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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 150 cod. proc. civile: Notificazione per pubblici proclami

Quando la notificazione nei modi ordinari è sommamente difficile per il rilevante numero dei destinatari o per la difficoltà di identificarli tutti, il capo dell’ufficio giudiziario davanti al quale si procede può autorizzare, su istanza della parte interessata e sentito il pubblico ministero (1), la notificazione per pubblici proclami.

L’autorizzazione è data con decreto steso in calce all’atto da notificarsi (2); in esso sono designati, quando occorre, i destinatari ai quali la notificazione deve farsi nelle forme ordinarie e sono indicati i modi che appaiono più opportuni per portare l’atto a conoscenza degli altri interessati (3).

In ogni caso, copia dell’atto è depositata nella casa comunale del luogo in cui ha sede l’ufficio giudiziario davanti al quale si promuove o si svolge il processo, e un estratto di esso è inserito nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e nel Foglio degli annunzi legali delle province (4) dove risiedono i destinatari o si presume che risieda la maggior parte di essi.

La notificazione si ha per avvenuta quando, eseguito ciò che è prescritto nel presente articolo, l’ufficiale giudiziario deposita una copia dell’atto, con la relazione e i documenti giustificativi dell’attività svolta, nella cancelleria del giudice davanti al quale si procede (5).

Questa forma di notificazione non è ammessa nei procedimenti davanti al giudice di pace.


 


Commento

Gazzetta Ufficiale: è un giornale periodico che ha la funzione di diffondere e far conoscere al pubblico le leggi e i decreti, stabilendone anche il dies a quo della loro vigenza. Oltre agli atti normativi sono pubblicati anche tutti gli atti di rilevante interesse generale. La pubblicazione è a cura del Ministero della Giustizia. FAL: era un periodico diretto a rendere pubblici determinati atti che dovevano essere divulgati nella provincia.

 

(1) L’istanza della parte che chiede l’autorizzazione a procedere va fatta con ricorso steso in calce all’atto da notificare. Il pubblico ministero stende poi il suo parere di seguito al ricorso.

 

(2) Il decreto con cui eventualmente si nega l’autorizzazione a procedere, non avendo natura decisoria, ma soltanto carattere strumentale ed ordinatorio, non è impugnabile con ricorso per Cassazione.

 

(3) I modi di trasmissione ai destinatari non sono predeterminati, ma sono lasciati alla discrezionalità del magistrato che di volta in volta è tenuto ad indicare il sistema migliore per portare l’atto a conoscenza dei destinatari nonché eventualmente la notifica ordinaria a taluno dei essi.

 

(4) Tali periodici devono indicare succintamente l’autorità giudiziaria adita, i nomi delle parti e la determinazione dell’oggetto della domanda.

 

(5) La copia che l’ufficiale giudiziario deposita in cancelleria è custodita dal cancelliere per essere inserita nel fascicolo d’ufficio.


Giurisprudenza annotata

  1. Generalità dei notificandi.

 

 

1.1. Mancata specificazione: nullità.

La notificazione per pubblici proclami può essere effettuata sia nel caso in cui essa si renda necessaria a causa delle difficoltà dovute all’elevato numero dei destinatari, sia nel caso in cui dipenda dalle difficoltà insite nell’identificazione stessa di tutti i possibili destinatari. Soltanto nel primo caso (con riferimento al quale è onere del notificante procedere alla specifica individuazione di ciascuno dei destinatari) la mancata specificazione delle generalità di essi comporta l’inesistenza - e non la semplice nullità - dell’atto. Di conseguenza, la mancata indicazione di alcuni soggetti nell’atto da notificare per pubblici proclami per difficoltà nell’identificazione dei destinatari, non comporta l’inesistenza dell’atto, con conseguente validità della rinnovazione. Cass. 4 gennaio 2005, n. 121.

 

In tema di notificazione per pubblici proclami, qualora il giudice abbia disposto l'affissione di una copia dell'atto nella casa comunale, anziché il deposito previsto dall'art. 150, terzo comma, cod. proc. civ., la notifica effettuata per deposito, senza affissione, è nulla, ma non inesistente, essendo stata pur sempre adempiuta la formalità dalla legge considerata idonea a garantire la conoscenza dell'atto. Dichiara inammissibile, Trib. Adria, 03/06/2003

Cassazione civile sez. II  06 agosto 2014 n. 17742

 

 

1.2. Errori materiali e raggiungimento dello scopo.

La mancanza dei presupposti di fatto in forza dei quali è autorizzata la notificazione per pubblici proclami è sindacabile dal giudice del merito, la cui delibazione non deve arrestarsi alla verifica del compimento delle formalità prescritte dall’art. 150 c.p.c., ma deve spingersi anche a controllare l’effettiva ricorrenza delle condizioni richieste dalla legge per simile notifica; ne consegue, pertanto, che il convenuto contumace in primo grado può denunziare in sede di gravame l’effettiva insussistenza di detti presupposti. Cass. 19 dicembre 2011, n. 27520.

 

 

1.3. Rinvio ad altro atto processuale: inesistenza.

La mancanza delle formalità prescritte dall’art. 150 c.p.c. per la notificazione per pubblici proclami integra non già la nullità della notificazione stessa, bensì la sua inesistenza, come tale rilevabile d’ufficio anche dal giudice dell’impugnazione. Cass. 19 dicembre 2011, n. 27520.

 

 

  1. Notifica per i gradi successivi del giudizio.

 

 

2.1. Rinnovazione della richiesta.

La notificazione per pubblici proclami può essere effettuata sia nel caso in cui essa si renda necessaria a causa delle difficoltà dovute all’elevato numero dei destinatari, sia nel caso in cui dipenda dalle difficoltà insite nell’identificazione stessa di tutti i possibili destinatari. Soltanto nel primo caso (con riferimento al quale è onere del notificante procedere alla specifica individuazione di ciascuno dei destinatari) la mancata specificazione delle generalità di essi comporta l’inesistenza - e non la semplice nullità - dell’atto. Di conseguenza, la mancata indicazione di alcuni soggetti nell’atto da notificare per pubblici proclami per difficoltà nell’identificazione dei destinatari, non comporta l’inesistenza dell’atto, con conseguente validità della rinnovazione. Cass. 4 gennaio 2005, n. 121.

 

 

2.2. Prevalenza dell’art. 150 sulle norme in tema di notifica dell’impugnazione in generale.

L’improrogabilità del termine perentorio assegnato dal giudice a norma dell’art. 331 c. p. c., per l’integrazione del contraddittorio nel giudizio di impugnazione in cause inscindibili, non esclude, con riguardo alla notificazione dell’atto integrativo a norma dell’art. 150 c. p. c., che possa riconoscersi rilevanza ad una situazione di forza maggiore certa ed obiettiva, che abbia impedito alla parte l’osservanza del termine stesso, atteso che la sanzione dell’inammissibilità dell’impugnazione prevista dalla legge per la sua inosservanza, essendo rivolta a colpire comportamenti processuali volontari e colpevoli per incuria o per negligenza, imputabili al soggetto avente il detto onere, non può tradursi in danno della parte che non sia stata in grado di rispettare il termine fissato dal giudice per fatti ad essa non imputabili né per dolo né per colpa, sempreché la parte interessata fornisca la prova della ricorrenza delle situazioni che le abbiano impedito di portare a termine le formalità della notifica. Cass. 26 ottobre 1992, n. 11626.

 

 

  1. Diniego di autorizzazione e rimedi.

Nel caso di esecuzione in forma specifica di un preliminare, se la clausola “per sé o per persona da nominare” è riconducibile allo schema del contratto per persona da nominare o allo schema della cessione del contratto, in conseguenza della nomina o della cessione il terzo nominato o cessionario assume la qualità di parte sostanziale e, conseguentemente, la legittimazione ad agire, mentre nel caso di contratto preliminare a favore di terzo, la qualità di parte spetta esclusivamente allo stipulante ma, poiché il terzo acquista per il solo fatto della stipulazione il diritto alla prestazione da parte del promettente (c.d. efficacia soggettiva esterna del contratto a favore di terzo), conseguentemente sussiste una legittimazione ad agire concorrente dello stipulante (parte formale e sostanziale del contratto) e del terzo (titolare del diritto alla prestazione), invece, nel caso in cui il contratto sia qualificabile non come preliminare a favore di terzo bensì come preliminare di definitivo favore di terzo, quest’ultimo non avrebbe alcuna legittimazione all’esecuzione in forma specifica del preliminare essendo, al più, titolare di un diritto di intervento ex art. 150, comma 2, c.p.c. Trib. Termini Imerese, ord., 12 maggio 2006.

 

 

3.1. Rimedi.

La notificazione del controricorso per Cassazione, contenente ricorso incidentale, effettuata al domicilio eletto per il giudizio di appello e non a quello eletto per il giudizio di legittimità, in violazione dell’art. 370 c.p.c., è da ritenere nulla e non inesistente, onde può essere sanata mediante rinnovazione, peraltro non necessaria ove la parte nei cui confronti essa dovrebbe essere eseguita abbia svolto le sue difese, così sanando la nullità per effetto del raggiungimento dello scopo, con l’eccezione di inammissibilità di controricorso e ricorso incidentale ed anche quando la costituzione sia avvenuta al solo fine di dedurre tale nullità. Cass. 17 giugno 1998, n. 6040.

 

 

  1. Adempimenti.

 

 

Alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 477 del 2002, il principio generale secondo cui, qualunque sia la modalità di trasmissione, la notifica di un atto processuale, quando debba compiersi entro un determinato termine, si intende perfezionata, dal lato del richiedente, al momento dell’affidamento dell’atto all’ufficiale giudiziario, si applica anche alla notificazione per pubblici proclami. Pertanto, gli effetti della notificazione, rispetto al soggetto istante, devono intendersi rapportati al momento in cui questi abbia consegnato l’atto all’ufficiale giudiziario per le attività e le formalità di cui al terzo e quarto comma dell’art. 150 c.p.c.; diversamente, rispetto al destinatario, la notifica è destinata ad acquisire rilevanza solo in esito al perfezionamento del procedimento notificatorio, che si ha quando - esaurite le formalità del terzo comma, con il deposito di copia dell’atto nella casa comunale e l’inserimento di un estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica e con le ulteriori formalità disposte dal capo dell’ufficio giudiziario - l’ufficiale giudiziario deposita una copia dell’atto, con la relazione e i documenti giustificativi dell’attività svolta, nella cancelleria del giudice davanti al quale si procede. Cass. 25 febbraio 2009, n. 4587.



 
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