codice-proc-civile
Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 151 cod. proc. civile: Forme di notificazione ordinate dal giudice

Il giudice può prescrivere (1), anche d’ufficio, con decreto steso in calce all’atto, che la notificazione sia eseguita in modo diverso da quello stabilito dalla legge (2), e anche per mezzo di telegramma collazionato con avviso di ricevimento quando lo consigliano circostanze particolari o esigenze di maggiore celerità, di riservatezza o di tutela della dignità.


Commento

(1) Il provvedimento di autorizzazione del giudice costituisce una facoltà discrezionale basata su una valutazione delle circostanze operata dal giudice stesso.

 

(2) Possono pertanto essere utilizzati mezzi particolari quali telefono, telegrafo, stampa, radio e altre apparecchiature elettroniche usate per trasmissioni di messaggi, quali il telefax; solo però mezzi che offrono la certezza giuridica che l’atto sia venuto a conoscenza (legale) del destinatario. Ci si può, inoltre avvalere di soggetti differenti dagli ufficiali giudiziari, quali ad es. gli organi di polizia giudiziaria o i notai.


Giurisprudenza annotata

  1. Notifiche a mezzo fax.

Seppure irrituale, è valida e pienamente ammissibile la notifica effettuata dal difensore via fax ex art. 151 c.p.c. nelle ipotesi in cui, stante il tenore del provvedimento giudiziario di provvedere alla notifica entro lo stesso giorno (con ciò determinando la incompatibilità della richiesta all’Ufficiale Giudiziario), la parte si sia tempestivamente costituita in giudizio, in tal modo sviluppando sin dall’inizio la totalità delle difese successivamente coltivate nel corso della controversia. In circostanze siffatte, invero, nessuna concreta lesione del diritto di difesa può ravvisarsi nella irritualità della notifica, sebbene effettuata con la inosservanza di forme generalmente considerate essenziali per la esistenza stessa della medesima, in quanto, in applicazione del principio della ragionevole durata del processo, il constatato raggiungimento dello scopo dell’atto impone che la valutazione delle forme seguite non sia compiuta ex ante ed in astratto, bensì in concreto ed ex post. App. L’Aquila, 6 ottobre 2011.

 

 

1.1. Rispetto del contraddittorio e dei requisiti minimi della notificazione.

Lo strumento del fax è idoneo a costituire un’adeguata forma di comunicazione degli atti essendo tale peculiare modalità di trasmissione riconducibile alla previsione dell’art. 151 c.p.c., che consente di autorizzare la notifica in un “modo diverso da quello stabilito dalla legge” quando sussistano esigenze di particolare celerità. Giudice di pace Milano, 11 aprile 2009.

 

 

1.1.1. Conferma dell’indirizzo della legittimità della notificazione a mezzo del fax in casi di indifferibili esigenze di particolare celerità.

La notifica del ricorso ex art. 28 della legge n. 300 del 1970, e dell’unito decreto di convocazione delle parti, mediante utilizzo del “fax”, previa autorizzazione del giudice ai sensi dell’art. 151 c.p.c., effettuato ad opera del procuratore del ricorrente, trova giustificazione nelle esigenze di particolare celerità che caratterizzano il procedimento di repressione della condotta antisindacale, prevedendo la norma che il giudice decida nei due giorni successivi “convocate le parti” (e, quindi, nel rispetto dell’imprescindibile garanzia del contraddittorio); conseguentemente, l’idoneità delle modalità di convocazione - non specificamente stabilite dalla norma - va valutata in funzione dell’effettiva attitudine a consentire la conoscenza del procedimento e il rispetto del diritto di difesa, dovendosi altresì escludere - attesa la prescrizione di cui all’art. 137 c.p.c., che, nel prevedere che le notifiche siano effettuate dall’ufficiale giudiziario, fa salva l’ipotesi che sia disposto altrimenti - la necessità di ricorrere all’ufficiale giudiziario. Cass. lav., 21 luglio 2008, n. 20078.

 

La notifica del ricorso per cassazione, e dell’avviso di fissazione della relativa udienza di trattazione, mediante utilizzo del “fax”, previa autorizzazione in tal senso da parte del primo presidente della Corte di cassazione, trova giustificazione nella previsione dell’art. 151 c.p.c., che consente di autorizzare la notifica in un “modo diverso da quello stabilito dalla legge” quando sussistano esigenze di particolare celerità, là dove l’idoneità dello strumento del “fax” a costituire, in via di principio, un’adeguata forma di comunicazione di atti difensivi, in considerazione dei progressi compiuti dalla tecnica di trasmissione e delle garanzie inerenti, è desumibile dall’opzione effettuata dallo stesso legislatore nell’introdurre una siffatta previsione - sia pure in riferimento a fattispecie specifiche di comunicazione - nell’ultimo comma dell’art. 366 c.p.c., come novellato dal D.Lgs. n. 40 del 2006. Cass., Sez. Un., 8 aprile 2008, n. 9151.

 

 

  1. Notifiche all’estero.

È inesistente la notificazione effettuata a mezzo fax, previa autorizzazione del giudice ex art. 151 c.p.c. all’estero. Ed invero l’ambito di operatività dell’art. 151 c.p.c. non può ritenersi esteso alle notifiche da eseguirsi in paesi esteri, salvo che specifiche convenzioni tra i paesi in ordine ai quali la notifica debba avvenire non l’abbiano espressamente previsto. Essendo inesistente una siffatta notificazione non è suscettibile di rinnovazione né di sanatoria per il raggiungimento dello scopo. Trib. Nola, 26 giugno 2007.

 

 

La portata dell'art. 151 c.p.c. trova un limite insuperabile nella notifica da eseguirsi all'estero, allorché per essa siano previste specifiche modalità da convenzioni internazionali intervenute tra gli Stati interessati o alle quali essi abbiano aderito. La rilevanza imperativa di tali prescrizioni si desume dalle disposizioni dell'art. 142 c.p.c. (RiformaTarLazio, Roma, sez. III ter, n. 7303/2013).

Consiglio di Stato sez. VI  26 novembre 2013 n. 5631  

 

 

La notificazione disposta ai sensi dell’art. 151 c.p.c. è possibile al di fuori di ogni specifico schema normativo purché le forme prescelte siano idonee a garantire la conoscenza del procedimento e il rispetto del diritto di difesa. Peraltro, l’art. 142 c.p.c., in tema di notificazione a persona non residente, né dimorante, né domiciliata nella Repubblica, attribuisce il valore di fonte primaria alle convenzioni internazionali, in difetto delle quali è dato ricorso alla disciplina sussidiaria interna tra cui quella di cui all’art. 151 c.p.c.; benché tale procedimento di notificazione non preveda formalità necessarie, devono garantirsi il diritto di difesa, il principio del contraddittorio e l’esigenza che le forme trovino corrispondenza nello scopo dell’atto; a tal fine costituiscono requisiti essenziali la certificazione dell’attività compiuta dal soggetto procedente, la consegna di copia conforme dell’atto, l’osservanza di formalità idonee a garantire la conoscenza legale dell’atto e un grado di certezza non inferiore a quello offerto dai procedimenti ordinari, quali, per le notifiche a mezzo posta, l’avviso di ricevimento (Nella specie, è stata dichiarata l’improcedibilità del giudizio stante l’assenza dei requisiti richiesti per la notifica ex art. 151 c.p.c.).

Tribunale Roma  20 marzo 2013 n. 6044  

 

 

2.1. Obbligo del rispetto dell’art. 142.

L’art. 142 c.p.c., in tema di notificazione a persona non residente, né dimorante, né domiciliata nella Repubblica, attribuisce il valore di fonte primaria alle convenzioni internazionali, in difetto delle quali è dato ricorso alla disciplina sussidiaria interna tra cui quella di cui all’art. 151 c.p.c. - il quale ammette forme di notificazione, ordinate dal giudice, diverse da quelle previste dalla legge; benché tale procedimento di notificazione non preveda formalità necessarie devono garantirsi il diritto di difesa, il principio del contraddittorio e l’esigenza che le forme trovino corrispondenza nello scopo dell’atto; a tal fine costituiscono requisiti essenziali la certificazione dell’attività compiuta dal soggetto procedente, la consegna di copia conforme dell’atto, l’osservanza di formalità idonee a garantire la conoscenza legale dell’atto e un grado di certezza non inferiore a quello offerto dai procedimenti ordinari, quali, per le notifiche a mezzo posta, l’avviso di ricevimento Cass., Sez. Un., 22 giugno 2007, n. 14570.

 

 

2.2. Rispetto dell’inviolabile diritto di difesa.

La comunicazione di un provvedimento del giudice a mezzo fax, intervenuta in data antecedente il 1° marzo 2006, momento in cui è entrato in vigore l’art. 136, terzo comma, c.p.c., aggiunto dall’art. 2 della legge 28 dicembre 2005, n. 263, non è valida quando manchi la prova della consegna dell’atto e non venga raccolta la sottoscrizione per ricevuta proveniente dal destinatario. Cass. 11 luglio 2011, n. 15191.

 

 

2.3. Consuetudini diplomatiche.

Nel diritto processuale civile, le cui fonti sono costituite dal codice di procedura civile, dalle leggi speciali e dai principi fondamentali indicati nella Costituzione, gli atti amministrativi che sogliono disciplinare il rito nei suoi aspetti organizzativi e le consuetudini valgono solo se richiamati dalla legge; in particolare, quanto alle notificazioni, la facoltà di derogare alla legge è attribuita alla discrezionalità del giudice dall’art. 151 c.p.c. che, con riferimento all’avviso di ricevimento, ne facoltizza la richiesta “quando lo consigliano circostanze particolari”. Cass. lav., 3 novembre 2006, n. 23543.

 

 

2.4. Notifica all’ambasciata di uno Stato estero.

Le ambasciate sono organi esterni dello Stato cui appartengono ed i loro titolari hanno la funzione di rappresentare ad ogni effetto ed in ogni campo, compreso quello privatistico, il proprio Stato presso quello straniero dove sono accreditati, con la conseguenza che l’ambasciatore è legittimato, in quanto tale, a rappresentare il proprio Stato nei giudizi in cui questo sia parte senza bisogno di alcun atto autorizzativo particolare. Ciò non esclude che l’attore possa citare in giudizio direttamente lo Stato rappresentato, e non l’ambasciatore, provvedendo alla notificazione della citazione e della sentenza direttamente all’organo che lo rappresenta; peraltro, la presenza dell’ambasciatore nello stesso luogo del giudice adito costituisce fatto notorio che esclude, di regola, la sussistenza di “circostanze particolari o esigenze di maggiore celerità” che giustificano la notificazione ai sensi dell’art. 151 c.p.c. Cass., Sez. Un., 22 giugno 2007, n. 14570.



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti