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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 20 cod. proc. civile: Foro facoltativo per le cause relative a diritti di obbligazione

Per le cause relative a diritti di obbligazione (1) è anche competente il giudice del luogo in cui è sorta (2) o deve eseguirsi l’obbligazione dedotta in giudizio (3).


Commento

Diritto di obbligazione (o di credito): è il diritto di pretendere da uno o più soggetti determinati (debitore/i) un certo comportamento (prestazione), in virtù di un dato rapporto giuridico, per la soddisfazione di un interesse ritenuto meritevole di tutela dall’ordinamento giuridico. Tale prestazione può consistere in un dare, fare, non fare, o nel prestare il consenso.

 

 

(1) La norma individua due fori speciali facoltativi, i quali concorrono fra loro e con i fori generali, nel senso che l’attore ha facoltà di scelta fra essi.

 

(2) Il luogo nel quale le obbligazioni contrattuali sorgono è quello di conclusione del contratto da cui derivano. Per le obbligazioni da atto illecito, se c’è diversità fra luogo dell’azione e quello di produzione del danno, si ha riguardo a quest’ultimo. Se il danno si verifica in più luoghi, si fa riferimento al luogo di prima incidenza causale dell’azione nella sfera giuridica dell’attore. Peraltro, ove sia difficile l’individuazione del luogo in cui si è verificato l’evento dannoso, competente per la domanda di risarcimento è il giudice del luogo in cui fu commesso l’illecito. In tema di risarcimento di danno extracontrattuale, per lesione del diritto all’immagine conseguente alla pubblicazione di una fotografia su stampa periodica, territorialmente competente a decidere la causa a norma dell’articolo in esame è, alternativamente, il giudice del luogo ove il quotidiano è stampato e dove la notizia diviene per la prima volta pubblica e perciò idonea a pregiudicare l’altrui diritto (forum commissi delicti), ovvero il giudice del luogo ove il danneggiante ha la residenza o il domicilio (forum destinatae solutionis), essendo l’obbligazione da fatto illecito un debito di valore il cui adempimento va effettuato al domicilio che il debitore aveva al tempo della scadenza.

 

(3) Il luogo in cui l’obbligazione deve essere adempiuta è stabilito dalla concorde volontà delle parti. In mancanza di una volontà espressa, si applicano le norme dispositive dettate dal codice civile per le singole fattispecie contrattuali.


Giurisprudenza annotata

  1. Giudizi di accertamento relativi ad un rapporto obbligatorio.

 

 

1.1. Azioni di accertamento negativo.

In tema di competenza per territorio, il criterio determinativo della competenza previsto dall’art. 20 c.p.c. - che indica il foro facoltativo per le cause relative a diritti di obbligazione e che deve valutarsi sulla base della domanda - è applicabile anche alle azioni di accertamento negativo, purché possa stabilirsi una relazione - sia pure di tipo ipotetico - fra l’obbligazione che costituisce l’oggetto della lite ed il luogo dove essa, se esistesse, sarebbe sorta e dovrebbe essere eseguita. Ne consegue che, quando venga dedotta l’estinzione dell’obbligazione in forza di una pretesa transazione, l’oggetto dell’accertamento giudiziale è comunque il rapporto obbligatorio principale, al quale è necessario fare riferimento per determinare il contenuto della iniziale obbligazione ed individuare il criterio di collegamento indicato nell’art. 20 c.p.c. Cass. 4 luglio 2007, n. 15110; conforme Cass. 12 novembre 2003, n. 17106.

 

 

1.2. Contestazione dell’esistenza dell’obbligazione.

Nei giudizi di accertamento (positivo o negativo) relativi a un rapporto obbligatorio, ai fini della determinazione del giudice competente per territorio, deve farsi riferimento al luogo ove è sorta o deve eseguirsi l’obbligazione, senza che possa assumere alcun rilievo il luogo in cui l’esistenza della detta obbligazione è stata contestata. Cass. 12 novembre 1993, n. 11183.

 

 

1.3. Contestazione della sussistenza della novazione.

In tema di competenza per territorio, se con la domanda è fatta valere un’obbligazione di pagamento di somma di denaro, che si assuma essere stata d’accordo tra le parti sostituita ad una precedente obbligazione di consegna cose mobili determinate ed il convenuto contesta che tale novazione vi sia stata, ai fini dell’applicazione del criterio di collegamento del luogo in cui l’obbligazione dedotta in giudizio deve essere eseguita (art. 20 c.p.c. ed art. 1182, commi primo e terzo, c.c.), non è dato compiere un accertamento allo stato degli atti sulla circostanza dell’intervenuta novazione, giacché questa rileva come fatto costitutivo del diritto dedotto in giudizio ed il suo accertamento appartiene alla decisione sul merito della domanda, che, in caso di esito negativo, deve essere rigettata. Cass. 18 febbraio 2008, n. 4024.

 

 

  1. Obbligazione per responsabilità extracontrattuale.

Il luogo in cui deve considerarsi sorta l’obbligazione per responsabilità extracontrattuale ai fini della competenza per territorio è quello in cui si è verificato il fatto produttivo del danno. Cass. 25 gennaio 1995, n. 866.

 

 

  1. Vendita.

Nelle vendite da piazza a piazza stipulate fra commercianti ed aventi per oggetto merce per sua natura destinata al commercio, ogni qual volta l’ordinazione venga fatta mediante moduli di commissione predisposti da parte venditrice, ai fini della conclusione del contratto, basta che ne sia data esecuzione, consegnando la merce al vettore e allo spedizioniere per l’inoltro all’acquirente. Ne consegue che, qualora non vi sia prova di una preventiva risposta di accettazione, luogo di conclusione del contratto, per la determinazione della competenza territoriale, è quello in cui è avvenuta la detta consegna. Cass. 12 gennaio 2007, n. 453; conforme Cass. 27 agosto 2003, n. 12585; Cass. 11 ottobre 2002, n. 14565.

 

 

  1. Domanda di risarcimento per inadempimento dell’obbligazione.

In caso di azione di risarcimento del danno da inadempimento contrattuale, per obbligazione dedotta in giudizio, ai fini della determinazione del foro facoltativo di cui all’art. 20 c.p.c., deve intendersi quella originaria rimasta inadempiuta e non quella derivata e sostitutiva; pertanto nel contratto di trasporto - anche in relazione alla pretesa risarcitoria per il suo inadempimento (nella specie causato dalla perdita della cosa trasportata) - poiché l’obbligazione fondamentale e primaria è quella di operare il trasporto delle cose dal luogo di carico a quello di destinazione, risultando accessoria e strumentale quella di custodia, il forum destinatae solutionis va individuato nel luogo dove le cose devono essere trasportate, nell’interezza e nell’integrità del carico. Cass. 10 gennaio 2008, n. 245.

 

Nell'ipotesi di richiesta di risarcimento del danno da inadempimento contrattuale, per la determinazione del foro competente deve farsi riferimento non già al luogo ove si è verificato l'inadempimento, ma a quello in cui avrebbe dovuto essere eseguita la prestazione rimasta inadempiuta o non esattamente adempiuta, della quale il risarcimento è sostitutivo, e ciò anche quando il convenuto contesti in radice l'esistenza della obbligazione stessa. Regola competenza. Cassazione civile sez. VI  21 marzo 2014 n. 6762  

 

 

  1. Eccezione del convenuto di inesistenza dell’obbligazione.

In tema di competenza per territorio, il principio fissato dall’articolo 10 c.p.c. in relazione alla competenza per valore, ma valevole anche per la competenza per territorio, secondo cui il collegamento tra il giudice e la controversia che il primo è chiamato a decidere si determina in base alla domanda, comporta che l’indagine in ordine alla competenza va condotta a prescindere dalla fondatezza della domanda. Ne consegue che ai fini della decisione sul punto, non può influire l’eccezione del convenuto il quale neghi l’esattezza della tesi attorea in ordine alla natura ed al contenuto dell’obbligazione. Cass. 25 agosto 2006, n. 18485.

 

Laddove la domanda di ripetizione si basi su un giudicato già formatosi da cui risulti l'inesistenza del rapporto obbligatorio (in esecuzione del quale venne eseguita la prestazione), l'applicazione dell'art. 20 c.p.c. e delle norme sostanziali che esso presuppone va fatta con riferimento all'obbligazione di restituzione: in questo caso cioè, il luogo dell'adempimento va identificato con quello del creditore della prestazione indebita.

Tribunale Milano sez. V  13 marzo 2014 n. 3574

 

 

  1. Domanda di pagamento di somma di danaro nei confronti della P.A.

Ai fini della competenza territoriale, nella controversia avente ad oggetto il pagamento di somme di danaro da parte di una P.A. non statale, cui sia però applicabile - nella specie una USL - la normativa sulla contabilità dello Stato, il “forum destinatae solutionis” va individuato nella sede dell’ufficio di tesoreria dell’ente debitore. Cass. 6 ottobre 2011, n. 20530.

 

Ai fini della competenza territoriale, nella controversia avente ad oggetto il pagamento di somme di danaro da parte degli enti pubblici, le norme di contabilità degli enti pubblici, che fissano il luogo di adempimento delle obbligazioni in quello della sede di tesoreria dell’ente, valgono ad individuare il forum destinatae solutionis eventualmente in deroga all’art. 1182 c.c., ma non rendono detto foro né esclusivo, né inderogabile. Pertanto, la P.A. convenuta che intenda eccepire la incompetenza del giudice adito, diverso da quello della sede della tesoreria, ha l’onere di contestare specificamente tutti i possibili fori, indicando le ragioni giustificative dell’esclusione di ogni momento di collegamento idoneo a radicare la competenza. Cass. 8 febbraio 2007, n. 2758; conforme Cass. 12 aprile 2005, n. 7514; Cass. 25 maggio 2005, n. 11016; Cass. 8 luglio 2005, n. 14441.

 

 

  1. Azione di ripetizione dell’indebito.

In tema di competenza per territorio derogabile, quando l’azione di ripetizione di indebito viene esercitata, postulandosi la richiesta di accertamento dell’inesistenza oggettiva o soggettiva del rapporto obbligatorio, in esecuzione del quale venne eseguita la prestazione di cui si chiede la restituzione, poiché l’oggetto della domanda è complesso - inerendo in primo luogo all’accertamento di detta inesistenza e soltanto consequenzialmente all’accertamento dell’esistenza dell’obbligazione restitutoria e alla condanna alla prestazione di restituzione - l’applicazione dei fori concorrenti di cui all’art. 20 c.p.c., cioè del foro dell’insorgenza dell’obbligazione e del forum destinatae solutionis e, quindi, delle norme sostanziali che a tale fine vengono in rilievo (come l’art. 1182 c.c. per il luogo di adempimento dell’obbligazione), va fatta riferendosi non all’obbligazione di restituzione dell’indebito in quanto tale, bensì all’obbligazione in esecuzione della quale venne eseguita la prestazione indebita e, pertanto, il foro dell’insorgenza è quello in cui sorse il rapporto obbligatorio, la cui inesistenza oggettiva o soggettiva si chiede di accertare, mentre il foro dell’adempimento è quello in cui avrebbe dovuto essere adempiuta l’obbligazione che si assume indebita in quanto eseguita in esecuzione di quel rapporto. Soltanto allorquando la domanda di ripetizione si basi su un giudicato già formatosi sull’inesistenza oggettiva o soggettiva del rapporto obbligatorio, in esecuzione del quale venne eseguita la prestazione, ovvero su un negozio inter partes, che abbia accertato tale inesistenza e la cui validità non venga prospettata come contestata, l’applicazione dell’art. 20 c.p.c. e delle norme sostanziali che esso presuppone va fatta con riferimento all’obbligazione di restituzione, onde il forum contractus (cioè il luogo di insorgenza di tale obbligazione) è, nel primo caso, quello del luogo di esecuzione del pagamento indebito e, nel secondo caso, quello della conclusione del negozio, mentre il forum destinatae solutionis è quello del creditore della prestazione indebita, ai sensi del terzo comma dell’art. 1182 c.c. per il caso che la somma indebita sia stata determinata dal giudicato o dal negozio, e quello del debitore, ai sensi del quarto comma dello stesso articolo, ove tale determinazione sia mancata. Cass. 12 gennaio 2007, n. 453; conforme Cass. 20 aprile 2005, n. 8248; Cass. 22 maggio 2002, n. 7507.

 

L'applicazione all'indebito della norma dei fori concorrenti ex art. 20 c.p.c. (cioè il foro dell'insorgenza dell'obbligazione e il foro dell'adempimento) ha riguardo non già all'obbligazione di restituzione dell'indebito, bensì all'obbligazione in esecuzione della quale venne eseguita la prestazione indebita. Da ciò discende che, il foro dell'insorgenza è quello in cui sorge il rapporto obbligatorio la cui inesistenza (oggettiva o soggettiva) va accertata, mentre il foro dell'adempimento è quello in cui avrebbe dovuto essere adempiuta l'obbligazione che si assume indebita in quanto eseguita in esecuzione di quel rapporto.Tribunale Milano sez. V  13 marzo 2014 n. 3574  

 

 

  1. Casistica.

 

 

8.1. Assicurazione.

In tema di assicurazione contro i danni l’obbligo dell’assicuratore di pagare l’indennizzo trova titolo costitutivo nel contratto di assicurazione. Pertanto, al fine della determinazione della competenza territoriale in una controversia vertente sulla spettanza di detto indennizzo, il luogo in cui è sorta l’obbligazione dedotta in giudizio, secondo la previsione dell’art. 20 c.p.c., è il luogo della stipulazione del contratto. App. Napoli, 22 gennaio 2008.

 

 

8.2. Domanda di modifica dell’assegno di mantenimento in favore del coniuge separato.

In tema di competenza per territorio, la domanda di modifica dell’assegno di mantenimento a favore del coniuge consensualmente separato, la quale investe rapporti obbligatori, non è equiparabile alla domanda di separazione personale e si sottrae alle speciali regole di competenza stabilite per il giudizio di separazione. Per tali giudizi di modifica dell’assegno di mantenimento, è territorialmente competente anche il giudice del luogo in cui è sorto il debito di mantenimento, che si identifica nel luogo in cui è stata omologata la separazione consensuale e non in quello in cui il matrimonio è stato contratto. Cass. 22 marzo 2001, n. 4099.

 

 

8.3. Lesione alla reputazione mediante trasmissione televisiva.

In tema di danno extracontrattuale per lesione del diritto alla reputazione conseguente alla diffusione di una trasmissione televisiva, è competente a decidere la causa il giudice della località dove sono situati gli studi televisivi nei quali è stato realizzato e diffuso il programma televisivo, poiché è in tale luogo ed in tale momento che la notizia diviene pubblica e perciò idonea a pregiudicare l’altrui diritto, e si concretizza così l’illecito nella sua interezza. Cass. 14 luglio 2000, n. 9369.

 

 

8.4. Obbligazione pecuniaria.

Ai fini della determinazione della competenza territoriale, ai sensi del combinato disposto degli artt. 20 c.p.c. e 1182 c.c., il “forum destinatae solutionis”, previsto dal terzo comma di tale ultima disposizione, è applicabile in tutte le cause aventi ad oggetto una somma di denaro qualora, facendo riferimento alla domanda formulata dall’attore, questi abbia richiesto il pagamento di una somma determinata, non incidendo sulla individuazione della competenza territoriale la maggiore o minore complessità dell’indagine sull’ammontare effettivo del credito, la quale attiene esclusivamente alla successiva fase di merito. Cass. 21 maggio 2010, n. 12455.

 

 

8.4.1. Obbligazione pecuniaria sorta in base a titolo giudiziale.

La prestazione oggetto di un’obbligazione pecuniaria sorta, in base a titolo giudiziale, per un credito liquido ed esigibile va eseguita presso il domicilio del creditore, con conseguente radicamento della competenza del giudice di quel luogo. Cass. 8 giugno 1999, n. 5627.

 

 

8.5. Credito nei confronti di un’amministrazione comunale.

Il creditore di un’amministrazione comunale che intenda agire in giudizio per la tutela del suo credito non perde il diritto di scelta previsto dall’art. 20 c.p.c. tra il forum solutionis che si radica nel luogo ove si trova la tesoreria comunale ed il forum contractus nel quale l’obbligazione è sorta; mentre ove l’ente convenuto intenda contestare che il contratto si sia perfezionato nel luogo rientrante nella competenza territoriale del giudice adito deve provare le circostanze di fatto determinanti la competenza per territorio. Cass. 8 gennaio 1999, n. 80.

 

 

8.6. Azione di contraffazione e di concorrenza sleale.

Affinché si radichi la competenza territoriale del giudice adito con la duplice domanda di contraffazione di marchio e di concorrenza sleale - cumulabili tra di loro quando si assuma che la contraffazione ha dato luogo a commercializzazione di prodotto confondibile in ragione della contraffazione stessa - è sufficiente che venga allegata (purché non in modo evidentemente strumentale) la commercializzazione del prodotto nel territorio rientrante nella competenza di detto giudice, a prescindere da qualunque valutazione del fondamento di tale allegazione, risolvendosi la stessa nella invocazione del forum commissi delicti (in relazione al luogo in cui si perfeziona l’evento dannoso, che può anche non coincidere con quello di produzione dell’oggetto contraffatto) così ai sensi dell’art. 20 c.p.c. come anche in base all’art. 57 del R.D. 21 giugno 1942, n. 92, (cosiddetta legge marchi) il quale ponendo in alternativa il foro del luogo nel quale è stato commesso il fatto di violazione del brevetto abilita per ciò stesso l’attore ad adire il giudice del luogo nel quale viene messo in vendita oppure viene pubblicizzato il prodotto (che si afferma) illecitamente marcato. Cass. 28 ottobre 1997, n. 10582.

 

 

8.7. Opposizione a decreto ingiuntivo relativo ad assegno privo del luogo di emissione.

Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo emesso sulla base di un assegno privo del luogo di emissione, il titolo è nullo per mancanza di un requisito essenziale ed è utilizzabile solo come promessa di pagamento, potendosi presumere iuris tantum l’esistenza del rapporto sottostante; ne consegue che il giudice territorialmente competente sotto il profilo del forum destinatae solutionis va determinato a norma dell’art. 1182, comma 3 c.c. nel giudice del luogo di domicilio del creditore al tempo della scadenza. Cass. 31 ottobre 2006, n. 23410.

 

 

8.8. Azione di risarcimento del danno per lesione del diritto alla reputazione.

In tema di risarcimento del danno per lesione del diritto alla reputazione, compiuta mediante corrispondenza inviata a più destinatari, il forum commissi delicti, ai fini della individuazione del giudice territorialmente competente a decidere la causa a norma dell’art. 20 c.p.c., va individuato nel luogo di verificazione dell’evento dannoso in conseguenza dell’evento diffamatorio, e quindi coincide con il luogo in cui il soggetto offeso ha il proprio domicilio, atteso che, essendo il domicilio la sede principale degli affari e degli interessi, esso rappresenta il luogo in cui si realizzano le ricadute negative dell’offesa alla reputazione. Cass. 20 ottobre 2006, n. 22525.

 

In tema di risarcimento di danno extracontrattuale per lesione del diritto alla reputazione conseguente alla pubblicazione di un articolo su stampa periodica, il forum commissi delicti si identifica con il luogo in cui il quotidiano è stampato perché in esso la notizia diviene per la prima volta pubblica, e, quindi, idonea a pregiudicare l’altrui diritto. A tal fine non ha rilevanza che il quotidiano sia stampato in edizioni diverse appositamente teletrasmesse nelle varie zone del territorio nazionale, in quanto il forum commissi delicti è quello in cui ha sede la redazione centrale del quotidiano e non quello delle trasmissioni in facsimile delle copie a diffusione regionale, dovendosi seguire un criterio oggettivo unico, quale appunto il luogo in cui è commesso il fatto dannoso e non quello in cui viene percepito dall’interessato il contenuto diffamatorio della notizia e si verifica in concreto il danno. Né rileva, per la diversità del mezzo di diffusione, la differente previsione normativa posta dall’art. 30 della legge n. 223 del 1990, che concerne la diffamazione attuata con il mezzo radiotelevisivo. Pertanto, attesa l’irrilevanza del luogo di stampa e di prima diffusione del supplemento regionale, il convenuto che eccepisca l’incompetenza territoriale del giudice adito ha l’onere di provare unicamente il luogo di stampa del quotidiano ed eventualmente di teletrasmissione del supplemento. Cass. 25 maggio 2007, n. 12234; conforme Cass. 11 aprile 2000, n. 4599; Cass. 1° giugno 1999, n. 5299.

 

 

8.9. Pagamento del prezzo presso o tramite istituto bancario.

Ai fini della competenza per territorio ex art. 20 c.p.c. non incide sul forum destinatae solutionis la pattuita modalità di pagamento del prezzo di vendita presso o tramite istituto bancario, in quanto, trattandosi di modalità destinata soltanto a facilitare la riscossione del credito, la stessa non determina lo spostamento del luogo di adempimento dal domicilio del creditore, come previsto dall’art. 1182, comma terzo, c.c., a quello del debitore, a meno che la suddetta modalità non sia stata convenuta con carattere esclusivo ed il creditore abbia rinunziato espressamente al suo diritto di ricevere il pagamento nel proprio domicilio, ai sensi dello stesso art. 1182 e dell’art. 1498 c.c. Cass. 30 ottobre 2007, n. 22941; conforme Cass. 13 luglio 2004, n. 12983.

 

 

  1. Contratti tra professionisti e consumatori.

Competente ad emettere il decreto ingiuntivo di pagamento del compenso di un professionista, non stabilito convenzionalmente ab origine, e, perciò, illiquido, siccome determinabile, in base alla tariffa, solo a prestazione eseguita, è il giudice del luogo del domicilio del debitore. Cass. 12 ottobre 2011, n. 21000.

 

La disposizione dettata dall’art. 1469-bis, terzo comma, numero 19, c.c. - applicabile nella specie “ratione temporis” - si interpreta nel senso che il legislatore, nelle controversie tra consumatore e professionista, ha stabilito la competenza territoriale esclusiva del giudice del luogo in cui il consumatore ha la residenza o il domicilio elettivo, presumendo vessatoria la clausola che preveda una diversa località come sede del foro competente; tale criterio, che implica il superamento dei fori alternativi di cui all’art. 20 c.p.c., si applica anche se la pretesa azionata si fondi su di una promessa di pagamento o una ricognizione di debito, poiché queste ultime non costituiscono un’autonoma fonte di obbligazione ma, determinando un’astrazione meramente processuale della “causa debendi”, non dispensano il creditore dall’onere di proporre la domanda davanti al giudice competente. Cass. 10 giugno 2011, n. 12872.

 

 

  1. Eccezione processuale.

In tema di competenza territoriale derogabile, per la quale sussistano più criteri concorrenti (nella specie, quelli indicati negli artt. 18, 19 e 20 c.p.c., trattandosi di causa relativa a diritti di obbligazione), grava sul convenuto che eccepisca l’incompetenza del giudice adito (trattandosi di eccezione in senso proprio) l’onere di contestare specificamente l’applicabilità di ciascuno dei suddetti criteri e di fornire la prova delle circostanze di fatto dedotte a sostegno di tale contestazione, con la conseguenza che, in mancanza di tale contestazione e di detta prova, l’eccezione deve essere rigettata, restando, per l’effetto, definitivamente fissato il collegamento indicato dall’attore, con correlativa competenza del giudice adito. (Regola competenza). Cass. 21 luglio 2011, n. 15996.

 

La formulazione dell’eccezione d’incompetenza territoriale derogabile, ai fini della sua ammissibilità, deve essere svolta, con l’indicazione di tutti i fori concorrenti, ovvero per le persone fisiche, con riferimento, oltre ai fori speciali ai sensi dell’art. 20 c.p.c., anche a quelli generali, stabiliti nell’art. 18 c.p.c. e, per le persone giuridiche, con riferimento ai criteri di collegamento indicati nell’art. 19, primo comma, c.p.c. L’incompletezza della formulazione dell’eccezione è controllabile anche d’ufficio dalla corte di Cassazione in sede di regolamento di competenza. Cass. 16 giugno 2011, n. 13202.



 
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