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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 211 cod. proc. civile: Tutela dei diritti del terzo

Quando l’esibizione è ordinata ad un terzo, il giudice istruttore deve cercare di conciliare nel miglior modo possibile l’interesse della giustizia col riguardo dovuto ai diritti del terzo, e prima di ordinare l’esibizione può disporre che il terzo sia citato in giudizio, assegnando alla parte istante un termine per provvedervi.

Il terzo può sempre fare opposizione contro l’ordinanza di esibizione, intervenendo nel giudizio prima della scadenza del termine assegnatogli.


Giurisprudenza annotata

Regime delle impugnazioni dell’ordine di esibizione

Il provvedimento del giudice delegato che ha ordinato ad una banca di esibire al curatore del fallimento copia degli estratti conto relativi al conto corrente intrattenuto dal fallito, avendo funzione solo cautelare e preventiva, non ha carattere decisorio, né attitudine a produrre gli effetti di un giudicato, di tal che il decreto del tribunale fallimentare di rigetto del relativo reclamo proposto dall’istituto di credito non è ricorribile per cassazione ex art. 111 Cost.

Cass. 28 maggio 1998, n. 5279; conforme Cass. 9 maggio 1994, n. 4509.

                              

Posizione del terzo nel giudizio

L’ordine di citazione del terzo di cui all’art. 211 c.p.c., è finalizzato a consentire la partecipazione al giudizio del terzo al fine della tutela dei suoi eventuali diritti e di consentirgli di opporsi all’accoglimento della richiesta di emissione dell’ordine di esibizione. È pertanto assimilabile alla chiamata in causa ex art. 107 c.p.c., con inapplicabilità dell’art. 307 c.p.c.

App. Roma, 8 febbraio 2010.

 

Nel caso in cui i beni pignorati detenuti dal creditore terzo costituiscono oggetto di sequestro giudiziario va applicata, ai fini della sua esecuzione, la disciplina di cui agli artt. 677, 605 e 211 c.p.c. Ne consegue che, laddove il giudice abbia disposto l’immissione in possesso del custode sequestratario nominato con lo stesso provvedimento di sequestro, il terzo detentore può fare direttamente opposizione ai sensi dell’art. 211, comma secondo, c.p.c.; se il terzo creditore pignoratizio detentore del bene oggetto del provvedimento di sequestro giudiziario non acconsente a consegnarlo spontaneamente all’ufficiale giudiziario procedente, si rende necessario l’intervento del giudice, che può ordinare al terzo di esibire il bene o di consentire la relativa immediata immissione in possesso in favore del custode sequestratario, con le garanzie di cui all’art. 211 c.p.c., atteso che, in presenza di una tale opposizione, l’ufficiale giudiziario non ha il potere di vincere con la forza il rifiuto del terzo di consegnare il bene, essendo necessario un apposito ordine del giudice, ai sensi dell’art. 677, secondo e terzo comma, c.p.c., che, se si applicasse l’art. 605 c.p.c., sarebbe peraltro inutile.

Cass. 30 ottobre 2007, n. 22860.

 

 

 

 



 
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