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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 209 cod. proc. civile: Chiusura dell’assunzione

Il giudice istruttore dichiara chiusa l’assunzione quando sono eseguiti i mezzi ammessi o quando, dichiarata la decadenza di cui all’articolo precedente, non vi sono altri mezzi da assumere, oppure quando egli ravvisa superflua, per i risultati già raggiunti, la ulteriore assunzione.


Giurisprudenza annotata

Dichiarazione di chiusura dell’assunzione della prova

Nel provvedimento di chiusura dell’istruzione deve ritenersi implicita la decadenza della parte interessata dal diritto di far assumere il mezzo istruttorio che, sebbene ammesso, non sia stato espletato per inerzia processuale.

Cass. 25 ottobre 2006, n. 22843; conforme Cass. 28 marzo 1980, n. 2036; Cass. lav., 10 giugno 1977, n. 2422; Cass. 8 luglio 1972, n. 2305; Cass. 18 maggio 1967, n. 1050.

 

Discrezionalità della valutazione

Il giudice di merito non è tenuto ad ammettere i mezzi di prova dedotti dalle parti ove ritenga sufficientemente istruito il processo e ben può, nell’esercizio dei suoi poteri discrezionali, non ammettere la dedotta prova testimoniale quando, alla stregua di tutte le altre risultanze di causa, ritenga la stessa superflua.

Cass. lav., 10 giugno 2009, n. 13375.

 

La riduzione delle liste testimoniali sovrabbondanti costituisce un potere tipicamente discrezionale del giudice di merito (non censurabile in sede di legittimità) che può essere esercitato anche nel corso dell'espletamento della prova, potendo il giudice non esaurire l'esame di tutti i testi ammessi qualora, per i risultati raggiunti, ritenga superflua l'ulteriore assunzione della prova. Tale ultima valutazione non deve essere necessariamente espressa, potendo desumersi per implicito dal complesso della motivazione della sentenza.

Cassazione civile sez. lav.  16 maggio 2000 n. 6361  

 

 

Sindacato della Cassazione

La censura dedotta in ricorso per cassazione avverso la sentenza del giudice di pace, adito per una controversia non eccedente i due milioni, per violazione dell’art. 116 c.p.c. per non aver questi ammesso la prova testimoniale dedotta, ritenendo sufficienti le risultanze processuali acquisite, è sostanziale perché attiene alla valutazione delle prove e quindi è ammissibile soltanto per superamento dei limiti costituiti dalle norme costituzionali e dai principi informatori della materia. Tra questi ultimi, peraltro, si colloca il principio che affida al giudice il potere di valutare la rilevanza della prova, cioè la sua utilità per il caso da decidere, che è esclusa sia quando il mezzo di prova tende a provare circostanze pacifiche o fatti non contestati, sia quando in atti sussistono elementi sufficienti a dimostrare i fatti di cui si vuole fornire la prova.

Cass. 31 maggio 2005, n. 11580.

 



 
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