codice-proc-civile
Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 154 cod. proc. civile: Prorogabilità del termine ordinatorio

Il giudice, prima della scadenza, può abbreviare o prorogare, anche d’ufficio, il termine che non sia stabilito a pena di decadenza. La proroga non può avere una durata superiore al termine originario. Non può essere consentita proroga ulteriore, se non per motivi particolarmente gravi e con provvedimento motivato (1).


Commento

Termine ordinatorio: ha lo scopo di assicurare il regolare andamento dell’attività processuale. La sua inosservanza comporta la stessa decadenza conseguente al mancato rispetto di un termine perentorio, dal quale si differenzia solo perché prorogabile, purché la proroga venga tempestivamente richiesta o concessa.

 

(1) Il compimento dell’atto dopo la scadenza o dopo la proroga del termine dà luogo in determinati casi a nullità relativa (rilevabile su eccezione della parte) e in altri comporta gli stessi effetti di un atto non compiuto (si pensi ad es. all’inserimento, dopo i termini, nel fascicolo d’ufficio di comparse istruttorie, nel qual caso il giudice non può tenerne conto).


Giurisprudenza annotata

  1. Limiti e forma della proroga.

I termini ordinatori possono essere prorogati ai sensi dell’art. 154 c.p.c. dal giudice solo a condizione che essi non siano ancora scaduti e che la proroga non superi la durata del termine originario, potendosi ammettere una eventuale ulteriore proroga sia per l’effetto preclusivo determinato dallo spirare del termine, sia per il contemporaneo verificarsi della decadenza dal diritto di compiere l’attività che ne consegue subordinatamente alla ricorrenza di motivi particolarmente gravi, atteso che tale soluzione, da un lato, è aderente al dato normativo che consente al giudice la proroga anche d’ufficio del termine non stabilito a pena di decadenza e, dall’altro, è rispettosa delle esigenze di difesa in quanto rimette alla presenza di gravi ragioni, riconosciute con prudente apprezzamento dal giudice, in linea con la disciplina della rimessione in termini di cui all’art. 184 bis c.p.c. Cass. lav., 17 novembre 2010, n. 23227; conforme Cass. 6 maggio 2003, n. 6895; Cass. 14 ottobre 1998, n. 10174.

 

Il termine per la nomina del consulente tecnico di parte ex art. 201 cod. proc. civ. ha natura ordinatoria e può essere prorogato dal giudice non solo a seguito di istanza di parte depositata prima della sua scadenza, ma anche laddove tale istanza sia stata depositata dopo la sua scadenza, sempre che, secondo la previsione dell'art. 154 cod. proc. civ., ricorrano motivi particolarmente gravi e il provvedimento sia motivato. Rigetta, App. Torino, 21/05/2013Cassazione civile sez. I  04 dicembre 2014 n. 25662  

 

L’inderogabilità della regola secondo cui il termine ordinatorio può essere prorogato soltanto prima che sia scaduto trova fondamento nel rilievo che l’inutile decorso del termine, in uno con la mancata presentazione della istanza di proroga, determinano effetti preclusivi equiparabili a quelli che derivano dalla scadenza dei termini perentori. Cass. 7 marzo 2005, n. 4877; conforme Cass. 19 gennaio 2005, n. 1064; Cass., Sez. Un., 29 gennaio 1999, n. 808; Cass. 21 novembre 1998, n. 1177.

 

L’istanza di proroga deve essere presentata dalla parte interessata prima della scadenza, mentre il provvedimento di proroga può intervenire anche successivamente. Cass. 29 luglio 2004, n. 14349; conforme Cass. 20 febbraio 1004, n. 3406; Cass. 25 settembre 1996, n. 8453.



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti