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Codice proc. civile agg.  al  28 Gen 2015
 
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Art. 226 cod. proc. civile: Contenuto della sentenza

Il collegio, con la sentenza che rigetta la querela di falso, ordina la restituzione del documento e dispone che, a cura del cancelliere, sia fatta menzione della sentenza sull’originale o sulla copia che ne tiene luogo;  condanna inoltre la parte querelante a una pena pecuniaria non inferiore a due euro e non superiore a venti euro.

Con la sentenza che accerta la falsità il collegio, anche d’ufficio, da’ le disposizioni di cui all’articolo 480 del codice di procedura penale.



Giurisprudenza annotata

Rimedio avverso la sentenza.

La sentenza che decide sulla querela di falso non è una sentenza parziale (cioè non definitiva), ma rappresenta l’epilogo di un procedimento che pur se attivato in via incidentale, è comunque autonomo ed ha per oggetto l’accertamento della falsità o meno di un atto avente fede privilegiata. Ne consegue che detta sentenza è soggetta agli ordinari mezzi di impugnazione, e ciò anche nell’ipotesi in cui il procedimento di merito nel cui ambito l’atto sia stato prodotto si configuri come un procedimento speciale, ovvero abbia come epilogo una sentenza non soggetta ad appello.

Cass. 28 maggio 2007, n. 12399.

 

In materia di querela di falso, solo l'attuazione delle pronunce accessorie, indicate dall'art. 226, secondo comma, cod. proc. civ., è subordinata al passaggio in giudicato della sentenza, e non anche l'esecutività di ogni altro capo della pronuncia sul merito della lite ovvero sulle spese di giudizio. Rigetta, Trib. Sondrio, 23/11/2007

Cassazione civile sez. III  17 gennaio 2014 n. 891  



 
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