla consegna della copia dell’atto da notificare.

 

(1) Se nella relazione manca la data o l’indicazione del luogo di consegna dell’atto si verifica una nullità insanabile. Mentre è considerata inesistente la relata priva di sottoscrizione.

 

(2) Nell’ipotesi di discordanza tra la relata apposta sull’originale e quella redatta sulla copia dell’atto notificato, si applica il principio secondo il quale prevale ciò che risulta dalla copia consegnata alla parte.

 


Giurisprudenza annotata

  1. Funzione.

Nel procedimento di cassazione, nell’ipotesi in cui la notifica del ricorso non sia andata a buon fine per causa non imputabile al ricorrente, il deposito tempestivo, nel termine di cui all’art. 369, primo comma, c.p.c., del ricorso medesimo e dell’istanza formulata ai sensi dell’’art. 184 bis, c.p.c., applicabile “ratione temporis” consente la concessione della rimessione in termini e la fissazione di un termine perentorio per provvedere alla rinnovazione della notifica del ricorso. Cass. 29 ottobre 2010, n. 22245.

 

 

1.1. Esclusività della relata quale prova dell’avvenuta notifica.

Ai fini dell’esatta formalizzazione dell’adempimento notificatorio per come predisposta dall’art. 148 c.p.c., occorre che l’ufficiale giudiziario certifichi l’eseguita attività mediante relazione da lui datata e sottoscritta apposta in calce all’originale ed alla copia dell’atto. Siffatta previsione è stabilita a tutela dell’attività di notificazione degli atti, ovvero della regolare consegna di copia integrale di questi ultimi, in osservanza del principio della loro consegna in conformità all’originale. Ne consegue che solo la regolare esecuzione di tale adempimento conferisce fede privilegiata alla relazione redatta dal Pubblico Ufficiale; viceversa, il mancato rispetto della richiamata formalità impedisce il prodursi dell’effetto giuridico derivante dalla notificazione che, pertanto, deve considerarsi nulla, perché priva dei requisiti formali indispensabili per il raggiungimento dello scopo ad essa sotteso. Giudice di pace Palermo, 22 aprile 2001.

 

 

1.2. Irrilevanza di successive annotazioni o dichiarazioni del notificante.

In tema di notificazione, l’attività dell’ufficiale giudiziario deve trovare riscontro unicamente nella relazione prevista dall’art. 148 c.p.c., senza che le risultanze di tale relazione possano essere integrate da successive dichiarazioni del notificatore ovvero da annotazioni sul registro cronologico dell’ufficio notifiche, le quali, estranee al procedimento di notificazione, sono prescritte al diverso fine di assicurare la quotidiana e fedele registrazione degli atti compiuti, mentre l’attestazione con la quale l’ufficiale giudiziario, ai sensi del citato art. 148, da atto dell’avvenuta notificazione, apponendovi la data e la firma, costituisce attività direttamente compiuta dal medesimo ufficiale giudiziario (senza alcun margine di apprezzamento discrezionale o di libera valutazione) e quindi atto pubblico assistito da fede privilegiata, la cui efficacia probatoria può essere posta nel nulla solo mediante la querela di falso; con la conseguenza che soltanto la querela di falso - proponibile anche nel giudizio di cassazione, qualora riguardi atti o documenti che abbiano attinenza con il giudizio di legittimità - potrebbe consentire di rettificare, con accertamento compiuto dal giudice esclusivamente competente ex art. 9 c.p.c. e mediante i provvedimenti accessori di rettificazione ai sensi dell’art. 226 c.p.c., in relazione all’art. 480 - ora 537 - c.p.p., l’eventuale errore nell’indicazione, nella relata ex art. 148 cit., della data della notifica del ricorso per cassazione. Cass. 18 settembre 2003, n. 13748.

 

 

1.3. Limiti all’accertamento giudiziale.

La prova dell’avvenuta notificazione può essere fornita soltanto mediante la produzione in giudizio della “relata” dell’ufficiale giudiziario, che è l’unico atto idoneo a fornire la certificazione dell’avvenuta notificazione, e con essa l’attestazione della relativa data e delle modalità di esecuzione, essendo preclusa al giudice la possibilità di desumere i predetti elementi da una diversa fonte di prova; ne consegue che, in caso di mancata produzione in giudizio di tale relata, la asserita notificazione non può essere ritenuta esistente. Cass. lav., 5 luglio 2003, n. 10636.

 

 

  1. Efficacia probatoria privilegiata della relata.

Poiché la relazione di notificazione si riferisce, di norma, all’atto notificato, così come strutturato, in assenza di indicazioni difformi deve presumersi che la notificazione sia stata effettuata nel luogo in esso indicato, sicché l’omessa indicazione del detto luogo nella “relata”, ove emendabile col riferimento alle risultanze dell’atto, non comporta nullità della notificazione, ma mera irregolarità formale, non essendo la nullità prevista dall’art. 160 c.p.c. Cass. 3 marzo 2010, n. 5079.

 

 

2.1. Generalità.

Qualora la notificazione di un atto processuale sottoposta a termine perentorio non abbia avuto esito positivo per cause non imputabili al notificante, questi ha la facoltà e l’onere di provvedere, entro un termine ragionevole, ad una seconda notifica, con efficacia retroattiva alla data della prima. Cass. 12 dicembre 2011, n. 26518.

 

 

2.2. Ambiti coperti da fidefacenza.

In tema di notificazioni, per contestare il contenuto della relata di notifica, ove è attestato che l’ufficiale giudiziario ha compiuto tutte le formalità prescritte, ivi compresa la spedizione della raccomandata in una certa data, è necessaria la proposizione della querela di falso, esercitando l’ufficiale giudiziario pubbliche funzioni, con la conseguenza che i suoi atti soggiacciono alla disciplina di cui all’art. 2700 c.c., perchè attestanti le operazioni da lui compiute. Cass. 22 febbraio 2010, n. 4193.

 

 

2.3. Ambiti non coperti da fidefacenza.

Poiché la relata di notifica costituisce un atto pubblico, in quanto proviene da un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni, le attestazioni di essa, inerenti alle attività direttamente svolte dall’ufficiale giudiziario, fanno piena prova fino a querela di falso; è pertanto assistito dall’efficacia probatoria privilegiata di cui all’art. 2700 c.c. l’accertamento, compiuto direttamente dall’ufficiale giudiziario, dell’insussistenza di ogni rapporto di collegamento tra il procuratore della parte e l’indirizzo da lui indicato come proprio domicilio professionale. Cass. 9 febbraio 2001, n. 1856.

 

 

2.3.1. Contestazione della mancanza di determinate qualità.

La mancanza della qualità di dipendente del destinatario dell’atto attribuita nella relata di notifica alla persona alla quale è stata consegnata la copia dell’atto notificato può essere contestata con qualsiasi idoneo mezzo di prova, poichè la relazione di notificazione in ordine all’esistenza di rapporti del genere non è dotata di quella piena efficacia probatoria che può essere superata soltanto mediante lo strumento della querela di falso. Cass. 28 giugno 2000, n. 8799.

 

 

  1. Attestazioni essenziali e non essenziali.

In materia di procedimento civile, l’omessa indicazione della data dell’eseguita notifica nella copia dell’atto consegnata al destinatario assume rilievo nel caso in cui dalla notificazione decorra un termine perentorio entro il quale il destinatario deve esercitare determinati diritti, in quanto siffatta mancanza concreta una nullità insanabile, venendo ad ostacolare in maniera grave l’esercizio dei diritti stessi. Ne consegue che, ove l’anzidetta omissione riguardi la notificazione della sentenza, ai fini della relativa impugnazione troverà applicazione il termine “lungo” di cui all’art. 327 c.p.c. e non già quello “breve” ex art. 326 c.p.c. Cass. 29 agosto 2011, n. 17688.

 

 

3.1. Attestazioni essenziali: la data di esecuzione della notifica.

La notificazione della cartella esattoriale per la riscossione di contributi previdenziali è soggetta alla disciplina degli artt. 148 e 160 c.p.c., per cui la mancata indicazione della data di consegna nella copia della cartella in possesso del destinatario comporta la nullità insanabile della notificazione e impedisce la decorrenza del termine per proporre opposizione. Cass. lav., 13 gennaio 2012, n. 398.

 

 

3.1.1. Necessità di stendere la relata anche sulla copia consegnata al destinatario.

Ai fini della validità della notifica, in caso di contrasto tra i dati risultanti dalla copia di relata allegata all’originale e i dati risultanti dalla copia consegnata al destinatario, occorre far riferimento alle risultanze ricavabili dalla copia in possesso del destinatario, mentre, ove in questa manchi qualche elemento essenziale, la sua presenza nella relata allegata all’originale non è idonea ad escludere la nullità della notifica. Tuttavia, se la persona fisica del destinatario è conformemente attestata nelle due relate, e la specifica qualità, che legittima a ricevere l’atto, sia attestata solo nella relata apposta all’originale, da ciò non consegue alcuna nullità, non essendo contestata l’identità della persona, nè la titolarità della sua specifica qualità. Cass. 15 giugno 2010, n. 14375.

 

 

3.1.2. Indicazione delle generalità del destinatario: necessità a meno di sicura identificabilità.

L’indicazione nella relazione di notificazione, da parte dell’ufficiale giudiziario, delle generalità e della qualità della persona cui la copia è consegnata, è richiesta dall’art. 148 c.p.c. quale elemento necessario per verificare la sussistenza di quel rapporto familiare o professionale tra destinatario dell’atto e consegnatario sul quale l’art. 139 c.p.c. pone l’affidamento che l’atto stesso sarà portato a conoscenza del primo. Tale esigenza, invece, non ricorre nella diversa ipotesi in cui il soggetto trovato sul posto rifiuti - sempre che non si tratti dello stesso destinatario - di ricevere la copia, configurandosi in tale ipotesi una situazione sostanzialmente conforme a quella della irreperibilità delle persone legittimate alla ricezione. Cass. 31 marzo 2010, n. 7809.

 

 

3.1.3. Omessa o incompleta indicazione nella relata della citazione del nominativo di una delle parti in causa: rilevanza.

In tema di notificazione di un atto di impugnazione, tempestivamente consegnato all’ufficiale giudiziario, qualora la notificazione non si sia perfezionata per cause non imputabili al notificante (quale, in particolare, l’avvenuto trasferimento del difensore domiciliatario, non conoscibile da parte del notificante) e l’ufficiale giudiziario abbia appreso, già nel corso della prima tentata notifica, il nuovo domicilio del procuratore, il procedimento notificatorio non può ritenersi esaurito ed il notificante non incorre in alcuna decadenza, non potendo ridondare su di lui la mancata immediata rinotifica dell’atto da parte dell’ufficiale giudiziario, non dipendente dalla sua volontà, ove provveda con sollecita diligenza (da valutarsi secondo un principio di ragionevolezza) a rinnovare la richiesta di notificazione, a nulla rilevando che quest’ultima si perfezioni successivamente allo spirare del termine per proporre gravame. Cass. 30 settembre 2011, n. 19986.

 

 

3.2. Attestazioni non essenziali: indicazione dell’ora di esecuzione della notifica.

L’indicazione dell’ora di esecuzione della notifica non è essenziale ai fini della certezza, validità ed efficacia dell’atto, atteso che, per il suo compimento, la legge processuale assegna un termine a giorni. Cass. 31 agosto 2005, n. 17568.

 

 

3.2.1. Processo tributario.

L’art. 148 c.p.c. (applicabile al processo tributario in forza del rinvio operato dall’art. 16, comma 2, D.Lgs. 31 dicembre 1992 n. 546) non prescrive che, nella relazione di notifica, l’ufficiale giudiziario debba indicare, oltre alla data, anche l’ora della notificazione. Cass. 7 ottobre 2002, n. 14342.

 

 

3.2.2. Luogo di notifica.

In tema di notificazione di atti processuali (nella specie, l’impugnazione di una sentenza ai sensi dell’art. 330 c.p.c.), qualora la notificazione dell’atto, da effettuarsi entro un termine perentorio, non si concluda positivamente per circostanze non imputabili al richiedente, quali l’intervenuto mutamento del luogo in cui ha sede lo studio del procuratore costituito, questi ha la facoltà e l’onere - anche alla luce del principio della ragionevole durata del processo, atteso che la richiesta di un provvedimento giudiziale comporterebbe un allungamento dei tempi del giudizio - di richiedere all’ufficiale giudiziario la ripresa del procedimento notificatorio e, ai fini del rispetto del termine, la conseguente notificazione avrà effetto dalla data iniziale di attivazione del procedimento, sempreché la ripresa del medesimo sia intervenuta entro un termine ragionevolmente contenuto, tenuti presenti i tempi necessari secondo la comune diligenza per conoscere l’esito negativo della notificazione e per assumere le informazioni ulteriori conseguentemente necessarie. Cass. lav., 13 ottobre 2010, n. 21154.

 

Ai fini della regolarità della notificazione di atti a persona giuridica mediante consegna a persona addetta alla sede (art. 145, primo comma, c.p.c.), è sufficiente che il consegnatario si trovi presso la sede della persona giuridica destinataria, non occasionalmente, ma in virtù di un particolare rapporto che, non dovendo essere necessariamente di prestazione lavorativa, può risultare anche dall’incarico, pur se provvisorio e precario, di ricevere le notificazioni per conto della persona giuridica. La prova dell’insussistenza di un rapporto siffatto, nel caso in cui il consegnatario si sia qualificato addetto alla ricezione degli atti per la persona giuridica destinataria, dev’essere fornita da quest’ultima ed il relativo onere non è adempiuto con la sola dimostrazione dell’insussistenza di un rapporto di lavoro subordinato fra consegnatario ed ente destinatario della notifica, attesa l’accennata configurabilità di altri rapporti idonei a conferire la richiesta qualità. Cass. lav., 2 luglio 2010, n. 15798.

 

 

3.3. Indicazione del richiedente la notificazione.

In tema di notificazione degli atti di impugnazione (nella fattispecie, ricorso per Cassazione), la mancata indicazione della parte istante nella relata di notifica, o l’uso di formule generiche quali “ad istanza come in atti”, non determinano la nullità della notificazione, a condizione che nel contesto dell’atto notificato sia indicato in modo non equivoco il soggetto che ha richiesto la notificazione, o siano presenti altri elementi idonei a dar contenuto specifico alle suddette formule. Cass. 26 gennaio 2005, n. 1574.

 

 

3.3.1. Processo tributario.

La cartella di pagamento soggiace alla medesime regole previste per la notificazione degli atti tributari i quali devono essere eseguiti ai sensi degli artt. 137 c.p.c. e ss. dagli ufficiali giudiziari ovvero dagli altri soggetti abilitati. Conseguentemente, devono essere osservate le disposizioni in materia di redazione della relazione di notificazione. Comm. trib. reg. Lombardia, Milano, 17 dicembre 2009, n. 141.

 

 

3.3.2. Indicazione del richiedente quale appellante.

La parte soccombente cui sia stata notificata la sentenza ha l’onere di proporre impugnazione nel termine breve decorrente dalla notifica nei suoi confronti anche nell’ipotesi in cui la notifica sia stata eseguita a richiesta di una sola delle parti che hanno partecipato in litisconsorzio necessario al giudizio a quo, senza che rilevi in contrario l’assenza di una specifica individuazione del notificante nella relata di notifica se accompagnata da espressioni che rendano comunque certa la provenienza dell’atto da uno dei soggetti processuali contrapposti. Cass. lav., 7 novembre 2001, n. 13789.

 

 

3.4. Indicazione del nome di battesimo del ricevente, identificato nella sua qualità.

Ove la notificazione dell’atto venga effettuata nell’abitazione del destinatario, mediante consegna di copia a persona qualificatasi moglie di quest’ultimo, e non venga specificamente contestata nè l’esistenza del vincolo coniugale con persona avente quel cognome nè la veridicità della dichiarazione al riguardo resa dalla consegnataria all’ufficiale giudiziario, l’erronea indicazione nella relazione di cui all’art. 148 c.p.c. di un prenome non corrispondente a quello anagrafico della consegnataria non incide sulla validità della notifica; essendo infatti identificabile la persona della consegnataria attraverso l’indicazione del vincolo coniugale e del cognome della stessa, è da escludersi alcuna incertezza circa la persona di famiglia ricevente la copia. Cass. 7 febbraio 2000, n. 1313.

 

 

3.5. Mancato rinvenimento del destinatario.

Ai fini della validità della notificazione effettuata a persona diversa dal destinatario in uno dei luoghi in cui lo stesso può essere ricercato, non è richiesta l’attestazione da parte dell’ufficiale giudiziario nella relata di notifica del mancato rinvenimento in loco del destinatario stesso, poichè ciò non è richiesto dall’art. 148 c.p.c., che solo nell’ipotesi di mancata consegna richiede la menzione delle ricerche effettuate, mentre, a norma dell’art. 139, solo in caso di notifica a mani del portiere è richiesta l’indicazione della ricerca delle altre persone abilitate a ricevere l’atto, in assenza del destinatario. Cass. lav., 10 giugno 1999, n. 5706.

 

 

  1. Difformità tra originale e copia.

L’eccezione di inammissibilità del ricorso per cassazione, proposta dall’intimato sotto il profilo dell’incompletezza della copia notificatagli, nella specie per mancanza di alcuno dei fogli, non è fondata qualora l’originale del ricorso, depositato dal ricorrente a norma dell’art. 369 c.p.c., rechi in calce la relazione di notificazione redatta dall’ufficiale giudiziario, contenente l’attestazione dell’eseguita consegna della copia del ricorso, ed essa non sia stata impugnata con la querela di falso, dovendosi ritenere, in difetto di quest’ultima, che detta attestazione, per effetto di tale locuzione, sia estesa alla conformità della copia consegnata all’originale completo, ciò ricavandosi dal combinato disposto degli artt. 137, secondo comma, e 148 c.p.c. Cass. lav., 6 giugno 2011, n. 12197.

 

 

4.1. Prevalenza dell’atto pertinente al soggetto minacciato da decadenza.

In caso di discordanza fra i dati emergenti dall’atto restituito a colui che ha chiesto la notificazione e quelli emergenti dalla copia dell’atto consegnato al destinatario, per stabilire se sia verificata una decadenza a carico del primo deve aversi riguardo all’originale a lui restituito, mentre per stabilire se si sia verificata una decadenza a carico del secondo deve aversi riguardo alla copia a lui consegnata; nel caso di difformità tra l’atto in proprio possesso e quello consegnato, incombe su colui che eccepisce la decadenza della controparte dal potere d’impugnazione l’onere di proporre querela di falso, al fine di provare la falsità dei dati scritti sul documento in possesso della controparte. Cass. lav., 28 agosto 2004, n. 17222.

 

4.2. Difformità irrilevanti.

Ai fini della validità della notifica, in caso di contrasto tra i dati risultanti dalla copia di relata di notifica allegata all’originale e i dati risultanti dalla copia consegnata al destinatario, occorre far riferimento alle risultanze ricavabili dalla copia in possesso del destinatario, che prevalgono, ed ove in questa manchi qualche elemento essenziale, la sua presenza nella relata allegata all’originale non è idonea ad escludere la nullità della notifica. Tuttavia, se la persona fisica del destinatario è conformemente attestata nelle due relate, e la specifica qualità di esso, che lo legittima a ricevere l’atto, sia attestata solo nella relata apposta all’originale, da ciò non consegue alcuna nullità, non essendo contestata l’identità della persona né la sua titolarità della specifica qualità Cass. lav., 25 febbraio 2004, n. 3767.

 

 

4.3. Incompletezza dell’atto notificato.

In caso di discordanza tra la copia e l’originale dell’atto di citazione, la prima prevale sul secondo, senza che sia necessario impugnare di falso la relata di notifica apposta su quest’ultimo, dovendosi garantire l’affidamento del destinatario sull’atto ricevuto, e gravando, pertanto, sull’attore l’onere di verificare la rispondenza all’atto originale della copia notificata per suo conto. Ne consegue, nell’ipotesi in cui quest’ultima non consenta, per la sua incompletezza, la cognizione di elementi essenziali relativi alla editio actionis ed alla “vocatio in ius”, la nullità della citazione ai sensi degli art. 163 e 164 c.p.c. Cass. 7 luglio 1999, n. 7037.

 

 

4.4. Onere di controllo della conformità a carico del notificante.

Nell’ipotesi di discordanza tra il tenore testuale del documento e la sua copia notificata, vale la regola della prevalenza della copia, in modo che l’interessato può far valere eventuali nullità dell’atto a lui destinato semplicemente producendolo, senza necessità di impugnare per falso la relata di conformità dell’ufficiale giudiziario apposta sull’originale, e ciò perché, da un lato, grava sull’attore l’onere di verificare l’effettiva conformità dell’atto originale di citazione a quello che, per suo conto, viene notificato in copia, e dall’altro perché si deve garantire l’affidamento del destinatario sull’atto scritto che gli è stato consegnato e ha ragione di presumere esattamente corrispondente a quanto si è inteso dichiarare e portare a sua conoscenza. Cass. 25 giugno 2007, n. 14686.

 

 

  1. Modalità di stesura.

Gli elementi essenziali della relazione di notificazione a norma dell’art. 148 c.p.c. sono dati dalla data di consegna, dalla indicazione della persona cui l’atto è stato consegnato e dalla firma dell’ufficiale notificatore. T.A.R. Sicilia Catania Sez. IV, 15 gennaio 2010, n. 17.

 

 

5.1. Irrilevanza dell’uso di scritturazione meccanica.

Perché la relazione di notificazione di un atto esista e sia valida ai sensi dell’art. 148 c.p.c. non è necessario che il suo contenuto sia redatto in forma autografa personalmente dall’ufficiale giudiziario, essendo invece sufficiente che questi attesti, mediante la sua sottoscrizione, l’attività compiuta e particolarmente la data di essa, nonché la persona alla quale ha consegnato la copia ed il luogo della consegna, indicazioni che, pertanto, ben possono essere riportate mediante scritturazione meccanica, anche con formula già predisposta ad opera della parte dalla quale l’attività stessa è stata richiesta e parzialmente da completare, o mediante l’uso di timbri sia per la formula da completare che per la data. Cass. 21 aprile 2004, n. 7660.

 

 

5.2. Irrilevanza dell’illeggibilità della firma ed oneri a carico del ricevente.

La ritualità della notificazione di una cartella di pagamento non può che essere verificata in riferimento alle risultanze della copia consegnata al contribuente con la conseguenza che la notifica è da considerarsi inesistente se sulla stessa manca la sottoscrizione dell’agente notificatore così come previsto dall’art. 148 c.p.c. La giuridica inesistenza è, tra l’altro, insuscettibile di sanatoria in applicazione del principio del raggiungimento dello scopo, che opera solo per i casi di nullità. Comm. trib. prov. Molise, Isernia, 20 ottobre 2008, n. 103.

 

 

5.3. Apposizione della relata in frontespizio all’atto, invece che in calce: nullità.

In tema di notificazione, al fine della decorrenza del termine d’impugnazione, della sentenza delle commissioni tributarie, eseguita a norma dell’art. 137 c.p.c. a mezzo dell’ufficiale giudiziario, l’art. 148 c.p.c. dispone che la relazione di notificazione deve essere apposta in calce all’originale e alla copia dell’atto. La previsione è a presidio dell’attività di notificazione degli atti, ossia della regolare consegna di copia integrale degli stessi, in osservanza del principio della loro consegna in conformità all’originale. La localizzazione in calce all’atto notificato svolge, infatti, la funzione garantistica di richiamare l’attenzione dell’Ufficiale giudiziario alla regolare esecuzione dell’operazione di consegna della copia conforme all’originale, dal momento che la attestazione di eseguita consegna della copia dell’atto, che fa fede fino a querela di falso, implica l’attestazione di conformità della copia all’originale. Qualora la relazione di notificazione sia, invece, annotata sul frontespizio del documento, viene meno la garanzia della consegna dell’atto nella sua integralità e, pertanto, la notificazione deve dirsi nulla, ai sensi dell’art. 156, comma secondo, c.p.c., in assenza dei requisiti indispensabili per il raggiungimento dello scopo. Cass. 21 marzo 2007, n. 6749



 
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