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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 166 cod. proc. civile: Costituzione del convenuto

Il convenuto deve costituirsi a mezzo del procuratore, o personalmente nei casi consentiti dalla legge, almeno venti giorni prima dell’udienza di comparizione fissata nell’atto di citazione, o almeno dieci giorni prima nel caso di abbreviazione di termini a norma del secondo comma dell’articolo 163-bis ovvero almeno venti giorni prima dell’udienza fissata a norma dell’articolo 168-bis, quinto comma (1), deopositando in cancelleria il proprio fascicolo contenente la comparsa di cui all’articolo 167 con la copia della citazione notificata, la procura e i documenti che offre in comunicazione (2).


Commento

Costituzione: [v. 163];Procuratore: [v. 77]; Udienza di comparizione e trattazione: [v. 183]; Comparsa: [v. 167]; Citazione: [v. 163]; Procura: [v. 83].

 

 

(1) L’articolo ha elevato il termine di costituzione a 20 giorni prima dell’udienza fissata dall’attore nella citazione (rispetto ai 5 del testo precedente). La tempestività della costituzione va accertata con riferimento a tale termine anche nell’ipotesi che il giudice istruttore si avvalga della facoltà di differire di quarantacinque giorni la prima udienza di trattazione, ex art. 168bis, c. 5. Le decadenze che si producono con la costituzione tardiva (cioè, in sostanza, se la costituzione non avviene con comparsa tempestivamente depositata) sono quelle indicate dall’art. 167, c. 2 e 3, ovvero le domande riconvenzionali [v. 36], le eccezioni processuali e di merito non rilevabili d’ufficio (introdotte a seguito della riforma ex d.l. 35/2005), la chiamata in giudizio del terzo [v. 167, 269], nonché le eccezioni di incompetenza del giudice adito. Fino alla prima udienza, e quindi anche con atto successivo alla comparsa di costituzione, possono invece essere formulate le difese, indicate le prove e i documenti [v. 167, c. 1].

(2) Per costituirsi, il convenuto deve depositare la comparsa di risposta, la nota di iscrizione a ruolo (se si costituisce per primo), la copia della citazione notificatagli, la procura, i documenti [v. 165] e le copie della comparsa di risposta necessarie per le altre parti. Difatti, anche se nel modificato testo dell’art. 166 è stata eliminata la menzione dell’obbligo di depositare altresì le copie della comparsa nel numero occorrente per le altre parti, si ritiene che il convenuto debba comunque assolvere tale onere e che, in mancanza, il cancelliere può legittimamente rifiutarsi, ai sensi dell’art. 73, c. 2, att., di ricevere la costituzione del convenuto.

 

 

La nuova previsione, che va coordinata con la disciplina relativa alla fase preparatoria [v. 167], mira a costringere il convenuto, se non proprio a svolgere compiutamente, quantomeno ad impostare le proprie difese con largo anticipo rispetto alla prima udienza di trattazione [v. 183], in maniera tale da consentire al giudice di studiarsi preventivamente il fascicolo processuale. È evidente, infatti, che soltanto in questo modo il magistrato potrà dirigere l’udienza di trattazione con cognizione di causa, pervenendo rapidamente alla decisione.


Giurisprudenza annotata

  1. Validità della costituzione.

In tema di procedimento civile, il vizio da cui sia affetta la costituzione di una delle parti non integra una nullità rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio. Ne consegue che è preclusa, in sede di giudizio di cassazione, la questione della irregolarità della costituzione di una delle parti in primo grado che non sia stata già sollevata nei motivi di appello. Cass. 18 settembre 2006, n. 20112; conforme Cass. 27 novembre 2003, n. 18106.

Quando la costituzione in giudizio abbia luogo senza contestazioni relative al deposito degli atti necessari allo scopo ed all’esistenza e tempestività della procura al difensore, deve presumersi la rituale instaurazione del rapporto processuale se il contrario non risulti dagli atti. Cass. 5 maggio 2011, n. 9921; conforme Cass. 27 febbraio 2004, n. 3998.

 

 

  1. Modalità.

Posto che, ai sensi dell’art. 166 c.p.c., la costituzione del convenuto in autonomi e separati processi non può che avvenire con separate comparse di risposta, in via eccezionale, qualora dalle risultanze e dagli atti del processo emerga che il convenuto, in relazione al proprio interesse a contraddire, abbia inteso costituirsi a mezzo di un’unica comparsa in più cause oggettivamente riunibili detta costituzione non è affetta da inesistenza o nullità, mancando, tra l’altro, una disposizione in tal senso, ma costituisce una mera irregolarità non incidente sulla valida costituzione del contraddittorio, ed è comunque sanata dal successivo provvedimento di riunione. Cass. 18 ottobre 2001, n. 12706.

 

 

  1. Termini.

Il generico rinvio all’art. 166 c.p.c., senza l’espressa indicazione dei 20 giorni (o minor termine previsto per legge o dal giudice) per la costituzione in giudizio, comporta un vizio dell’atto, che legittima la remissione in termini del convenuto che l’ha eccepito a tutela dei suoi diritti di difesa ed al contraddittorio. Trib. Pavia, 18 febbraio 2012.

 

Ai fini della verifica della tempestività della costituzione del convenuto, è da considerare come “dies a quo” il giorno dell’udienza, che perciò va escluso dal computo secondo il principio generale stabilito dal comma 1 dell’art. 155 c.p.c, e come “dies ad quem” il ventesimo giorno precedente l’udienza stessa, che invece va computato, non essendo espressamente previsto dalla norma che si tratti di termine libero. Cass. 7 febbraio 2011, n. 2953.

 

In mancanza di diversa disposizione il termine di cinque giorni dalla presentazione del fascicolo, entro il quale il giudice designato può differire, con decreto motivato, ai sensi del comma 5 dell’art. 168-bis c.p.c., la data della prima udienza, in base al principio generale contenuto nell’art. 152, comma 2, c.p.c., è ordinatorio. Pertanto, anche se il provvedimento è emesso oltre detto termine, è alla nuova data della prima udienza a cui il giudice ha rinviato la causa che occorre aver riguardo per computare i termini di comparizione e di costituzione, e quindi la tempestività della proposizione della domanda riconvenzionale, e non già alla data dell’udienza di comparizione originariamente indicata nell’atto di citazione. Cass. 4 novembre 2003, n. 16526.

 

La sospensione dei termini processuali durante il periodo feriale, ai sensi della L. n. 742 del 1969, comporta la sottrazione del medesimo dal relativo computo, sicché, ai fini della costituzione del convenuto in primo grado, il termine di venti giorni prima dell’udienza di comparizione fissata nell’atto di citazione, il cui rispetto è necessario per la proposizione della domanda riconvenzionale, va calcolato, ove sia indicata un’udienza per una data successiva al compimento del periodo feriale ma tale che il termine di venti giorni ricada in detto periodo, mediante un conteggio a ritroso che in detta frazione temporale incontra una parentesi oltre la quale il conteggio stesso deve proseguire fino ad esaurimento. Cass. 17 maggio 2010, n. 12044.

 

Il rinvio d'ufficio dell'udienza, a norma dell'art. 168 bis, quarto comma, cod. proc. civ. non determina la riapertura dei termini per il deposito della comparsa e per la proposizione dell'appello incidentale, poiché l'art. 166 cod. proc. civ., coordinato con il successivo art. 167, contempla, quali ipotesi utili ad escludere la decadenza dalla proposizione della domanda riconvenzionale o dell'appello incidentale, a norma dell'art. 343 cod. proc. civ., soltanto quella connessa al termine indicato nell'atto di citazione, ovvero, nel caso in cui abbia trovato applicazione l'art. 168 bis, quinto comma, quella relativa alla data fissata dal giudice istruttore; conseguentemente è inammissibile, perché tardivo, l'appello incidentale, quando sia stato proposto con comparsa di risposta depositata successivamente all'udienza fissata nell'atto di citazione in appello, anche se questa sia stata rinviata d'ufficio ai sensi dell'art. 168 bis, quarto comma, cod. proc. civ. Rigetta, App. L'Aquila, 17/11/2010

Cassazione civile sez. III  22 gennaio 2015 n. 1127  



 
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