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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 183-bis cod. proc. civile: Passaggio dal rito ordinario al rito sommario di cognizione

Nelle cause in cui il tribunale giudica in composizione monocratica, il giudice nell’udienza di trattazione, valutata la complessità della lite e dell’istruzione probatoria, può disporre, previo contraddittorio anche mediante trattazione scritta, con ordinanza non impugnabile, che si proceda a norma dell’articolo 702-ter e invita le parti ad indicare, a pena di decadenza, nella stessa udienza i mezzi di prova, ivi compresi i documenti, di cui intendono avvalersi e la relativa prova contraria. Se richiesto, puo’ fissare una nuova udienza e termine perentorio non superiore a quindici giorni per l’indicazione dei mezzi di prova e produzioni documentali e termine perentorio di ulteriori dieci giorni per le sole indicazioni di prova contraria (1) (2).


Commento

Procedimento sommario di cognizione: [v. Libro IV, Titolo I, Capo IIIbis]; Tribunale monocratico: [v. 9]; Ordinanza: [v. 134]; Mezzi di prova: [v. 183]; Termine perentorio: [v. 153].

 

 

(1) Ai sensi dell’art. 14, c. 2, d.l. 132/2014 cit. «La disposizione di cui al comma 1 si applica ai procedimenti introdotti a decorrere dal trentesimo giorno successivo all’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto» ossia a partire dall’11-12-2014.

(2) Il legislatore ha attribuito al giudice il potere di sindacare, d’ufficio, l’opportunità della scelta dell’attore di ricorrere al rito ordinario, creando un’ipotesi opposta a quanto previsto dall’art. 702ter c.p.c., che disciplina, invece, il passaggio dal rito sommario a quello ordinario. Limite alla discrezionalità è la composizione monocratica e la non complessità della lite e dell’istruzione probatoria; l’udienza di trattazione rappresenta il termine iniziale e finale entro cui disporre il mutamento del rito. L’ordinanza di mutamento del rito è espressamente indicata come non impugnabile e, non avendo contenuto decisorio e definitivo, non è neppure ricorribile per cassazione ex art. 111 Cost.

 

 

La finalità della disciplina è quella di semplificare l’istruzione ed accelerare i tempi processuali per addivenire alla decisione, mantenendo però la pienezza della cognizione, che caratterizza anche il rito sommario di cui all’art. 702bis [v. →]. Infatti il rito scelto è a cognizione piena, ma il tutto si svolge con forme semplificate rispetto al rito ordinario. Inoltre, non è prevista la facoltà del giudice di separare la domanda principale da quella riconvenzionale, qualora solo una di queste si presenti complessa.



 
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