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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 17 cod. proc. civile: Cause relative all’esecuzione forzata

Il valore delle cause di opposizione all’esecuzione forzata si determina dal credito per cui si procede (1) (2):

quello delle cause relative alle opposizioni proposte da terzi a norma dell’articolo 619, dal valore dei beni controversi (3);

quello delle cause relative a controversie sorte in sede di distribuzione, dal valore del maggiore dei crediti contestati (4) (5).


Commento

(1) Se il debitore contesta il diritto della parte istante di procedere all’esecuzione, il valore della causa si determina in base al credito per cui si procede. Se invece il debitore contesta solo una parte del credito, il valore si determina dalla parte che è in contestazione.

 

(2) Se sorgono contestazioni in materia di esecuzione per consegna o rilascio o di obblighi di fare o non fare, il valore si determina secondo i criteri di cui all’art. 15 se il diritto per il quale si procede è un diritto reale immobiliare; in via presuntiva, ex art. 14, nel caso che si proceda per un diritto reale mobiliare o per un credito.

 

(3) Per l’opposizione proposta da terzi che vantano la proprietà o altro diritto reale sui beni pignorati, si deve aver riguardo al valore dei beni controversi determinato secondo i criteri di cui agli artt. 14 (se si tratta di beni mobili) e 15 (se si tratta di beni immobili).

 

(4) Delle cause di opposizione agli atti esecutivi, promosse anteriormente all’inizio dell’esecuzione, è investito il giudice indicato nel terzo comma dell’art. 480, ossia il giudice dell’esecuzione, competente per materia, del luogo dove il creditore ha, nel precetto, dichiarato residenza o eletto domicilio o, in mancanza, del luogo in cui è stato notificato il precetto.

 

(5) Se sorge una controversia in sede di distribuzione, il valore della causa viene determinato sulla base del valore del maggiore dei crediti contestati. Non si ha riguardo al valore reale, ma a quello affermato dall’attore o, in caso di contestazione parziale del credito, al valore affermato dalla parte contestata.


Giurisprudenza annotata

  1. Casistica.

 

 

1.1. Onorari dell’avvocato.

  1. Giurisprudenza sub art. 10, § 3.

 

 

1.2. Pagamento, dopo la notifica del precetto e prima dell’inizio dell’esecuzione, di parte del credito precettato.

Ai fini della competenza, il valore della causa di opposizione al precetto si determina in riferimento a tutta la somma precettata e non soltanto a quella residua, qualora, prima dell’inizio dell’esecuzione, il debitore paghi una parte del credito indicato nel precetto stesso. Cass. 18 dicembre 1999, n. 14303.

 

La competenza in ordine all'opposizione all'esecuzione avverso l'atto di precetto intimato per l'adempimento coattivo delle obbligazioni di natura economica imposte al coniuge in sede di separazione, va determinata in riferimento al valore della causa secondo i criteri ordinari, trattandosi di controversia diversa da quella concernente il regolamento dei rapporti tra coniugi ovvero la modifica delle condizioni della separazione, che rientra nella competenza funzionale del Tribunale.Cassazione civile sez. VI  25 settembre 2014 n. 20303

 

In materia di opposizione ad esecuzione forzata, quando l'esecuzione sia già iniziata, l'individuazione del giudice competente deve essere effettuata, in applicazione dell'art. 17 cod. proc. civ., sulla base del "credito per cui si procede" e, quindi, dell'importo del credito di cui al pignoramento e non dell'importo del credito di cui al precetto Cassa con rinvio, Trib. Verona, 6/9/2007.Cassazione civile sez. III  23 agosto 2013 n. 19488  

 

1.3. Deduzione del carattere indebito di parte della somma richiesta.

Qualora la parte cui sia stato notificato il precetto contesti il diritto della controparte a richiedere in tutto o in parte la somma precettata, vertendosi in ipotesi di opposizione all’esecuzione, il valore della causa si determina con riferimento all’intero ammontare del credito per cui si procede e non in base alla somma contestata, anche nell’ipotesi in cui la contestazione riguardi solo gli interessi o voci di spesa maturati dopo il rilascio del titolo esecutivo. Cass. 1° ottobre 1998, n. 9755.

 

1.4. Domande di assegnazione del credito e di restituzione.

In materia di procedimento civile esecutivo, in caso di opposizione all’esecuzione già iniziata, il giudice individuato come competente per valore ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 615 e 17 c.p.c., è competente a decidere anche il merito della controversia; in quanto giudice dell’opposizione e non dell’esecuzione, esso è viceversa incompetente a decidere le domande di assegnazione e di restituzione. Cass. 20 settembre 2002, n. 13757.

 

1.5. Causa eccedente la competenza per valore del giudice dell’esecuzione.

Nella ipotesi di opposizione alla esecuzione proposta dopo che questa sia iniziata, ai sensi del secondo comma dell’art. 615 c.p.c., il giudice dell’esecuzione, se la causa non rientra nella competenza per valore dell’ufficio giudiziario al quale appartiene, è competente limitatamente alla prima fase, e cioè per l’esercizio dei poteri ordinatori di direzione del processo, dovendo invece rimettere la cognizione del merito al giudice competente, e, ove si tratti di rapporto la cui cognizione sia riservata al giudice del lavoro, a quest’ultimo giudice. Cass. lav., 8 agosto 2002, n. 11995.

 

La competenza in ordine all'opposizione all'esecuzione avverso l'atto di precetto intimato per l'adempimento coattivo delle obbligazioni di natura economica imposte al coniuge in sede di separazione, va determinata in riferimento al valore della causa secondo i criteri ordinari, trattandosi di controversia diversa da quella concernente il regolamento dei rapporti tra coniugi ovvero la modifica delle condizioni della separazione, che rientra nella competenza funzionale del Tribunale.

Cassazione civile sez. VI  25 settembre 2014 n. 20303  



 
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