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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 217 cod. proc. civile: Custodia della scrittura e provvedimenti istruttori

Quando è chiesta la verificazione, il giudice istruttore dispone le cautele opportune per la custodia del documento, stabilisce il termine per il deposito in cancelleria delle scritture di comparazione, nomina, quando occorre, un consulente tecnico e provvede all’ammissione delle altre prove.

Nel determinare le scritture che debbono servire di comparazione, il giudice ammette, in mancanza di accordo delle parti, quelle la cui provenienza dalla persona che si afferma autrice della scrittura è riconosciuta oppure accertata per sentenza di giudice o per atto pubblico.


Giurisprudenza annotata

Attività di verificazione della scrittura

Nel procedimento di verificazione della scrittura privata, il giudice del merito, ancorché abbia disposto una consulenza sull’autografia di una sottoscrizione disconosciuta, ha il potere-dovere di formare il proprio convincimento sulla base di ogni altro elemento di prova conferente, comprese le risultanze della prova testimoniale, senza essere vincolato ad alcuna graduatoria fra le varie fonti di accertamento della verità.

Cass. 20 aprile 2007, n. 9523.

 

Nel procedimento di verificazione della scrittura privata, la nullità della consulenza tecnica d'ufficio derivante dal fatto che il consulente si sia avvalso di scritture di comparazione non preventivamente indicate dal giudice (in mancanza di accordo delle parti), a norma dell'art. 217, comma 2, c.p.c., resta sanata, ai sensi dell'art. 157 c.p.c. se non dedotta dalla parte interessata nella prima istanza o difesa successiva al deposito della consulenza stessa.

Cassazione civile sez. II  15 novembre 2011 n. 23851  

 

 Scritture di comparazione

Nel procedimento di verificazione, data la sua rilevanza e l’importanza che vi assumono le scritture di comparazione, il consulente tecnico di ufficio non è arbitro nella scelta e nella determinazione delle dette scritture, le quali sono determinate esclusivamente dal giudice secondo i criteri indicati nell’art. 217 c.p.c. Conseguentemente, la c.t.u. fondata su scritture non ammesse come scritture di comparazione è nulla. Tale nullità ha carattere relativo e rimane sanata ove non fatta valere dalla parte interessata nella prima istanza o difesa successiva al deposito della consulenza.

Cass. 12 aprile 1977, n. 1373; conforme Cass. 11 febbraio 1988, n. 1471; Cass. 13 gennaio 1995, n. 385; Cass. 1º marzo 2002, n. 3009; Cass. 15 novembre 2011, n. 23851.

 

In tema di prova documentale, l’idoneità di una scrittura privata alla funzione di comparazione richiede non già la mancanza di un formale disconoscimento nei tempi e nei modi di cui agli artt. 214 e 215 c.p.c., bensì il riconoscimento, espresso ovvero tacito (per non essere, cioè, mai stata contestata l’autenticità della scrittura), atteso che, dovendo fungere da fonte di prova della verità di altro documento, è indispensabile che sia certa la provenienza della scrittura da colui al quale quel documento, oggetto dell’accertamento giudiziale, si intende attribuire.

Cass. 5 febbraio 2001, n. 129; conforme Cass. 6 settembre 2005, n. 17794.



 
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