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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 174 cod. proc. civile: Immutabilità del giudice istruttore

Il giudice designato è investito di tutta l’istruzione della causa e della relazione al collegio.

Soltanto in caso di assoluto impedimento o di gravi esigenze di servizio (1) può essere sostituito con decreto del presidente. La sostituzione può essere disposta, quando è indispensabile, anche per il compimento dei singoli atti (2).


Commento

Istruzione della causa: [v. Libro II, Titolo I, Capo II]; Decreto: [v. 135].

 

 

 (1) Le «gravi esigenze» possono consistere in qualsiasi situazione soggettiva o oggettiva attinente alla persona del giudice o a fatti che comunque consigliano la sua sostituzione; per ipotesi diverse [v. 52].

(2) A norma dell’art. 79 att. la sostituzione può essere disposta d’ufficio o su istanza di parte. L’istanza si propone con ricorso al Presidente del tribunale che provvede con decreto designando altro giudice della stessa sezione; l’istanza e il decreto sono inseriti nel fascicolo d’ufficio.

 

 

Secondo la giurisprudenza, il provvedimento di sostituzione non va motivato e non deve essere né comunicato né notificato alle parti. L’inosservanza delle condizioni stabilite dalla norma viene considerata come causa di irregolarità puramente interna e tale da non incidere sulla costituzione del giudice. Il decreto presidenziale può essere emesso anche oralmente ed è impugnabile solo innanzi al primo Presidente di Corte d’appello.

La disposizione, nel consentire la sostituzione dell’istruttore, esclude che abbia rilievo la differenza tra la persona fisica che istruisce la causa e quella che la decide. L’identità della persona fisica del magistrato, invece, è prescritta a pena di nullità solo tra chi assiste alla discussione e chi decide ex art. 276.


Giurisprudenza annotata

  1. In generale.

Il provvedimento con il quale il Presidente di un collegio giudicante sostituisce al giudice che ha istruito la causa altro giudice come relatore per impedimento del giudice sostituito o altra grave esigenza di servizio è rimesso all’apprezzamento discrezionale dello stesso Presidente e può essere adottato anche d’ufficio, mediante la sola annotazione sul ruolo di udienza, in presenza di esigenze, che ancorché verificatesi dopo la chiusura dell’istruzione e la rimessione della causa al collegio, possono consistere in qualsiasi situazione soggettiva o oggettiva attinente alla persona del giudice o ad altri fatti che consigliano o impongono la sua sostituzione. Cass. 19 maggio 2009, n. 11593.

 

Nel caso in cui sia stato necessario provvedere alla sostituzione del giudice dinanzi al quale si era svolta l’udienza di discussione della causa perché cessato dall’incarico, il decreto del capo dell’ufficio che dispone ex art. 174 c.p.c. la sostituzione non deve essere comunicato alle parti, ma il nuovo giudice designato deve fissare una nuova udienza dinanzi a sé per il rinnovo della discussione della causa, in mancanza verificandosi un difetto della legittima costituzione del giudice, e conseguentemente una nullità, assoluta e insanabile, della sentenza emanata, rilevabile in ogni stato e grado del processo fino al formarsi del giudicato, e non anche oltre, a mezzo dell’azione di nullità. La nullità, rilevata nel corso del giudizio di cassazione, comporta la necessità di rimettere la causa al giudice di pari grado a quello che ha pronunciato la sentenza cassata. Cass. 8 aprile 2009, n. 8545; conforme Cass. 14 luglio 2004, n. 13061.

 

Nel rito del lavoro, quando risulti accertata la reale composizione del collegio per la coincidenza tra l'intestazione del verbale di udienza ed il dispositivo letto nella medesima, si deve ritenere, fino a querela di falso, che la sentenza sia stata deliberata da quegli stessi giudici che hanno partecipato alla discussione, sicché è irrilevante che il giudice indicato nell'intestazione della sentenza come relatore sia diverso da quello che abbia materialmente redatto la motivazione, in base ad un procedimento organizzativo interno di sostituzione dell'originario relatore, intervenuto dopo la lettura del dispositivo, che assume autonoma rilevanza documentale limitatamente al contenuto volitivo della decisione non più modificabile dai suoi autori. Ne consegue che è ravvisabile un vizio di costituzione del giudice qualora gli atti giudiziali siano posti in essere da persona estranea all'Ufficio, non investita della funzione esercitata, e non quando il giudice relatore assolutamente impedito sia sostituito da colleghi di pari funzioni e competenza, poiché tale sostituzione, anche ove disposta senza l'osservanza delle condizioni stabilite dagli artt. 174 cod. proc. civ. e 79 disp. att. cod. proc. civ., non implica violazione del giudice naturale e non dà luogo a nullità del procedimento, bensì ad una mera irregolarità di carattere interno che non incide sulla validità dell'atto. Rigetta, App. Salerno, 13/01/2012

Cassazione civile sez. lav.  29 settembre 2014 n. 20463  

 

 

L'indulto non estingue il reato, sicché esso non comporta alcuna conseguenza sugli accadimenti storico-giuridici della commissione del reato stesso e dell'intervenuta pronuncia di condanna, e comunque non estingue neppure gli altri effetti penali della condanna, ai sensi dell'art. 174 comma 1, c.p.c., con la conseguenza che l'estinzione della pena conseguente alla concessione di tale beneficio ha effetti unicamente di valenza penale e non può determinare deroghe al possesso dei requisiti previsti in astratto dal legislatore per l'ottenimento del permesso di soggiorno, fra i quali vi è quello di non aver riportato le condanne sopra indicate.

T.A.R. Roma (Lazio) sez. II  01 settembre 2011 n. 7091  



 
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