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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 208 cod. proc. civile: Decadenza dall’assunzione

Se non si presenta la parte su istanza della quale deve iniziarsi o proseguirsi la prova, il giudice istruttore la dichiara decaduta dal diritto di farla assumere, salvo che l’altra parte presente non ne chieda l’assunzione.

La parte interessata può chiedere nell’udienza successiva al giudice la revoca dell’ordinanza che ha pronunciato la sua decadenza dal diritto di assumere la prova. Il giudice dispone la revoca con ordinanza, quando riconosce che la mancata comparizione è stata cagionata da causa non imputabile alla stessa parte.


Giurisprudenza annotata

Pronuncia implicita di decadenza dalla prova

La pronuncia di decadenza dalla prova (nella specie, testimoniale, per effetto del suo mancato espletamento) può legittimamente essere contenuta nel provvedimento di chiusura dell’istruzione ed invito rivolto alle parti alla precisazione delle conclusioni, con conseguente preclusione, per la parte interessata, di ogni ulteriore richiesta di articolazione dello stesso mezzo istruttorio in secondo grado.

Cass. lav., 25 ottobre 2006, n. 22843; conforme Cass. 30 maggio 2005, n. 11394; Cass. 2 marzo 1999, n. 1740; Cass. 27 settembre 1994, n. 7881; Cass. 22 maggio 1991, n. 5751; Cass. 22 maggio 1980, n. 3378.

 

Spetta esclusivamente al giudice del merito, in base al disposto di cui agli artt. 208 cod. proc. civ. e 104 disp. att. cod. proc. civ., valutare se sussistono giusti motivi per revocare l'ordinanza di decadenza della parte dal diritto di far escutere i testi per la sua mancata comparizione all'udienza fissata, ovvero per l'omessa citazione degli stessi, esulando dai poteri della Corte di cassazione accertare se l'esercizio di detto potere discrezionale sia avvenuto in modo opportuno e conveniente. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva escluso che il decesso di quello, tra i due difensori costituiti, che operava nella sede ove si era svolto il giudizio, giustificasse la mancata citazione dei testi, e l'omessa comparizione all'udienza fissata per l'incombente istruttorio). Rigetta, App. Palermo, 19/11/2008

Cassazione civile sez. lav.  01 settembre 2014 n. 18478  

 

In tema di istruzione probatoria nel rito ordinario spetta alla parte attivarsi per l’espletamento del richiesto mezzo istruttorio che il giudice abbia ammesso; sicché, ove la parte rimanga inattiva, chiedendo la fissazione dell’udienza di precisazione delle conclusioni senza più instare per l’espletamento del mezzo di prova, è presumibile che abbia rinunciato alla prova stessa.

Cass. 6 settembre 2007, n. 18688.

 

Declaratoria d’ufficio della decadenza

In tema di prova testimoniale, la norma di cui all’art. 208 c.p.c. come novellata dalla riforma del 1990 va interpretata nel senso che la decadenza debba essere dichiarata di ufficio dal giudice, e non più su istanza della parte comparsa come nel precedente regime normativo, senza che sia rilevante che la controparte interessata abbia sollevato la relativa eccezione all’udienza successiva.

Cass. 13 luglio 2011, n. 15368; conforme Cass. lav., 2 settembre 2004, n. 17766.

 

Esclusione della decadenza dalla prova nel caso di mancata fissazione da parte del giudice della data e del luogo per l’espletamento della prova

La decadenza dal diritto di far assumere la prova prevista dall’art. 208 c.p.c. opera per il caso di mancata comparizione delle parti nel giorno fissato per l’inizio o la prosecuzione della prova medesima e, quindi, postula che il giudice, nell’espletamento dei suoi doveri d’ufficio, abbia determinato il tempo, il luogo ed il modo dell’assunzione del mezzo istruttorio a norma dell’art. 202 c.p.c., non potendo trovare applicazione nella diversa ipotesi in cui il giudice non abbia fissato tale udienza, ancorché la parte interessata non abbia provveduto a sollecitarlo in proposito. C

ass. 10 maggio 2005, n. 9766; conforme Cass. 11 novembre 1977, n. 4900.

 

Revoca dell’ordinanza di decadenza

Spetta esclusivamente al giudice di merito, in base al disposto degli artt. 208 c.p.c. e 104 disp. att. c.p.c., valutare se sussistano giusti motivi per revocare l’ordinanza di decadenza della parte dal diritto di fare escutere i testi per mancata comparizione all’udienza all’uopo fissata, ovvero per mancata intimazione degli stessi, esulando dai poteri della S.C. accertare se l’esercizio di detto potere discrezionale sia avvenuto in modo opportuno e conveniente.

Cass. 22 febbraio 2010, n. 4189; conforme Cass. 31 maggio 1990, n. 5119; Cass. 28 marzo 1980, n. 2036.

 

 Fissazione di una successiva udienza per consentire alla parte di chiedere la revoca dell’ordinanza di decadenza

Poiché nelle controversie soggette al rito del lavoro trova applicazione l’art. 208 c.p.c., secondo cui il giudice, dichiarata la decadenza, deve comunque fissare un’udienza successiva, per dar modo alla parte non comparsa di instare, se del caso, per la rimessione in termini, incorre in error in procedendo il giudice d’appello che, ammessa la prova testimoniale e constatata l’assenza della parte istante all’udienza all’uopo fissata, dichiari la decadenza di quest’ultima e decida, subito dopo, la causa, senza rinviare ad un’udienza successiva onde consentire, in quella sede, le eventuali difese della stessa parte.

Cass. 11 marzo 2005, n. 5416.

 

Decadenza per sopravvenuto decesso di un teste ammesso

Qualora, una volta ammessa la prova testimoniale con l’indicazione delle persone da assumere e fissata l’udienza per la loro escussione, sopravvenga il decesso di uno dei testi ammessi e la parte deducente non abbia provveduto alla sua intimazione per l’assunzione, tale parte non incorre nella decadenza prevista dal primo comma dell’art. 104 disp. att. c.p.c., dovendo piuttosto trovare applicazione analogica - rispetto a questa ipotesi non disciplinata dal codice di rito - la norma contemplata nel secondo comma di detta disposizione che consente di ritenere giustificata l’omissione e legittima il giudice a fissare, con successiva ordinanza, una nuova udienza per l’assunzione della prova previa sostituzione del teste deceduto, siccome, anche in tal caso, si impone l’esigenza di evitare la decadenza determinata da un inadempimento processuale della parte che sia stato causato da un suo giustificato impedimento.

Cass. 21 luglio 2006, n. 16764.

 



 
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