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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 179 cod. proc. civile: Ordinanze di condanna a pene pecuniarie

Se la legge non dispone altrimenti (1), le condanne a pene pecuniarie previste nel presente codice sono pronunciate con ordinanza del giudice istruttore (2).

L’ordinanza pronunciata in udienza in presenza dell’interessato e previa contestazione dell’addebito non è impugnabile; altrimenti il cancelliere la notifica al condannato (3), il quale, nel termine perentorio di tre giorni, può proporre reclamo con ricorso allo stesso giudice che l’ha pronunciata. Questi, valutate le giustificazioni addotte, pronuncia sul reclamo con ordinanza non impugnabile.

Le ordinanze di condanna previste nel presente articolo costituiscono titolo esecutivo.


Commento

Ordinanza: [v. 134]; Giudice istruttore: [v. 168bis]; Cancelliere: [v. 57]; Notificazione: [v. 137]; Termine perentorio: [v. 153]; Ricorso: [v. 125]; Titolo esecutivo: [v. 474].

Pene pecuniarie: consistono nel pagamento di una somma di denaro a titolo di sanzione.

 

 

(1) Ad esempio, per il caso di disconoscimento ingiustificato di scrittura privata [v. 220]; espressioni sconvenienti ed offensive [v. 89]; pronuncia di rigetto della querela di falso [v. 226], tutte ipotesi in cui la condanna avviene con sentenza.

(2) Destinatari di tali ordinanze di condanna possono essere, ad esempio, il testimone [v. 255], il custode [v. 67], il consulente tecnico [v. 64] o ancora il terzo che rifiuta l’ispezione [v. 118].

(3) La notificazione dell’ordinanza di condanna a pena pecuniaria, ad opera del cancelliere, è necessaria non solo quando l’ordinanza viene emessa fuori udienza, ma anche quando la pronunzia della condanna sia avvenuta in udienza, ma l’interessato era assente.

 

 

I provvedimenti, di cui all’articolo in commento, sono una tipica manifestazione dei poteri di direzione del procedimento del giudice istruttore [v. 127 e 175].


Giurisprudenza annotata

  1. Regime delle ordinanze di condanna a pene pecuniarie.

L’ordinanza di condanna al pagamento di una sanzione pecuniaria al coniuge che ha violato gli accordi relativi agli incontri tra coniuge non affidatario e figli minori, può, ai sensi dell’art. 179, n. 3, c.p.c., essere oggetto di reclamo con ricorso allo stesso giudice che l’ha pronunciata entro tre giorni dalla comunicazione della pronuncia. Trib. Ascoli Piceno, 14 ottobre 2008.

 

L'ordinanza di condanna al pagamento di una sanzione pecuniaria al coniuge che ha violato gli accordi relativi agli incontri tra coniuge non affidatario e figli minori, può, ai sensi dell'art. 179, n. 3, c.p.c., essere oggetto di reclamo con ricorso allo stesso giudice che l'ha pronunciata entro tre giorni dalla comunicazione della pronuncia.

Tribunale Ascoli Piceno  14 ottobre 2008

 



 
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